ANSELMET – Maison Anselmet di Giorgio Anselmet
Indirizzo: Frazione Vereytaz, 30 – 11018 Villeneuve (AO)
Tel.: +39 0165 904851
Fax: +39 0165 904851
Sito: www.maisonanselmet.it
Email: info@maisonanselmet.it
laVINIum – 11/2021
Ogni autore, giornalista, blogger – insomma chi si occupa e scrive di vino – alla fine dell’anno tira le somme e soprattutto stila una classifica di buoni propositi per quello venturo. Ebbene sì, il mio, quello che sento maggiormente, è di occuparmi sempre più della viticoltura valdostana, regione stupenda che frequento praticamente da quando sono nato.

Per svariate ragioni mi reco ogni 2-3 mesi ad Aosta e dintorni, ma non solo, a invogliarmi è la vicinanza strategica col Piemonte, regione dove vivo ad appena un’ora e venti di macchina. La “Valle”, amo chiamarla così, situata a nord-ovest del Belpaese a confine con la Francia, il già citato Piemonte e la Svizzera, è una terra incantevole che detiene primati a non finire. La montagna, icona indiscussa da queste parti, è una cosa seria ed è montagna con la “m” maiuscola; basti pensare che in appena 3.263 km² sono comprese le vette più importanti e spettacolari d’Europa: Cervino, Monte Bianco, Monte Rosa e Gran Paradiso. Courmayeur e Cervinia sono tra i resort sciistici più noti in assoluto, rappresentano veri e propri traguardi per tutti gli amanti di questo sport.

A livello enologico ho deciso di continuare il mio racconto valdostano attraverso una Cantina che non ha certo bisogno di presentazioni, indubbiamente è tra le più note e solide del comprensorio, ovvero Anselmet con sede a Fraz. Vereytaz, Villeneuve (AO), avviata nel 2001. Tra gli aspetti che maggiormente hanno reso nota quest’Azienda, nel tempo, è stata la riscoperta e la conseguente valorizzazione di vitigni autoctoni dimenticati quali il petit rouge, cornalin, fumin, mayolet, e muscat. Non solo, Giorgio Anselmet, proprietario e protagonista indiscusso di questa realtà vitivinicola valdostana, è stato un coraggioso divulgatore di vitigni internazionali, quali ad esempio pinot nero e chardonnay che tra queste colline – dove la roccia domina – hanno saputo trovare un habitat di tutto rispetto, anche grazie a una filosofia prettamente orientata verso il rispetto del territorio e della materia prima.

Ad aiutarlo, in questo bel progetto, troviamo l’enologo Beppe Caviola in un sodalizio d’intenti che continua. Oggi la famiglia lavora su poco più di 10 ettari di proprietà suddivisi in 64 parcelle. L’area in questione si estende per circa 35 chilometri, una lingua di terra tra Avise e Chambave lungo il corso della Dora Baltea, la cui valle, dal XV secolo in avanti, rappresenta il più importante territorio vitivinicolo della Valle d’Aosta. Giorgio ama infondere la vera cultura valdostana nelle mente dell’interlocutore, le sue parole appaiano chiare, concrete, come il sudore e la fatica di chi alleva i filari tra questi ripidi e scoscesi sentieri di montagna: “Vero lavoro in vigna, vero lavoro in cantina: questo è l’assioma che guida la pragmatica filosofia di Anselmet e che consente di cogliere il maestoso e mutevole spirito dei vini di montagna.”

Il vino è pragmatismo che si trasforma in anima, è il lavoro delle mani che sa giungere al cuore. È la mattina alle cinque nei filari che diventa una bevuta tra amici, un discorso sulla tostatura delle botti che si fa saggezza. Le varietà allevate sono le seguenti: chardonnay, chambave muscat, Müller Thurgau, pinot gris, pinot noir, merlot, syrah, gamay, fumin, petit rouge, cornalin, mayolet, petite arvine e riesling. Circa 80.000 bottiglie prodotte, 21 le etichette della gamma, una cifra non indifferente considerando il totale della produzione, il motivo è insito nella filosofia aziendale che condivido appieno e di seguito illustro. La sperimentazione e il cambiamento sono all’ordine del giorno, soprattutto in questi ultimi anni la sfida è continua, tanti i fattori determinanti: cambiamento climatico, orientamento dei mercati, influenze gastronomiche in uno scenario piuttosto mutevole, anche perché i vini valdostani sono sempre e comunque compagni della buona tavola. Quest’ultima è una tra le caratteristiche che da sempre mi ha conquistato.

I vini risultano spesso gastronomici, nell’accezione nobile del termine, senza mai essere banali, capaci in alcuni casi di invecchiare egregiamente conservando un profilo slanciato e di grande vitalità, fascino. Ciò che ormai stupisce sempre meno il sottoscritto è che alcune realtà enologiche dello stivale, e la Valle d’Aosta è solo uno fra i tanti esempi, risultano più note all’estero che in Italia. I mercati maggiormente interessati ai vini dell’azienda, consumo prettamente regionale a parte, sono: Francia, Svizzera, Germania, USA e Giappone.
Torniamo a occuparci un po’ di storia: Il primo Anselmet di cui si ha notizia fu Antoine, un vignaiolo del XVI secolo. Il suo nome compare nell’atto di acquisto di una vigna a Introd, villaggio adagiato sulla sponda sinistra della Dora Baltea, a ovest di Aosta. Bisogna arrivare sino al 1978 per avere le prime produzioni concrete, con standard qualitativi rigorosi e di buon livello, fu Renato Anselmet l’artefice, colui che privilegiò l’aspetto qualitativo a quello quantitativo. Dalla secolare vigna di famiglia, ubicata a Villeneuve, produsse le prime 70 bottiglie sotto il nome di famiglia. Negli anni ’90 vennero acquistati nuovi appezzamenti e successivamente Renato si iscrisse alla giovane Associazione Viticoltori di Villeneuve, di cui divenne presto presidente; fondamentale il suo contribuito che negli anni portò l’intera Valle d’Aosta a elevare la qualità media dei vini prodotti pur mantenendo grande attaccamento al passato e alle tradizioni del luogo, tanto in vigna quanto in cantina.

Con lo stesso spirito oggigiorno Giorgio Anselmet, coadiuvato dall’impegno e dall’amore di sua moglie Bruna Cavagnet e dei sui figli Henri, Stephanie e Arline, continua il viaggio intrapreso dal padre. Il suo è stato un apprendistato vitivinicolo a tutti gli effetti sviluppatosi sul campo, anzi tra le vigne: fatto di esperimenti, importantissimi errori – solo da questi si impara davvero qualcosa – ripensamenti, tanti viaggi che aumentano la visione globale d’insieme e infine di assaggi e incontri decisivi. Il primo fu quello con il canonico Joseph Vaudan, docente del noto Institut Agricole Régional, agronomo visionario, poliedrico, considerato il fondatore della nuova viticoltura valdostana. Il confronto con questo importante personaggio per Giorgio fu decisivo soprattutto a livello tecnico, tanto da modificare radicalmente il proprio approccio nei confronti della produzione del vino a 360°. Comincia ad applicare le tecniche d’allevamento a cordone speronato sui vitigni autoctoni. La vigna diventa il cuore dell’attività produttiva e la cantina un meraviglioso strumento per realizzare ciò che la natura crea, non per modificarne il decorso.

La passione per i vitigni autoctoni è il vero cavallo di battaglia della filosofia di Anselmet, la Cantina ha investito tanto in tal senso attraverso l’acquisto di nuovi appezzamenti seguito da uno studio accurato nei confronti delle migliori varietà da impiantare, soprattutto i già citati petit rouge, cornalin, fumin, mayolet, e muscat. Nel 2007 a Villeneuve, sugli stessi versanti dove con determinazione lavorarono i pionieri dell’azienda, viene inaugurata la nuova cantina. Perfettamente inserita nel contesto paesaggistico si distingue per i materiali di cui si compone: legno, pietra e ferro battuto, elementi protagonisti in Valle d’Aosta. La viticoltura da queste parti è un tutt’uno con la montagna, i vigneti di Casa Anselmet si elevano tra i 550 e gli oltre 900 metri d’altitudine, pendenze non indifferenti e sentieri spesso impervi, non è facile lavorare la vigna da queste parti, un insieme scandito dai terrazzamenti e muretti a secco, elemento quest’ultimo divenuto patrimonio Unesco nel 2018.

Il cuore pulsante dell’intera produzione sono gli appezzamenti di Villeneuve e Saint Pierre, posti sulla sinistra orografica della Dora Baltea, denominata Adret, la meglio esposta al sole. I terreni che caratterizzano queste colline risultano poveri di sostanza organica, aspetto che costringe la pianta ad affondare le proprie radici in profondità per cercare nutrimento, tuttavia lo sforzo è premiante in questo caso, le uve avranno carattere una volta giunte a perfetta maturazione. L’area specifica è denominata Valle Centrale, un territorio d’origine morenica dalla caratteristica forma a «V» data dalla progressiva scomparsa di antichi ghiacciai che hanno lasciato il posto alle acque della Dora Baltea; un terreno per certi versi simile a gran parte dell’Alto Piemonte, soprattutto la sponda novarese. Occorre fare un distinguo: sulle sponde del fiume i terreni sono più ciottolosi e sabbiosi, di contro – sui versanti montani – divengono rocciosi e scoscesi.

Quest’ultimo elemento costringe l’uomo ad affrontare la cosiddetta viticoltura eroica, caratterizzata da tanto lavoro manuale spesso svolto in condizioni estreme per via degli stupendi, quanto complicati, terrazzamenti, per non parlare della manutenzione degli stessi. Le ore di lavoro impiegate in Valle d’Aosta per un singolo ettaro di vigneto, sono maggiori rispetto ad altre zone vitivinicole quali ad esempio il vicino Piemonte.
Il clima è particolarmente adatto alla vite per diverse ragioni: scarse precipitazioni, ventilazione continua e costante, notevoli escursioni termiche ed esposizioni ideali, aspetti – quest’ultimi – molto importanti per la parte aromatica del vino e per la freschezza ed eleganza del sorso. Anselmet presenta ben sei vini attraverso cui racconterò, ancor più nel dettaglio, le peculiarità di ogni singolo vigneto dell’Azienda. Un viaggio che da tempo volevo (ri)percorrere e che allo stesso tempo mi riprometto di compiere più spesso, lo scopo è quello di valorizzare una terra indubbiamente vocata che amo e stimo immensamente.
Andrea Li Calzi
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Henry | s.a. | da 25 a 50 euro | @@@@ |
| Le Prisonnier | s.a. | da 15 a 25 euro | @@@ |
| Valle d'Aosta Chardonnay | 2004 | da 15 a 25 euro | N/A |
| Valle d'Aosta Pinot Noir | 2001 | da 15 a 25 euro | @@@@ |
| Valle d'Aosta Torrette Superiore | 2001 | da 10 a 15 euro | @@@ |
| Vallée d’Aoste Petite Arvine | 2021 | da 25 a 50 euro | @@@@ |
| Vallée d’Aoste Chardonnay Mains et Coeur | 2018 | oltre 50 euro | @@@@@ |
| Vallée d’Aoste Chardonnay Elévé en Fût de Chêne | 2019 | da 25 a 50 euro | @@@@ |
| Vallée d’Aoste Syrah Henri élevé en fût de chêne | 2019 | da 25 a 50 euro | @@@@ |
| Vallée d’Aoste Pinot Noir Elévé en Fût de Chêne Semel Pater | 2019 | oltre 50 euro | @@@@@ |
| Le Prisonnier | s.a. | oltre 50 euro | @@@@@ |
| Vallée d’Aoste Vin Rosé Les Deux Petits Coeurs | 2021 | da 20 a 25 euro | @@@@ |