ROVELLOTTI

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Fax: +39 0163 840393
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laVINIum – 07/2002
“Coltivazione biologica”, un termine oggi molto di moda, utilissimo come trampolino di lancio commerciale…che poi sia biologico tutto ciò che si dice biologico è da dimostrare. Più volte ci è capitato di parlarne con produttori vinicoli, in varie regioni d’Italia: “Tutto questo proliferare di aziende biologiche, in pochi anni…ma quando alle mie viti viene il mal dell’esca cosa faccio? Le lascio morire? Non le tratto? Posso capire la lotta integrata, anche io la pratico, ma è una cosa ben diversa, non è possibile applicare un regolamento biologico in zone a forte rischio di parassiti e funghi”.
Prendiamo atto di certe valutazioni, sicuramente non campate in aria, nessuno è così ingenuo da pensare che basti un certificato a garantire che le regole siano applicate rigorosamente. Sta di fatto che esistono produttori che hanno una coscienza e un senso di responsabilità, che rischiano di perdere un raccolto pur di non usare prodotti chimici altamente tossici, così come esistono produttori che, tenendo conto di quello che la propria zona consente di fare, utilizzano il sistema della lotta integrata, ovvero, laddove i nemici della vite sono gli insetti e gli acari, il controllo è affidato all’attività di altre famiglie di acari e insetti antagonisti, opportunamente introdotti nel vigneto. Questo comporta una drastica riduzione dell’uso di pesticidi, sicuramente dannosi per l’uomo.
E’ quello che fanno Paolo e Antonello Rovellotti, viticoltori e floricoltori in Ghemme dal 1970, proprietari di un vigneto di quasi 15 ettari in località Baraggiole che curano con passione insieme all’enologo Mario Ronco, nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni vitivinicole della zona. Le vigne abbracciano un’area che comprende la docg Ghemme e la doc Colline Novaresi, area ricca di storia e cultura; qui non si trovano i merlot, i cabernet, gli chardonnay, ma il mitico Nebbiolo (permetteteci la maiuscola in questo caso), la vespolina e la bonarda novarese, conosciuta da molti come “uva rara”; la famiglia Rovellotti ha anche dato ampio spazio (giustamente diciamo noi) ad un’uva a bacca bianca da sempre presente in quelle zone, il greco del novarese, un particolare clone del più noto erbaluce, dal quale ricava due vini di notevole valore, da noi degustati, il Colline Novaresi bianco e il Valdenrico, un vino ottenuto da uve fatte lungamente appassire, davvero sorprendente. Tutte e cinque le tipologie di vino che l’azienda ci ha gentilmente inviato hanno in comune una grande limpidezza e pulizia, personalità e tipicità, a partire dall’eccellente Ghemme riserva ’97, quasi un gioiello, uno di quei rossi che vorremmo tanto si continuasse a produrre, generoso, onesto, senza pomposità né ammiccamenti, capace di emozionare.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Colline Novaresi2000fino a 5,00 euro@@
Colline Novaresi Bianco2001da 5,00 a 7,50 euro@@@
Ghemme1997da 15 a 25 euro@@@
Ghemme Riserva1997da 15 a 25 euro@@@@
Ghemme Riserva1999da 15 a 25 euro@@@@
Valdenrico1999da 15 a 25 euro@@@@

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