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In occasione del 38° Vinitaly svoltosi al Veronafiere, la Regione Campania ha voluto dedicare un ampio spazio alla promozione del territorio, soprattutto per quanto riguarda il settore vitivinicolo. Chi ha avuto modo di visitare l’Area C dove, insieme ad altre regioni, era presente la Campania, non avrà potuto fare a meno di notare la bella riproduzione di parte della piazza Municipio, sovrastata dal Maschio Angioino, dove si sono succeduti convegni, proposte di lettura e degustazioni guidate. L’allestimento voluto dalla Regione ha consentito ai visitatori, fra l’altro, di poter usufruire dell’ampio spazio per incontri d’affari o più semplicemente per concedersi un momento di relax per riorganizzare le proprie idee. Accanto a questa lodevole iniziativa, il 1 aprile alle ore 21, nella splendida cornice di Palazzo Verità Poeta, in vicolo S.Silvestro 6 a Verona, si è svolto il Gran Galà dei Vini Campani. L’evento, nato dalla collaborazione fra la Regione Campania e l’Enoteca Italiana di Siena, aveva l’obiettivo di festeggiare le 3 DOCG Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo. Il menu è stato preparato dal Ristorante Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda (AV), capitale della qualità irpina.
La serata, che ha visto la partecipazione di numerosi produttori e giornalisti provenienti da tutto il mondo, si è svolta nel migliore dei modi, nelle suggestive sale del settecentesco Palazzo, decorate e affrescate da artisti quali Filippo Maccari, Francesco Lorenzi e Lorenzo Pavia, sotto la direzione dell’architetto Antonio Galli da Bibiena (1697-1774), che ebbe molto probabilmente l’incarico di progettare l’intero edificio. Il menu prevedeva di accogliere gli invitati con l’aperitivo in piedi, nell’ampio ingresso che introduceva ai giardini interni. Bigné rustici, frittatine, ricottine di fuscella (la fuscella è un cestino di vimini dove viene messa la ricotta freschissima a prendere forma e a sgrondare) e zeppoline di patate e baccalà su pomodoro hanno allietato gli ospiti, mentre venivano imbandite le sale interne. Le portate si sono succedute numerose e ad intervalli regolari, suscitando il progressivo entusiasmo dei partecipanti. In apertura ha ben figurato il crostone di pane con fagioli quarantini, scarole, caciocavallo maggengo (cioè prodotto nel periodo che va da aprile a novembre) e olio extravergine di oliva Ravece (un olio monovarietale profumato e di qualità superiore), seguito da una delicatissima passata di cicerchie alle erbe mediterranee con baccalà “pro-fumo”. Portentoso il raviolone di ricotta in salsa di noci e aglio bruciato, invitante l’agnello alla vecchia maniera e il suo soffritto. Una deliziosa mousse di yogurt e limone ha preparato i convitati allo splendido fagotto di millefoglie con crema casalinga, granelle di nocciola e amarene visciole. Ad accompagnare i raffinati piatti preparati dall’Oasis, un’ampia lista di vini campani a scelta dei commensali. Le degustazioni del Fiano di Avellino e del Greco di Tufo hanno messo in evidenza l’elevata qualità raggiunta da questi due vitigni che, a buon diritto, hanno ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita a partire dalla vendemmia 2003. Desidero citare alcuni bianchi che ho particolarmente apprezzato, quali il Fiano di Avellino 2003 dell’azienda Colli di Lapio (dai bei profumi floreali, di nocciola fresca e melone bianco), il Fiano di Avellino Sirios 2003 di Colli Irpini, l’ancora giovane ma promettente Fiano di Avellino Bechar 2003 di Antonio Caggiano e il Greco di Tufo Loggia della Serra 2003 di Terredora. Per quanto riguarda l’altra e più “antica” docg campana, Taurasi, rigorosamente prodotta con uve aglianico, si sono fatti notare il Vigna Macchia dei Goti 2000 di Antonio Caggiano (bellissime le note di confettura di amarene e cioccolato) e il Vigna Cinque Querce 2000 di Salvatore Molettieri. Un plauso all’iniziativa che ha dato senz’altro un notevole contributo alla diffusione della cultura del vino e della tradizione alimentare campana nel mondo, in una cornice davvero suggestiva ed emozionante.
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