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Ho aspettato un po’ a dirtelo e a modo mio. Forse non ne avrei neanche la confidenza per farlo. Ci siamo incontrati e parlati poco, troppo poco. Ricordo le tue risposte sempre molto chiare, nette, precise alle mie domande curiose e impertinenti sul vino di Ischia e non solo. Ho aspettato per salutarTi di ritornare al Tuo “Pane & Vino” sulla riva “droite” del Porto d’Ischia. Ci ho ritrovato tuo genero e abbiamo rivissuto insieme il ricordo indelebile di quella mattinata uggiosa di Pasqua, son passati più di tre anni ormai, quando venni lì alla tua enoteca con cucina (quest’ultima appena inaugurata) per scoprire i tuoi nuovi vini e saperne di più sul Giardino Mediterraneo e la Regola Aurea. Una giornata in cui si bevve tanto e bene, mangiammo, se possibile, ancora meglio e la compagnia, improvvisata e poliglotta, riunita intorno a un solo tavolo, per un puro caso fece il resto per rendere unica ed indimenticabile quella giornata. Non Ti preoccupare perchè sabato sera ho bevuto, di nuovo, molto bene (il Sauvignon 2001 Voglar di Peter Dipoli che solo da te avrei potuto trovare), ho mangiato meglio (la metamarfosi allora appena iniziata da enoteca a ristorante può dirsi oramai completamente ed egregiamente compiuta) e, la cosa più importante, io, mia moglie e la piccola Micaela siamo stati ancora una volta da re. La ricerca delle materie prime è costante e rimane il tratto distintivo del locale: l’antipasto a base di tonno e spada ne è la riprova ed è qualcosa di straordinario. Il pesce che è seguito, una pezzogna di 1 chilo, rispettosamente cotta al forno in crosta di patate è stata poi un vero inno al piacere. Un fuori programma nel mezzo: un cus cus vero di pesce come è raro incontrare e mangiare! I dolci, infine, ricordano quelli fatti in casa aggiungendo però quel pizzico di eleganza e leggerezza che solo una mano attenta e preparata sa infondere. Oggi come allora nessun menù preordinato e prestampato, si discute direttamente con lo chef sulla disponibilità di pescato del giorno e sulle possibilità di realizzarlo nel piatto. Una cucina senza grilli per la testa che vola basso senza risultare, però, mai banale né scontata. Anzi riesce a farti godere con semplicità, esaltando la genuinità dei prodotti, lasciandosi apprezzare con estrema immediatezza senza impegnarci in ragionamenti astrusi o cervellotici, un pò come ricordo la tua idea di vino. Ciao Corrado…
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