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ILARIA ADDIS

logo Ilaria AddisIndirizzo: Località Manisfalata – 07025 Luras (SS)
Cell: +39 351 8127447
Email: addis.winery@gmail.com


laVINIum 12/2022

Non nascondo di provare una certa emozione nel raccontarvi di Ilaria Addis, incontrata una dozzina d’anni fa a Zocca, il comune di Vasco Rossi, grazie all’amica pittrice Arianna Fugazza; laureata in architettura, poteva darmi dei suggerimenti per la nuova versione di Lavinium, ma questa è un’altra storia.

Vigna altaIn realtà nei suoi pensieri più reconditi c’era già allora il tarlo di fare vino, la sua famiglia coltiva la vite praticamente da sempre, ma allora evidentemente non c’era ancora la congiunzione astrale che le permettesse di realizzare questo sogno.
Intanto le piccole vigne di Billella e di Ladas erano lì ad aspettarla, da secoli di proprietà degli “Addes” (così era scritto nei documenti del ‘600), curate e passate di generazione in generazione per produrre vino a uso famigliare.
Nella seconda metà degli anni ’60 scopriamo che i nonni Lorenzo e Francesca acquistarono alcuni ettari di terreno sulla collina chiamata “Sa Neula” (la nebbia), intuendone le straordinarie potenzialità, impiantarono i primi vigneti di concezione moderna, questa volta con l’intento di produrre uva da conferire alla Cantina Sociale di Luras, un passo importante, anche perché la viticoltura nella zona era esclusivamente di tipo tradizionale.

Ilaria Addis
Ilaria Addis

Agli inizi del 2000 l’azienda di famiglia aveva raggiunto quasi quota 30 ettari vitati su una superficie totale di 60, la restante parte fu lasciata incolta o ricoperta di boschi di querce da sughero e ulivi. Nelle intenzioni c’era anche la realizzazione di una cantina con nuove attrezzature, ma i lavori non furono mai terminati. Intanto lo zio di Ilaria, Dino, era diventato direttore ed enologo della Cantina Sociale e produceva un ottimo Vermentino di Gallura Superiore ottenuto dalla parte più elevata del vigneto.
A quell’epoca Ilaria si era appena laureata con una tesi sulla valorizzazione turistico-paesaggistica della zona viticola del Nebbiolo di Luras, forte dell’esperienza maturata presso l’École Nationale Supérieure d’Architecture et de Paysage de Bordeaux.

Il bosco di sughere
Il bosco di sughere

I movimenti in direzione del vino sono sempre più evidenti, Ilaria diventa sommelier e degustatore ufficiale AIS, approfondisce sempre più la conoscenza del vino e delle grappe, ma soprattutto è attratta da ciò che si svolge in vigna e in cantina.
Così legge molto, frequenta corsi di potatura e biodinamica, con nel cuore il desiderio di riprendere i lavori di quella cantina che non aveva mi visto la luce. Nel 2017 nasce Gioia, una bambina deliziosa e forte, come la mamma, che per reagire anche a dolorosi problemi sentimentali, decide finalmente di realizzare il suo obiettivo.

Vite di 30 anni
Vite di 30 anni

Poi, nel 2018, l’incontro a Bologna con Alessandro Dettori, per il quale conduce una degustazione organizzata dall’AIS, lei gli racconta i suoi intenti e i suoi timori, lui la sprona, la incoraggia, la sostiene, la segue nelle prime fermentazioni, in un’annata davvero difficile in Gallura; la strada ormai è definitivamente segnata, Ilaria continua a sperimentare in vigna e in cantina, mentre l’azienda viene equamente ripartita fra papà Michelino e zio Dino, e finalmente, nel 2021, Ilaria prende in gestione ufficialmente due ettari di vigne e i locali dove avviare la cantina, nell’azienda paterna, nell’attesa di riuscire a occuparsi anche dei restanti 10 ettari, dei boschi e dei seminativi.
Di quei due ettari, impiantati da nonno Lorenzo e da zio Dino nel 1992 e nel 2002 in località Manisfalata (che è il nome del torrente che l’attraversa), 1,5 sono coltivati a vermentino e la restante parte a sangiovese biotipo Brunello.

Due vigne

Per farvi capire chi è Ilaria Addis, se non avesse quella spinta profonda e quella passione, di certo non farebbe continui viaggi dall’Emilia, dove vive, alla Sardegna, portandosi l’inseparabile Gioia.
Continua a fare l’architetto e appena può corre nella sua amata terra a seguire le viti, sperimentando la biodinamica ma attingendo anche all’erboristeria popolare sarda, che rappresenta un bagaglio importantissimo di informazioni.
Arriviamo a maggio 2022, finalmente inizia la commercializzazione delle prime 3.500 bottiglie. Siamo in piena Gallura, quasi al confine con il territorio di Calangianus, su una collina monzo-granitica che emerge nella vallata est di Luras, ci si arriva dalla vecchia strada Tempio Pausania – Arzachena.

Memmeu, filari lunghi
Memmeu, filari lunghi

Le altitudini delle vigne vanno dai 220 ai 290 metri con pendenze che variano dal 5 al 15%, i versanti sono arrotondati e ondulati con esposizioni molto variabili.
I suoli si dividono in:
Vigna alta 2002 (Genesi): suoli sottili su granito arenizzato
Vigna bassa 1992 (Memmeu): suoli mediamente evoluti su granito arenizzato
Area attorno al laghetto (Memmeu): suoli su depositi recenti.
Nella zona più bassa, praticamente di fronte all’ingresso aziendale, sono presenti due laghetti artificiali, dove molte specie animali hanno trovato dimora: cinghiali, tartarughe, lepri, ma soprattutto anfibi e uccelli.
Gli impianti sono a guyot, la fittezza per ettaro è stata ridotta da 5.000 a 3.000 piante, le rese sono bassissime (25 quintali/ha) sia per l’età delle viti, sia per il terreno molto povero (principalmente granito arenizzato).

Il gregge

Sin dall’inizio Ilaria ha scelto di evitare qualsiasi trattamento chimico, nemmeno rame e zolfo, e da quasi 10 anni non si usano diserbanti chimici, ci pensa un gregge composto da quasi 80 pecore, proveniente dall’azienda confinante, a fornire il necessario per tenere vivo il terreno durante i mesi di riposo vegetativo, anche calpestando il manto erboso tra le viti, evitando una crescita eccessiva e fornendo un ottimo letame da utilizzare per produrre il compost con gli scarti delle potature e dell’uva, necessario per applicare il metodo biodinamico. Niente diserbanti, niente trattori, a tutto vantaggio di un ambiente davvero salubre.

Granito in disfacimento
Granito in disfacimento

Quando serve, Ilaria pianta un po’ di leguminose tra i filari, principalmente trifogli in miscuglio, mantenendo però la naturale presenza di piante tipiche del territorio come elicriso e lavanda, inula e asfodelo, calendula e asparago.
Nel cuore di Ilaria non c’è solo il desiderio di produrre vino, ma soprattutto quello di prendersi cura dell’ambiente circostante, cercando di realizzare un ecosistema attraverso ciò che già la natura mette a disposizione, mantenendo viva la biodiversità, ampliando le specie arboree favorendo la colonizzazione da parte di animali e insetti utili, scegliendo essenze che possano attirare insetti impollinatori ed eventualmente essere anche utili alla produzione di miele (di corbezzolo, mandorlo, perastro, cercis e prunus, biancospino), frutta e di implementare la popolazione esistente di querce da sughero, affiancandole a ulivi, gelsi, carrubi, bagolari ecc.

Gioia
Gioia

La cantina si trova in cima alla collina, ha uno spazio contenuto di 150 mq, ma al momento è più che sufficiente per la quantità di uva che arriva dalle vigne, che si trovano a ridosso, consentendo un breve trasporto delle uve in cassetta dopo la raccolta e una quasi immediata pigiatura.
Tutte le fermentazioni sono spontanee con lieviti indigeni, si svolgono in acciaio in vasche aperte o in grandi serbatoi, senza controllo della temperatura, con follature e rimontaggi regolari, sia manuali che con l’uso di pompe.
La sgrondatura avviene per caduta e la pressatura tramite il tradizionale torchio a mano, con una resa di circa il 50% sul peso delle uve vendemmiate.

La pigiatura del sangiovese
La pigiatura del sangiovese

La fermentazione malolattica non viene ostacolata e le aggiunte di solforosa sono minime e limitate per lo più all’imbottigliamento.
I travasi sono limitati al minimo indispensabile e l’affinamento avviene sempre in piccoli serbatoi di acciaio, sui propri lieviti regolarmente assaggiati e messi in sospensione attraverso bâtonnage.
I due vermentini Sa Mama ‘e su Sole e Madrighe provengono da due zone diverse della collina da vigne di 20 e 30 anni; il contatto con le bucce dura circa 24 ore per il primo e 4 giorni per il secondo vino.
L’imbottigliamento viene effettuato a fine primavera, poi etichettatura e capsule in gommalacca (una passione di Ilaria) rigorosamente a mano.
Vi racconterò a breve di questi due vini che ho trovato decisamente interessanti e con una personalità già definita.

Roberto Giuliani

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Bianco MADRiGHE2019da 25 a 30 euro@@@@@
Bianco Sa Mama ‘e su Sole2021da 20 a 25 euro@@@@

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