Le DOC della Liguria: Golfo del Tigullio-Portofino o Portofino

❂ Golfo del Tigullio-Portofino o Portofino D.O.C.
(Approvato con D.M. 1/9/1997 – G.U. n.211 del 10/9/1997; ultima modifica D.M. 7/03/2014, pubblicato sul Sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)
► zona di produzione
● in provincia di Genova: comprende per intero i territori dei comuni di Avegno, Bargagli, Bogliasco, Borzonasca, Camogli, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Chiavari, Cicagna, Cogorno, Coreglia Ligure, Davagna, Favale di Malvaro, Lavagna, Leivi, Lumarzo, Mezzanego, Moneglia, Ne, Neirone, Orero, Pieve Ligure, Portofino, Rapallo, Recco, San Colombano Certenoli, Santa Margherita Ligure, Sestri Levante, Sori, Tribogna, Uscio, Zoagli e parte del territorio di Genova, Lorsica e Moconesi;
► base ampelografica
● bianco (anche spumante, frizzante, passito): vermentino e/o bianchetta genovese min. 60%, possono concorrere altri vitigni a bacca di colore analogo, idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Liguria, iscritti al Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, max. 40%;
● con menzione del vitigno bianchi: Vermentino, Bianchetta Genovese, Scimiscià (Cimixà) min. 85%, possono concorrere altri vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Liguria, iscritti al Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, max. 15%;
● rosato (anche frizzante), rosso (anche frizzante, novello): ciliegiolo e/o dolcetto min. 60%, possono concorrere altri vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Liguria, iscritti al Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, max. 40%;
● con menzione del vitigno rosso: Ciliegiolo min. 85%, possono concorrere altri vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Liguria, iscritti al Registro Nazionale delle varietà di vite per uve da vino, max. 15%;
● Moscato (anche passito): moscato bianco 100%;
► norme per la viticoltura
● è ammessa l’irrigazione di soccorso;
● i nuovi impianti e reimpianti devono prevedere una densità minima di 4.000 ceppi/Ha;
● la resa di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 9 t/Ha e 9,50% vol. per i bianchi, 10,00% per rosati e rossi, con o senza menzione di vitigno;
► norme per la vinificazione
● le operazioni di vinificazione, spumantizzazione e imbottigliamento dei vini devono essere effettuate nell’ambito del territorio amministrativo della Regione Liguria. E’ consentito che le operazioni di elaborazione dei mosti e dei vini destinati alla produzione degli spumanti siano effettuate nell’ambito degli interi territori della Regione Liguria e delle regioni limitrofe;
● le operazioni di spumantizzazione devono essere effettuale con il metodo della fermentazione naturale in autoclave o in bottiglia, con l’esclusione di qualsiasi aggiunta di anidride carbonica;
● nella vinificazione delle uve, destinate all’ottenimento dei vini passiti, le stesse devono essere appassite su pianta o graticci o in locali idonei, con esclusione dell’aria riscaldata artificialmente, fino a presentare un tenore zuccherino minimo di 260 g/l;
● per i vini a denominazione di origine controllata “Golfo del Tigullio-Portofino” o “Portofino”, con l’esclusione dei vini passiti, sono consentite le pratiche dell’arricchimento con le modalità e nei limiti previsti dalla normativa vigente;
● i vini a denominazione di origine controllata “Golfo del Tigullio-Portofino” o “Portofino” con la menzione “passito” devono essere immessi al consumo dopo il 1° novembre dell’anno successivo a quello della vendemmia;
► norme per l’etichettatura
● per i vini a denominazione di origine controllata “Golfo del Tigullio-Portofino ” o “Portofino”, con l’esclusione delle tipologie frizzante e spumante, è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve;
► legame con l’ambiente geografico
● A) Informazioni sulla zona geografica
◉ Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona geografica riferita al territorio della Denominazione di Origine Golfo del Tigullio ricade nella parte orientale della Regione Liguria in Provincia di Genova e risulta molto vasta, comprendendo quasi tutti i comuni della provincia tranne quello di Genova e di qualche comune sovrastante Genova stessa; per tale estensione il panorama viticolo è molto differenziato con vigneti situati per la maggior parte in bassa – media collina anche nelle zone più interne (es. Val Graveglia), principalmente in versanti terrazzati.
◈ Aspetti pedologici
I substrati litologici dei rilievi collinari del levante ligure maggiormente rappresentati sono sedimenti marini (torbiditi) in parte a composizione argillosa, in parte a composizione calcareo – marnosa. I suoli presentano una profondità moderata con un buon drenaggio, la tessitura è mediamente franco fine, con reazione variabile (da debolmente acidi a subalcalini).
◈ Aspetti topografici
L’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra lo 0 e i 1000 m s.l.m. con quota prevalente compresa tra 100 e 200 m, pendenza tra il 35 e il 50%, esposizione prevalente orientata verso sudovest – ovest e distanza dal mare compresa tra 0 e 21 Km.
◈ Aspetti climatici
La temperatura media dell’area interessata è pari a circa 14°C.
L’indice bioclimatico di Huglin (IH) che descrive l’andamento fenologico e della maturazione è pari a circa 2050°C con valori compresi tra 1790 e 2230 a seconda delle annate. La somma delle temperature attive (STA) che dà indicazioni sulle disponibilità termiche della zona è pari a circa 1760°C con valori compresi tra 1490 e 1950. La sommatoria delle escursioni termiche (SET), altro indice bioclimatico utile per la caratterizzazione di un territorio viticolo, è pari a circa 550°C con valori compresi tra 440 e 600.
Il massimo della piovosità si verifica nel mese di aprile con una media di circa 230 mm, il minimo di piovosità nel mese di luglio con 22 mm medi.
Le precipitazioni medie annue risultano essere di circa 1410 mm; i giorni con pioggia tra aprile e ottobre sono mediamente 74 con un massimo di 15 giorni ad aprile ed un minimo di 6 giorni a luglio.
◉ Fattori umani rilevanti per il legame
La viticoltura del Tigullio vanta antiche testimonianze storiche più recenti tuttavia rispetto ad altre zone vitivinicole del Genovesato. Originatasi probabilmente sotto l’egida delle congregazioni monastiche benedettine, nel tardo medioevo, le coltivazioni di vite si sono diffuse in tutte le aree del Tigullio dalla costa fino alle colline nell’entroterra (Casarza), riscuotendo fin da allora le rinomanze riscontrabili in testimonianze notarili attribuite ai possedimenti della Famiglia Fieschi e in diversi scritti come quello di sante Lancerio che testimonia in quelle zone (Santa Margherita e Chiavari) il viaggio di Papa Paolo III. La rinomanza dei vini della zona trova ulteriore sussulto con la comparsa dei vini di Portofino sui mercati di Londra nei primi decenni del ventesimo secolo.
La base ampelografica dei vigneti è in buona parte caratteristica (Bianchetta Genovese) riguardando vitigni particolari presenti nel territorio delimitato che ne evidenziano originalità e legame con la tradizione. Le forme di allevamento benché mutate nel tempo hanno comunque sempre rispettato il ricercato equilibrio tra vigore e produzione quale essenza fondamentale di una armonia tra profumi e sapori del vino prodotto.
Sebbene la base ampelografica dei vigneti ammessi comprende tutti quelli assentiti alla coltivazione in Regione Liguria, il territorio gel Golfo del Tigullio-Portofino o Portofino a DOC propone prevalentemente le specificità territoriali individuabili nella Bianchetta Genovese, Ciliegiolo, Vermentino, il Moscato e lo Cimixià
● B) Informazioni qualità e caratteristiche prodotto esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
La DOC Golfo del Tigullio fa riferimento a varie tipologie di vino (art. 1) che, dal punto di vista chimico e organolettico, presentano caratteristiche che permettono una chiara individuazione della sua tipicità e del legame col territorio.
Le peculiarità dei vitigni utilizzati per le varie tipologie, grazie all’influenza dell’ambiente geografico in cui sono coltivati (clima e pratiche di elaborazione dei vini consolidate in zona e adeguatamente differenziate per ciascuna delle tipologie), danno luogo a vini con caratteristiche molto riconoscibili.
In particolare i vini si distinguono per il fatto di possedere acidità contenute, colori abbastanza intensi e vivaci, profumi delicati ma persistenti, gusto armonico.
● C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera a) e quelli di cui alla lettera B
La particolare orografia territoriale, che dal mare sale fino ad un territorio collinare interno, con una articolata struttura dei terreni caratterizzano la viticoltura della area del levante genovese. Tale posizione insieme ad un clima decisamente più fresco a monte rispetto a quello più caldo e ventilato della prospiciente zona costiera, impongono ai vini caratteri organolettici distintivi evidenti.

