TENUTA MONTAGNANI

Tenuta MontagnaniIndirizzo: Loc. Casale 35/36 – 53037 San Gimignano (SI)
Cell: +39 346 7514155, +39 346 512363
Email: tenutamontagnani@gmail.com
Azienda Bio:


laVINIum – 12/2018
Sono molti anni che partecipo all’evento sulla Vernaccia di San Gimignano che si svolge in febbraio nel comune omonimo. Con il tempo ho cercato di approfondire il più possibile la conoscenza di un territorio che sembra davvero perfetto per quello che è indubbiamente il vitigno a bacca bianca più importante della Toscana.
È bene chiamare il vitigno con il nome esteso, Vernaccia di S. Gimignano, poiché il solo termine “vernaccia” identifica un gruppo vasto di varietà molto diverse fra loro, come accade per le malvasie.
Federico Montagnani, che con la moglie Romina gestisce l’azienda tramandata di generazione in generazione dal lontano 1685, e conosce bene il vitigno che ha consentito la nascita dell’unica DOCG “in bianco” della Toscana.

Federico Montagnani

Federico Montagnani

Fu il nonno Dino, classe 1920, a fare il primo grande passo imbottigliando il primo vino nel 1966, quando nacque la DOC; come racconta Federico, era “un uomo tenace e caparbio, un tempo anche domatore di buoi di razza chianina, utilizzati per i lavori nei campi. Fin da piccolo, i suoi racconti della vita di un tempo, il suo volermi insegnare le pratiche agricole tramandate da generazioni portandomi sempre con sé insieme a mio padre Pietro, suscitavano in me bambino, un’emozione indescrivibile, facendomi sperare che un giorno anch’io potessi essere come lui, come loro“.
Purtroppo negli anni ’90 la produzione di vino in bottiglia fu interrotta. Una decina di anni dopo Federico inizia a lavorare presso l’azienda Cesani, una delle più importanti di tutto il territorio, dove acquisisce una forte esperienza, sia viticola che enologica, che gli consentono di fare il salto di qualità nel 2006, riprendendo l’attività dell’azienda biologica di famiglia.
Qui il concetto di biologico è a tutto tondo, perché parliamo di un’azienda agricola dalle diverse attività: 7 ettari vitati, 3000 olivi, 15 ettari di erbai e seminati per il sostentamento di vitelli e animali da cortile.
La Tenuta Montagnani è anche autosufficiente, non solo per il proprio sostentamento ma anche per le concimazioni dei terreni, infatti qui si produce da sempre un compostato fatto con letame, paglia, vari scarti vegetali e vinacce, un ciclo chiuso tramandato da generazioni.
Federico produce anche dell’ottimo olio extra vergine ottenuto da varie monocultivar, a cui affianca la coltivazione dello Zafferano (che io ho provato di recente nel risotto con grande soddisfazione).

Il perigonio, fiore dello zafferano

Il perigonio, fiore dello zafferano

La parte centrale rimane comunque il vino, che è anche il più difficile da realizzare perché dipende da molteplici fattori, soprattutto in vigna. Federico ha sentito l’esigenza di studiare e sperimentare per raggiungere risultati che corrispondessero alle sue aspettative. Nei vigneti più vecchi, fra l’altro, c’erano delle viti che nessuno sapeva a quali varietà appartenessero, che il nonno Dino aveva già trovato quando acquistò i terreni negli anni ’60, ed erano già vecchie allora! Erano talmente belle che decise di tenerle, anche se non sapeva di cosa si trattasse.
Finalmente, nel 2015, Federico conosce una ricercatrice di Conegliano Veneto, insieme a lei seleziona le viti per fare il test del DNA. Il risultato è sorprendente, si tratta di un vitigno bianco toscano ormai scomparso e le uniche viti rimaste in vita sono proprio nel suo terreno! Questo significa una grande responsabilità per Federico, che si prende l’impegno di gestire quei filari.
Nel 2016 la moglie Romina lo affianca nell’attività, dopo poco fanno restaurare la vecchia cantina con vasche in cemento, acquistano tre piccoli serbatoi in acciaio, una pressa Willmes e nel 2017, anno della scomparsa del nonno e annata non facile in vigna.
Oggi con loro lavorano il babbo Pietro, la mamma e il suocero che affianca Romina nel punto vendita nel centro storico di San Gimignano.
Le viti sono allevate principalmente a guyot e alberello, perché nel corso degli anni Federico si è reso conto che il cordone speronato produceva grappoli troppo chiusi, poco spargoli, eliminandolo ha abbattuto drasticamente il rischio di malattie, che unito a un lavoro manuale continuo ha contribuito a ridurre fortemente i trattamenti, di gran lunga inferiori ai limiti consentiti in biologico. La gestione dei terreni avviene con semina a filari alterni di leguminose e brassicacee, che hanno la funzione di migliorare la struttura del terreno contrastando l’azione erosiva.
Questa pratica è associata allo spargimento di compostato nell’interfila, solo dove si reputa necessario, ovvero nelle parti di vigneto particolarmente stentate per apportare maggiore equilibrio. Ai vecchi vigneti rimangono affiancati tutti i vecchi alberi, come frutti olivi e aceri campestri, rifugio per uccelli e insetti utili. Ma Federico non si ferma certo qui, sta già iniziando a piantare vari tipi di piante, come corbezzoli e alloro per creare delle bordure rifugio, nidi per uccelli, un lago che oltre a riserva di acqua funge da aiuto equilibratore per l’ecosistema.
Mi piace molto la visione di Federico, che si spiega bene in questa sua frase: “Credo che equilibrio dia equilibrio, ovvero che, l’equilibrio di una pianta dipenda dall’equilibrio che la circonda ed essa stessa crea. Questa è la mia equazione di vita”.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Co’i Botto2017da 10 a 15 euro@@@
Vernaccia di San Gimignano Frammenti2017da 10 a 15 euro@@@@
Vernaccia di San Gimignano Assola2017da 15 a 25 euro@@@@@

RECENTI

  • GAIVS Brut Metodo Classico 2015

    GAIVS Brut Metodo Classico 2015

  • Gallieno Malvasia Puntinata 2017

    Gallieno Malvasia Puntinata 2017

  • IX Miglio Bianco 2017

    IX Miglio Bianco 2017

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2019 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati
È vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani