Vallée d’Aoste Petite Arvine Fleur 2020
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2022
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: petite arvine
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: LES CRÊTES
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 20 a 25 euro
La Famiglia Charrère insiste sulle potenzialità della petite arvine tanto da proporre un’altra etichetta prodotta con l’impiego del suddetto vitigno. L’area è diversa rispetto al vino precedente, circa 43 km. di distanza dalla sede della Cantina in direzione Torino; il comune è Montjovet, noto anche per la produzione del nebbiolo o picotendro. Le colline da queste parti sono caratterizzate da un terreno sciolto di tipo morenico e l’altitudine raggiunge i 350 metri sul livello del mare, esposizione a sud; da segnalare la particolare forma di allevamento, tipica delle zone di montagna, ovvero il ritocchino e ciglione, oltre alla presenza di alcuni filari a guyot.
Il corpo vitato è inserito all’interno di un vero e proprio cru nella zona denominata Devin Ros, area vitivinicola storica e particolarmente vocata. Attualmente la produzione si attesta sulle 3.300 bottiglie, la prima annata è stata la 2014, ora tocca alla 2020. Il Fleur nasce da una vinificazione piuttosto classica: selezione delle uve, pressatura soffice a grappolo intero, fermentazione di 12 giorni in acciaio inox a temperatura di 14°C. e affinamento sur lies di 9 mesi, più un periodo di riposo in bottiglia.
Al classico paglierino vivace si aggiungono riverberi verdolini e oro biaco, un vino che mostra estratto e si muove lentamente all’interno del calice. Il naso è nettamente dominato da un’impronta floreale che ricorda la zagara, il biancospino e la ginestra, il frutto è fresco e richiama la susina gialla, la scorza di cedro e la papaja; con lenta ossigenazione una scia di calcare netta ed incisiva con ritorni speziati di pepe bianco, smalto e maggiorana.
In bocca la sapidità è vibrante, media struttura sostenuta da una buona spalla acida e un allungo da maratoneta: lento, inesorabile tuttavia costante sino all’ultimo secondo post deglutizione. Vino in divenire ma capace di contrastare già ora piatti a base di crostacei o carni bianche salsate.
Quattro chiocciole ad un passo dalla quinta, un moderato affinamento e sono sicuro che la conquisterà.