RICCI CURBASTRO

Indirizzo: Via Adro 37 – 25031, Capriolo(BS)
Telefono: +39 030 736094
Fax: +39 030 7460558
WWW: www.riccicurbastro.it
Email: info@riccicurbastro.it


laVINIum – 12/2010
Anche quest’anno abbiamo testato un buon numero di campioni dell’azienda franciacortina di Capriolo. Se l’anno scorso l’Extra Brut 2005 era stata la bollicina che più ci aveva impressionato, quest’anno è la volta del Satèn. In due versioni millesimate; 2004 e 2006. Con un dosaggio modesto, questa tipologia, assoluta protagonista quanto a successo di vendite tra i Franciacorta, solitamente è amata più per la sua morbidezza, che in alcuni casi trascende in vere e proprie dolcezze. In questo caso l’interpretazione è di carattere, a tratti quasi aggressiva per la tipologia. 2004 più complesso, 2006 più beverino e scorrevole: in entrambi casi due campioni che si lasciano bere con piacevolezza e chiamano la tavola.
Ottima come al solito la prova dell’Extra Brut, in questo caso 2006, che ogni anno si conferma dritto, minerale e sferzante. Brut scorrevole, semplice e beverino. Il Rosé continua a non convincerci fino in fondo, per allungo e struttura complessiva, anche se se ne apprezza lo stile asciutto, secco, senza residui di troppo.

07/2009
L’azienda di Capriolo è oramai una realtà consolidata, qualitativamente, all’interno del ricco panorama franciacortino. Dei 32 ettari di proprietà, 27 sono dedicati alla vigna con un’attenzione sempre maggiore e mirata. Ci riferiamo all’approccio sempre più attento all’ambiente ed alla cura dello spazio naturale, che l’azienda persegue dal 1992 seguendo i dettami del Reg. CE 1257/1999. Quindi, niente diserbi o erbicidi, trattamenti per combattere oidio e peronospera limitati, eseguiti solo con pochi prodotti minerali e senza l’ausilio di quelli di sintesi, tenendo conto delle necessità effettive e non di calendari prefissati. Poche concimazioni ed inerbimento tra i filari con un ricco corredo di siepi e filari di alberi. Una realtà all’avanguardia, insomma, attenta, scrupolosa con un’attenta gestione dei sui vigneti, che vengono costantemente mappati attraverso un progetto satellitare realizzato dal Consorzio.
Abbiamo testato un buon numero di campioni, dai metodo classico ai vini fermi, riscontrando un livello qualitativo di ottimo spessore, specie tra le bollicine. L’Extra Brut 2005 è il campione che ci ha coinvolto decisamente di più: minerale, nervoso, di bella espressione e bevibilità, non lontano oramai dall’eccellenza. Ottima la prova del Satèn, compromesso decisamente riuscito tra morbidezza e nerbo. Bevibile, fresco, di grande piacevolezza il Brut. Più controversa la prova del Rosé: ben eseguito, manca forse di un po’ di slancio e carattere rispetto alla alta media delle altre bollicine dell’azienda.
Buona anche la prova dei vini fermi: dal Curtefranca bianco, snello e piacevolmente beverino al Sebino pinot bianco. Due vini bianchi senza pretese, ma corretti, che giocano sulla prontezza di beva. Il Vigna Santella del Grom 2004 ha carattere e conferma quelle note sapide che lo rendono un rosso scorrevole e di piacevole incisività. Maturo, a tratti marmellatoso il Pinot Nero 2003, quasi straripante nella sua componente fruttata, paga in questo momento l’integrazione con il legno, nonostante il lungo affinamento in bottiglia prima della commercializzazione.

05/2007
Sono passati sei anni da quell’incontro avvenuto a Roma con Riccardo Ricci Curbastro. Qualche dato è cambiato, infatti la produzione è progressivamente aumentata passando dalle 120.000 bottiglie alle attuali 230.000, mentre gli ettari vitati sono diventati 21 + 4 in affitto. L’enologo è sempre il bravo Alberto Musatti coadiuvato dallo stesso Riccardo.
I vini degustati confermano, se mai ce ne fosse bisogno, la forte qualità di questa azienda di Capriolo in provincia di Brescia, con i Franciacorta Docg sempre a svettare sulla gamma. In particolare abbiamo molto apprezzato l’Extra Brut 2003 e il Satèn Brut, vini di carattere e grande piacevolezza, il primo dal bouquet intenso ed elegante, ricco di carbonica che ne esalta lo slancio espressivo, il secondo più morbido e setoso, avvolto da una ridente sapidità che lo rende particolarmente attraente.
Una nota di merito va al rapporto qualità/prezzo davvero esemplare per tutta la gamma, che dimostra la volontà del produttore di preferire una politica che consenta a tutti di poter apprezzare i suoi vini senza trovarsi le tasche miseramente svuotate.

03/2001
Disciplinari severi e votati alla qualità come quello del Franciacorta ce ne sono pochi: obbligatorietà della vendemmia manuale, della pressatura pneumatica delle uve, della fermentazione dei mosti a temperatura controllata, rifermentazione in bottiglia; maturazione per almeno 25 mesi di cui almeno 18 in bottiglia (per i millesimati 37 di cui almeno 30 in bottiglia), insomma, una volta che sull’etichetta compare la scritta Franciacorta il consumatore sa cosa beve… e questo da sempre ci piace (vorremmo accada anche per le carni e per l’olio extra vergine di oliva come abbiamo già auspicato).
La qualità, su queste colline moreniche a sud del Lago d’Iseo ha radici antiche: Plinio il Vecchio, Columella e Virgilio ne cantavano i vini già ai loro tempi, nel XVI secolo ne parlarono nei loro trattati Andrea Bacci ed Agostino Gallo. Il nome risale al XIII secolo, quando apparì negli statuti del comune di Brescia del 1277 per individuare un territorio dove vi erano delle corti franche (“franchae curtes”), monasteri esentati dall’obbligo di pagare i tributi.
La cultura tramandataci dai monaci, seri e metodici studi enotecnici iniziati negli anni ’60 e lo studio di zonazione, iniziato nel 1992 ed ancora in corso, hanno permesso di caratterizzare la vocazionalità viticola della Franciacorta, studiando e valutando l’effetto dell’insieme delle caratteristiche geologiche e pedologiche e la morfologia del paesaggio e dei vigneti ad esso associati.
Il Franciacorta, è stato il primo brut ottenuto esclusivamente con la lenta rifermentazione in bottiglia ad ottenere la prestigiosa Denominazione di Origine Controllata e Garantita, ed anche il primo ad identificare con “Franciacorta” e basta, cioè il nome di un territorio ben delimitato e protetto, le sue nobili e generose bollicine naturali: infatti NON troverete diciture quali “champenois” o “metodo classico” sulle etichette che DEVONO recare solo la dizione “FRANCIACORTA D.O.C.G.”.
La Famiglia Ricci Curbastro, nella persona di Riccardo Ricci Curbastro, che del Consorzio Franciacorta D.O.C.G. è stato per anni il presidente, ha accettato il nostro invito all’incontro, avvenuto a Roma in occasione di un seminario A.I.S. appunto sulla Franciacorta, regalandoci nell’occasione, la serie quasi completa dei gioielli di famiglia, accompagnati da ricca documentazione.
Il nome Ricci Curbastro ha secolari tradizioni agricole di notevole rilevanza, tuttora rappresentate dall’Azienda di Lugo di Romagna (RA) e dall’Azienda Agricola di Capriolo (BS) in Franciacorta.
Quest’ultima è stata trasformata da Gualberto Ricci Curbastro in una moderna impresa vitivinicola fin dal 1967, anno di istituzione della D.O.C. Franciacorta. Dei 31 ettari di superficie aziendale, 20 sono investiti a vigneto seguendo i rigorosi indirizzi della moderna viticoltura e del Consorzio vini a D.O. Franciacorta, a cui l’azienda aderisce sin dalla fondazione.
La cantina in cui vengono effettuate le fermentazioni e la lenta maturazione dei Franciacorta D.O.C.G. è realizzata sottoterra, in un vasto parco secolare in cui sorge Villa Evelina, dimora di famiglia disegnata nella seconda metà del XIX secolo dal famoso architetto bresciano Antonio Tagliaferri.
All’insegna dell’antica e spontanea ospitalità i visitatori vengono guidati alla visita del Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro, una realtà unica in Franciacorta, che conserva nei rustici della Villa migliaia di oggetti testimoni del lavoro agricolo d’altri tempi.
L’azienda fornisce inoltre attività agrituristica offrendo la possibilità di un pernottamento in appartamenti realizzati in una vecchia cascina, facendo così di Capriolo una meta di turismo, un’occasione di evasione e di riscoperta di un mondo rurale ormai dimenticato.

 

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Brolo dei Passoni1997da 10 a 15 euro@@@@
Franciacorta Bruts.a.da 15 a 25 euro@@@
Franciacorta Bruts.a.da 15 a 25 euro@@@
Franciacorta Bruts.a.da 10 a 15 euro@@@
Franciacorta Bruts.a.da 10 a 15 euro@@@
Franciacorta Brut Rosés.a.da 15 a 25 euro@@@
Franciacorta Brut Rosés.a.da 15 a 25 euro@@@
Franciacorta Extra Brut2003da 15 a 25 euro@@@@
Franciacorta Extra Brut2005da 15 a 25 euro@@@@
Franciacorta Extra Brut2006da 15 a 25 euro@@@@
Franciacorta Extra Brut millesimato1996da 10 a 15 euro@@@@
Franciacorta Satèn Bruts.a.da 15 a 25 euro@@@@
Franciacorta Satèn Bruts.a.da 15 a 25 euro@@@@
Franciacorta Satèn Brut2004da 15 a 25 euro@@@@
Franciacorta Satèn Brut2006da 15 a 25 euro@@@@
Franciacorta Satèn brut millesimato1996da 10 a 15 euro@@@@@
Pinot Nero2001da 15 a 25 euro@@@
Pinot Nero2003da 15 a 25 euro@@@
Sebino Pinot Bianco2008fino a 5,00 euro@@
Sebino Rosso2007fino a 5,00 euro@@
Terre di Franciacorta Bianco1999da 5,00 a 7,50 euro@@@
Terre di Franciacorta Bianco Curtefranca2008da 5,00 a 7,50 euro@@@
Terre di Franciacorta Bianco Vigna Bosco Alto1998da 7,50 a 10 euro@@@
Terre di Franciacorta Rosso1999da 5,00 a 7,50 euro@@
Terre di Franciacorta Rosso Curtefranca Vigna Santella del Gröm2003da 7,50 a 10 euro@@@
Terre di Franciacorta Rosso Curtefranca Vigna Santella del Gröm2004da 7,50 a 10 euro@@@
Terre di Franciacorta Rosso Vigna Santella del Gröm1997da 7,50 a 10 euro@@@@

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