‘A VITA
Indirizzo: S.S. 106 Km 279,8 – 88811, Cirò Marina (KR)
Tel.: +39 329 0732473, +39 333 5259647
Sito: www.avitavini.it
Email: avita.info@gmail.com
Azienda Bio: sì
laVINIum – 12/2009
Non ho saputo resistere, appena ho letto la frase di Luciano Pignataro “Il mio miglior rosso 2009”, si sono accesi i led nel mio non sempre vulcanico cervello, ho letto di un architetto pentito, convertito all’enologia e poi al lavoro di vigna. Ho letto che è calabrese e ha una compagna friulana, Laura Violino (stesso nome di mia moglie e il cognome è inesorabilmente legato ad uno dei più splendidi strumenti musicali concepiti dall’uomo), che fa un solo vino, il Cirò ed è alla sua prima annata.
Mi è bastato. Ci ho creduto perché conosco Luciano e so che, come me, scrive senza staccare mai la spina emozionale ma sempre con la giusta lucidità, e ha una passione per certi vini che mi trova spesso in perfetta sintonia.
Così mi sono attivato, ho trovato il suo numero di cellulare e l’ho chiamato. No, non Luciano! Il produttore, Francesco Maria De Franco. Caso volle che proprio il giorno dopo lo avrei potuto incontrare a Roma, così avrebbe potuto darmi anche il suo vino.
Lo vado a prendere a Termini, poco dopo le 10.30, capelli scuri, sguardo deciso ma aperto, non distaccato o diffidente. Ha un po’ di tempo e lo porto a prendere un caffè da Giolitti, mentre io, aggredito da improvvisa fame, prendo un lievito e un latte macchiato. Francesco intanto mi racconta del suo amore per il gaglioppo, un vitigno di grande carattere fin troppo sottovalutato, componente essenziale del Cirò. Della sua fatica a coinvolgere gli altri produttori della zona per valorizzare questo vitigno, la Doc, il territorio; della sua convinzione che in agricoltura bisogna assecondare i tempi naturali, mai forzare la mano.
Nei suoi otto ettari di vigna non viene utilizzata nessuna sostanza di sintesi, ma solo rame e zolfo e in quantità sempre contenute, nessuna concimazione ma solo il classico sovescio e periodicamente ridotte lavorazioni del terreno per mantenerlo fertile e garantire la biodiversità del suolo.
Con il gaglioppo, che è il vitigno principe, dimorano anche un po’ di magliocco, greco nero e bianco. In cantina la fermentazione avviene naturalmente utilizzando i lieviti indigeni senza aggiunta di enzimi. La filtrazione è davvero grossolana, solo per assicurarsi che nel vino finito non ci siano impurità, la quantità di solforosa è molto bassa. L’azienda lavora, quindi, seguendo il metodo biologico, ma ben al di sotto dei limiti imposti dalle norme.
La prima annata, 2008, è vinificata e maturata solo in acciaio, per esaltare tutti i profumi ed aromi del gaglioppo. Francesco crede molto in questo vitigno e sente che ha intrapreso la strada giusta, anche se, come piccolo produttore appena nato, fatica a conquistare la fiducia degli altri viticoltori, a convincerli della straordinaria opportunità che hanno di rilanciare una denominazione che può fare qualità. Il rischio, come è avvenuto in molte altre aree dello Stivale, è quello di dover andare avanti in solitudine, di conquistare un proprio spazio e propri successi, ma a Francesco non basta, crede sia molto più importante che un territorio cresca e non solo la propria attività. Ci lasciamo poco dopo, con la promessa che andrò a trovarlo a Cirò, che cammineremo insieme tra quei filari di gaglioppo, il “nebbiolo del sud”.
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Cirò Rosso Classico Superiore | 2010 | da 10 a 15 euro | @@@@@ |
| Cirò Rosso Classico Superiore | 2008 | da 7,50 a 10 euro | @@@@@ |
| Cirò Rosso Classico Superiore | 2008 | da 7,50 a 10 euro | @@@@@ |
| Cirò Rosso Classico Superiore Riserva | 2008 | da 15 a 25 euro | @@@@@ |
| Gaglioppo Rosè | 2010 | da 5,00 a 7,50 euro | @@@@ |
| Cirò Rosso Classico Superiore | 2013 | da 10 a 15 euro | @@@@@ |