Vallée d’Aoste Chardonnay Mains et Coeur 2018
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 12/2021
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: ANSELMET – Maison Anselmet di Giorgio Anselmet
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre 50 euro
Mains et Coeur, tradotto mani e cuore, un’immagine poetica e al contempo piena di realismo con cui Giorgio Anselmet, titolare dell’omonima Azienda vitivinicola, presenta la sua etichetta di Chardonnay più ambiziosa. Lo studio meticoloso attuato nei confronti del territorio, la scelta della vigna impiantata nel 1989 o meglio della parcella ubicata nel comune di Villeneuve (AO), dove ha sede la Cantina, rappresentano elementi importantissimi che, uniti ad una sapiente scelta riguardo la tostatura del legno fanno sì che il vino esprima tutto il potenziale insito nel territorio valdostano ed il carisma e talento del nostro protagonista.
Il suolo da queste parti è di tipo morenico sabbioso e unito ad un’altitudine notevole, 800 metri, è sinonimo di vini ricchi di materia, slanciati, eleganti e mai banali. Allevamento a cordone speronato con densità d’impianto pari a 10.000 ceppi / ha, resa pari a 65 q; vinificazione in barrique di rovere, affina 18 mesi nel medesimo materiale con bâtonnage.
In quest’etichetta, ancor più dello Chardonnay Elévé en Fût de Chêne 2019, emerge tutta l’essenza dello chardonnay allevato in Valle – così come amo chiamarla – ad iniziare proprio da un colore sempre vivace, luminoso, paglierino con leggerissime nuances oro; estratto da vendere. Il richiamo è prettamente montano e caratterizzato da piccoli fiori di malga, fieno secco, lavanda, fusi ad un comparto speziato/tostato dai ritorni lievemente boisé: burro fuso, vaniglia Bourbon, c’era d’api, pietra frantumata e calcare; con lenta ossigenazione miele d’acacia su refoli di smalto e pietra focaia.
Il lungo respiro è praticamente infinito, cambia registro di continuo mostrando un’evoluzione alquanto rara. In bocca è ricco di estratto, materia e vibrante acidità, lunga scia sapida sorretta da un corpo di tutto rispetto ed un timbro che non satura, conquista, anche grazie ad un alcol ben gestito e mai sopra le righe. Un vino che ha appena iniziato il suo lungo cammino, particolarmente indicato su piatto di fonduta alla valdostana con lamelle di tartufo bianco. Cinque chiocciole.