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Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Rosato Juntos 2024

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: 
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Data degustazione:
01/2026


Tipologia: DOC Rosato
Vitigni: cannonau
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: IOLEI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 15 a 18 euro


Dopo oltre venticinque anni di assidua frequentazione, devo riconosce che in Sardegna i vini rosati mi stanno conquistando sempre di più. La categoria in Italia non desta grande interesse, al contrario del resto del mondo dove vengono bevuti dai consumatori in maniera ricorrente. Pur tuttavia, alcune uve autoctone sarde, quali nieddera e cannonau in primis, riescono a cedere – mediante breve macerazione del mosto a contatto con le bucce – vini caratterizzati da tonalità cromatiche vivaci, ed al contempo sobrie, profumi ammalianti altresì privi di eccessiva esuberanza. Anche a livello gustativo troviamo corrispondenza con il DNA del vitigno, e quasi sempre livelli di acidità adeguati.
Senza andar troppo lontano, in pratica, ho già descritto il Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Rosato Juntos 2024. Alludo al secondo vino proposto dalla cantina sarda Iolei, la cui proprietà è tutta nelle mani della famiglia Puddu di Oliena, in provincia di Nuoro, dove vengono allevate le uve in questione. Ci troviamo all’interno di un territorio caratterizzato da quattro substrati diversi: basalto, granito, scisto e calcare. Il suolo, invece, è composto da una parte calcarea e da una a disfacimento granitico. Le uve cannonau vengono fatte raffreddare e vengono lavorate a grappolo intero con pressatura soffice, segue una breve macerazione con estrazione degli aromi più fini. La fermentazione avviene a temperatura controllata in serbatoi di acciaio.

Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Rosato Juntos 2024 Iolei

In etichetta, due mani che si stringono, racconti di vite che si intrecciano. Fragili petali di una rosa che ostentano la loro forza stando uniti, insieme. Un’ opera dell’artista Luka Mura. Veniamo al vino, il cui colore appare chiaro, limpido, un bel rosa tenue con riflessi rame. Naso intriso di piccoli frutti di bosco – ancora acerbi – petali di rosa e una traccia balsamica fresca che stimola l’insieme, impreziosito altresì da una chiusura a tratti ematica/ferrosa. Complessità notevole considerando la categoria. Anche al palato conferma le mie impressioni: il centro bocca è notevole, intensità gustativa e soprattutto tanta tensione acida, dunque bevibilità. Ad un passo dalla quinta chiocciola. Tra i migliori rosati bevuti nel corso del 2025. Fregola con arselle.

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