Boca Vigna Cristiana 2012
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2019
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo 70%, vespolina 20%, uva rara 10%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: PODERE AI VALLONI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
La famiglia Sertorio dal 1980 è titolare della Cantina Podere ai Valloni, situata a Boca in provincia di Novara, indubbiamente una tra le Doc più importanti dell’Alto Piemonte. Trattasi di un’azienda storica del noto comprensorio vitivinicolo protetto dalle possenti braccia del Monte Rosa, senza dubbio una tra le poche che, anche negli anni del totale abbandono della viticultura avvenuto da queste parti, continuò a produrre vino.
Quattro ettari di proprietà attorniati dai boschi del Parco Naturale del Monte Fenera, qui la vite cresce rigogliosa ad un’altitudine che spesso supera i 400 metri e affonda le proprie radici in suoli d’origine vulcanica, ricchi di porfidi rosa di Boca, elemento che dona ai vini spiccata mineralità. Da segnalare il fatto che il famoso Geoparco Sesia Val Grande, che comprende gran parte di queste colline, nel 2013 è divenuto Sito Unesco.
I vigneti, allevati in veri e propri valloni, da qui prende il nome l’azienda, raggiungono i 500 metri sul livello del mare, le pendenze sono notevoli, i sentieri spesso impervi. Qui sorge “Vigna Cristiana” che dà il nome al vino di punta, il Boca Doc che in questo caso racconterò nella versione 2012, annata a suo tempo definita a cinque stelle.
L’azienda oggigiorno opera in regime biologico certificato, i proprietari si prefiggono lo scopo di creare una sorta di sintonia con la biosfera, valorizzando i boschi circostanti e la natura che li ospita. Veniamo al vino: nebbiolo 70%, vespolina 20%, uva rara 10%, taglio storico, affina 3 anni in grandi botti di rovere e ulteriori 12 mesi in bottiglia prima della vendita. 13% Vol., granato caldo con riflessi rubino mostra buona trasparenza, si muove lentamente all’interno del bicchiere disegnando lacrime fitte che faticano a scendere.
Il naso, sin dal suo esordio, è intriso di ricordi boschivi, balsamici: eucalipto, sottobosco, terriccio bagnato e grafite. Con lenta ossigenazione emerge un frutto nitido, maturo che ricorda sempre il rovo: lampone, mirtillo nero, visciole, sentori che s’alternano ad effluvi speziati di pepe nero, cacao, genziana e liquirizia. Immancabile l’arancia rossa sanguinella, riscontrata in quasi tutte le annate del Vigna Cristiana degustate dal sottoscritto, e presente in tanti altri Boca del territorio.
Il sorso in bocca è aggraziato, succoso, fresco, il tannino in divenire e ancora piuttosto serrato, tuttavia estremamente dolce. È la sapidità che conquista il palato allungando di molto la profondità del vino, viene fuori tutta la classe del territorio di Boca, che conserva una matrice del terreno per certi versi unica in tutto il Piemonte. Un’etichetta che ha potenzialità infinite riguardo l’affinamento. Abbinato a un piatto di agnolotti di carne conditi con sugo di brasato mi fa subito sentire a casa.