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Vallée d’Aoste Pinot Noir Elévé en Fût de Chêne Semel Pater 2019

Vallée d'Aoste Pinot Noir Elévé en Fût de Chêne Semel Pater 2019 AnselmetDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: pinot noir
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: ANSELMET – Maison Anselmet di Giorgio Anselmet
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre 50 euro


Il pinot noir è un altro vitigno autoctono francese cha ha saputo adattarsi al meglio tra i filari delle ripide ed impervie colline valdostane. Ci troviamo per l’esattezza nel comune di Saint Pierre, a circa 22 km in direzione ovest rispetto ad Aosta, splendida cittadina d’origine romana e punto di partenza di ogni grande appassionato di vette alpine; ricordiamo ad esempio il celebre Monte Bianco da sempre una tra le montagne più alte d’Europa.
L’uva per antonomasia dei cugini d’Oltralpe originaria della Borgogna, da molti considerata cultivar d’eccellenza e al pari del nebbiolo tra le più grandi di tutti i tempi, non ama il caldo eccessivo, al contrario gode di correnti fredde – in questo caso brezze alpine – in grado di rinfrescare le bacche. Le escursioni termiche tra giorno e notte, in Valle d’Aosta piuttosto rilevanti, assicurano aromi di tutto rispetto in termini di timbro e complessità.
Il Semel Pater 2019 di Giorgio Anselmet, figlio di un’annata lodevole soprattutto riguardo quest’ultimo aspetto, risulta in grado non solo di avvalorare la mia tesi ma di andare ben oltre. Il merito va attribuito a diversi fattori tra cui il territorio altamente vocato d’origine morenico sabbiosa, gli oltre 800 metri d’altitudine e i suoi piccoli fazzoletti di terra strappati alla roccia dove sono ubicate le vigne allevate a cordone speronato; ultimo, non certo in termini d’importanza, Giorgio Anselmet, abile e appassionato vignaiolo che ha fatto dello studio unito alla fatica e al sacrificio in vigna la sua ragione di vita. Quella del Semel Pater è stata impiantata nel 1989 ed è da considerarsi a tutti gli effetti un vero e proprio cru, ormai da anni punto di riferimento per tutti i Pinot Noir della Valle d’Aosta e a livello nazionale. Resa per ettaro molto bassa, 60 quintali, vinificazione in rosso con 40% d’uva intera, macerazione prefermentativa a freddo a 10° C per una settimana con piégeage per tutta la vinificazione. Il vino affina 18 mesi in barriques prima della messa in vendita, la scelta del legno e il sapiente dosaggio nei confronti della tostatura rappresentano il marchio di fabbrica della Cantina.
Al calice si offre generoso sin dall’approccio visivo, un rubino intenso con sfumature violacee, mostra notevole estratto attraverso lacrime che faticano a precipitare. Al naso è un’esplosione di frutti carnosi che richiamano fortemente l’amarena e il ribes rosso, qua e là guizzi agrumati dolci e un andirivieni di erbe officinali, fiori freschi e spezie che inspessiscono il bouquet rendendolo complesso e piuttosto variegato, soprattutto dopo opportuna ossigenazione. In sequenza: viola, pepe nero, grafite, noce moscata, china e timo; a distanza di ore si congeda lasciando un ricordo di terriccio bagnato e sottobosco.
In bocca è tutto il contrario di tutto: parte stratificato, denso, rotondo per poi ribaltare ogni pronostico con una sferzata di acidità degna dei migliori Pinot Noir del mondo, tannino setoso e dolce, scia sapida pressoché infinita così come la persistenza, due elementi che lo rendono particolarmente adatto a contrastare un ottimo stufato di capriolo alla valdostana. Cinque chiocciole strameritate.

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