Cirò Rosso Classico Superiore 2010
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2013
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: gaglioppo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: ‘A VITA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
“Io intendo quella libertà per cui ciascuno, anziché sentirsi limitato dalla libertà degli altri, vi trova al contrario la sua conferma e la sua estensione all’infinito; la libertà illimitata di ognuno per mezzo della libertà di tutti, la libertà per mezzo della solidarietà, la libertà nell’eguaglianza; la libertà che trionfa sulla forza bruta e sul principio di autorità che è sempre stato solo l’espressione ideale di questa forza; la libertà che, dopo aver rovesciati tutti gli idoli celesti e terrestri, fonderà e organizzerà un mondo nuovo, quello dell’umanità solidale, sopra le rovine di tutte le Chiese e di tutti gli Stati”. da “Rivolta e libertà” Михаи́л Алекса́ндрович Баку́нин (Michail Aleksandrovič Bakunin) E’ davvero bravo Francesco. Quando parla del gaglioppo non pensa solo al suo vino, ma ad una realtà dove tutti siano solidali e uniti per un obiettivo comune, lontano da fantasie lucrative o da ottuse ostinazioni, un mondo dove la terra torna a cantare, in connubio con l’uomo e con la natura, dove il racconto di una vita e di una passione si ritrova per incanto nel calice del suo Cirò, e il profumo di una agognata libertà, non dogmatica ma straordinariamente concreta, diventa l’anima profonda di quel nettare. Così, mentre un intero Paese sembra alla deriva, alla ricerca di una luce che diventa ogni giorno più fioca, ‘A Vita è più viva che mai, non si rassegna, lotta con tutte le sue energie per far sì, nel suo piccolo, che quella luce non si spenga definitivamente. E se nell’uomo che ha aiutato l’uva a divenire vino può esserci incertezza, paura, dubbio, nel Cirò 2010 appare invece una saggezza perentoria, determinata, cristallina, senza compromessi. Il vino esprime in un istante ciò che mille parole non riuscirebbero a definire altrettanto bene, se fosse un uomo lo chiameremmo partigiano della libertà. Nel suo profumo c’è il respiro del bambino, la sua energia libera e giocosa, priva di condizionamenti, è un respiro lungo e profondo che accoglie ed emoziona. La polpa saporita abbraccia le pareti della bocca e racconta di un luogo magico dove si incontrano la brezza marina e la roccia millenaria. Il vino di Francesco si spiega da solo, una volta stappato, non aspetta altro che di rivelarsi in tutta la sua bellezza per ricordarci che la vita va vissuta fino in fondo, e senza esitazioni.