Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2008
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2012
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: gaglioppo
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: ‘A VITA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Era il 19 agosto del 1969 quando Miles Davis si chiuse negli studi della Columbia a NYC e, insieme a un gruppo di musicisti strabilianti quali Wayne Shorter, Joe Zawinul (fondatore in seguito dei Weather Report), Chick Corea, John McLaughlin (anch’egli successivamente ideatore di un altro gruppo storico, la Mahavishnu Orchestra), Dave Holland, Jack DeJohnette, Lenny White, Harvey Brooks, Don Alias e Jim Riley, dette vita all’album doppio “Bitches Brew”. Quando uscì l’anno dopo fece notevole scalpore, il jazz melodico del precedente Miles Davis aveva subito una trasformazione radicale, l’ingresso deciso dell’elettronica e la fusione con altre culture musicali, prima fra tutte il rock, provocarono molte polemiche e contrasti nel mondo della critica, e accesi dibattiti fra gli appassionati. Di fatto il mondo della musica degli anni seguenti ne subì un forte influsso e quel doppio LP fece da apripista a nuove correnti musicali. In quello stesso 1969, in un piccolo paese della Calabria, allora in provincia di Catanzaro (oggi di Crotone), nasceva la Doc Cirò, che consentiva di produrre vini bianchi, rosati e rossi. Una zona circoscritta di terreni dedicati alla vite che abbraccia il comune omonimo e si estende fino a Cirò Marina e parte dei comuni di Melissa e Crucoli. Allora l’uvaggio del Cirò Rosso prevedeva una presenza minima di gaglioppo del 95%, mentre per la restante parte si potevano utilizzare le stesse uve previste per la produzione del bianco: greco bianco e trebbiano toscano. Quarantatre anni dopo vediamo che il gaglioppo ha perso terreno, riducendo la sua presenza minima all’80%, mentre sono definitivamente escluse le uve bianche ma sono state ammesse, fino a un massimo del 10%, le uve barbera, cabernet franc, cabernet sauvignon, sangiovese e merlot. Certo, questa scelta appare un po’ meno epocale e rivoluzionaria rispetto a quanto ha potuto produrre nel campo musicale Miles Davis con il suo Bitches Brew… Per fortuna il disciplinare stabilisce la presenza minima di gaglioppo, ma non pone limiti a quella massima. E Francesco Maria De Franco dell’azienda ‘A Vita, che nel gaglioppo ci crede fermamente, fa piazza pulita degli altri vitigni e ci propone la sua prima Riserva, annata 2008 (l’etichetta è provvisoria), dal colore granato netto sfaccettato di effetti “fumé”. L’impatto al naso testimonia un carattere risoluto e profondo, da pochi mesi in bottiglia eppure già ricco di sfaccettature, indubbiamente diverso e più austero della versione normale. Inizialmente è la ciliegia matura a marcare il territorio, ma la progressione dei profumi ci racconta delle stratificazioni del terreno, dei generosi lasciti del mare, delle erbe aromatiche, del tabacco, delle grotte di tufo, del calore del sole. In bocca emana l’antica forza e fatica del lavoro contadino, il tannino non è docile ma afferma la sua esuberanza, eppure appare necessario, a ricordarci che il sud è calore ma anche forza, energia, potenza. La freschezza non manca, neanche un secondo dopo si rivela in contrapposizione una piacevole cremosità che rende tutto più gustoso, un frutto maturo e quasi pepato si fonde a liquirizia e spezie fini, c’è vena sapida, potrei dire carne se questo non infastidisce i ligi vegani. Caspita che vino, non stanca per niente, anzi, ogni sorso ti riempie il cuore e ti fa rendere conto di quanto sia fondamentale un sano rapporto fra l’uomo e la natura.