IOLEI
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laVINIum – 10/2025
Ho incontrato qualche mese fa l’enologo Antonio Puddu, titolare – assieme alle sorelle Chiara e Sara – dell’azienda vitivinicola Iolei. Quest’ultima è una piccola realtà familiare situata a Oliena, in provincia di Nuoro, nel cuore di una delle aree più vocate per la produzione del Cannonau di Sardegna.
Alludo alla sottozona del Nepente di Oliena, citato già agli inizi del Novecento da personaggi illustri del calibro di Gabriele D’Annunzio che amava letteralmente il noto vino sardo. I nostri protagonisti, con passione e dedizione, hanno raccolto il testimone del nonno e del padre e hanno dato vita all’azienda di famiglia, il cui nome deriva dagli Iliensi, o Iolei, antica popolazione nuragica che abitava nella Sardegna centro-meridionale.

Oliena è un vero e proprio gioiello immerso tra quelle che possiamo considerare “dolomiti sarde” del Supramonte, noto ai più – oltre che per la bellezza del suo paesaggio incontaminato – anche per il capolavoro scritto da Faber, Fabrizio De André, nel 1981. Alludo al brano Hotel Supramonte, tratto dall’album che prende il nome del noto cantautore genovese, lo stesso che in Sardegna ha passato gran parte della sua vita, amandola profondamente.

Il suddetto borgo è noto non soltanto per la produzione di Cannonau, ma per l’attaccamento viscerale alla tradizione enogastronomica sarda con un’anima ricca di sapori autentici, spesso dimenticati dagli stessi isolani. Alludo soprattutto alle nuove generazioni, s’intende. Gabriele D’Annunzio, come ho già anticipato, amava questi luoghi. In visita ad Oliena a fine Ottocento con Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella, lodò il Nepente e ne scrisse con entusiasmo all’amico Hans Barth, redattore di Osteria. Guida Spirituale alle osterie italiane da Verona a Capri.

Tornando al mio incontro con l’enologo e titolare di Iolei, Antonio Puddu, ho compreso che la filosofia aziendale è profondamente radicata nella valorizzazione del territorio. La priorità è quella di restituire ad ogni sorso l’essenza dei vitigni impiegati, mediante le peculiarità dell’ambiente pedoclimatico. Un valore custodito attraverso un processo di vinificazione attento, dove l’80% della produzione trova il suo rifugio nell’acciaio inossidabile.

Questa scelta riflette l’impegno a preservare le caratteristiche proprie di ciascuna cultivar, grazie anche a un approccio minimale relativo all’intervento tecnologico. Tale scelta consente alle uve di raccontare la loro storia a coloro che la vogliono ascoltare senza filtri, ovvero senza scorciatoie che il più delle volte allontanano soprattutto il vino dalla centralità dei luoghi dove viene prodotto. Parlando di luoghi è impossibile non citare quello che in Sardegna diviene terroir unico e connubio tra clima, suolo e tradizione. Vini che narrano storie antiche. Molti sostengono che i primi cenni legati alla viticoltura siano nati proprio qui, trattandosi di una tradizione millenaria; in ogni modo è sicuro che stiamo parlando di almeno 5.000 anni fa mediante la presenza fenicia sull’isola.

Tornando a Oliena, l’eredità enogastronomica che oggi è possibile apprezzare, si esprime mediante la coltivazione di vigneti e oliveti che caratterizzano il paesaggio circostante. Lo stesso che a ogni stagione, al variare dei suoi colori, imprime nella memoria del viandante un ricordo autentico; di quelli che difficilmente verranno dimenticati. Le vigne, bagnate dal caldo sole sardo e accarezzate dalla brezza mediterranea, donano all’uva un carattere distinto che si riflette sulle produzioni enologiche. Da diversi decenni stanno conquistando la fiducia dei mercati nazionali e internazionali, e stima e curiosità da parte degli appassionati.
Non solo vino a Oliena, è il caso di dirlo. Il suddetto borgo del nuorese è custode di antiche ricette tramandate lungo il corso dei secoli – di generazione in generazione – in grado di offrire un’esperienza culinaria autentica. Le tavole del paese sono impreziosite da piatti tradizionali che celebrano la genuinità degli ingredienti locali: dall’olio extravergine di oliva – ormai sempre più premiato – alle carni pregiate, le stesse che sposano egregiamente i vini prodotti nella zona.

L’area vitivinicola di Oliena è caratterizzata da un clima temperato, con inverni freddi e con scarse precipitazioni. Le estati sono calde e ventose, con talvolta eccessi termici. Le piogge si distribuiscono principalmente nei mesi di novembre e aprile. Il microclima del luogo è determinato da diversi fattori come la presenza del massiccio calcareo del Monte Corrasi e la vicinanza al mare. Si distingue per le importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte, che favoriscono la sintesi di composti aromatici e polifenoli. Gli stessi contribuiscono ad aumentare la qualità delle uve e l’intensità del profumo dei vini. Il territorio è inoltre caratterizzato da quattro substrati diversi: basalto, granito, scisto e calcare. Il suolo, invece, è composto da una parte calcarea e da una a disfacimento granitico.
Iolei coltiva 8 ettari vitati, di cui 4 in gestione. I vigneti sono distribuiti nel Comune di Oliena e dintorni, sono esposti a sud – est con un’altitudine che varia dai 180 ai 650 metri sul livello del mare. La produzione si aggira attorno alle 60.000 bottiglie annue. Vedremo assieme otto differenti tipologie facenti parte della gamma proposta dalla famiglia Puddu. Ogni etichetta rimanda a illustrazioni alquanto originali, infatti sono stati scelti degli artisti appassionati che hanno collaborato con passione al progetto. Sarà un’ottima occasione per approfondire ancor più il territorio del Nepente di Oliena, ponendo l’accento su tutte quelle sfumature che l’hanno reso celebre.
Andrea Li Calzi
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Vermentino di Sardegna Majga | 2024 | da 15 a 18 euro | @@@@ |
| Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Rosato Juntos | 2024 | da 15 a 18 euro | @@@@ |
| Vermentino di Sardegna Majga Non Filtrato Senza Solfiti Aggiunti | 2022 | da 18 a 22 euro | @@@@@ |