Anteprima Vernaccia di San Gimignano 2019: riflessioni su 84 campioni di diverse annate

Se c’è un vino bianco che soffre particolarmente se presentato ancora in fieri, questo è sicuramente la Vernaccia di San Gimignano. Ogni anno è necessario scorporare i colori torbidi, i sentori di vinificazione, le riduzioni, la solforosa, per cercare di capire cosa c’è sotto; il più delle volte l’esperienza e la conoscenza delle annate precedenti aiutano, ma la domanda è: perché proporre dei vini assolutamente non definiti rischiando giudizi errati o quantomeno affrettati?
Del resto ne ho già parlato anche riferendomi alle altre anteprime, è come se tutti avessero il timore di perdere il treno. Ma salire sul treno in queste condizioni è davvero vantaggioso? Voglio dire, quanti, soprattutto all’estero, sono in grado di capire che la Vernaccia ha notevoli capacità evolutive e, in molti casi, può diventare un gran vino bianco, se ogni volta si trovano davanti un vino embrionale?
Un vero peccato, noi ce la mettiamo tutta a cercare di trasmettere le potenzialità di questi vini, ma non è affatto facile, il mercato deve fidarsi della nostra conoscenza e sperare che i soldi siano stati ben spesi, e di questi tempi non è che siano molti ad essere disposti a scommettere senza poter verificare con mano.
Quest’anno erano in ballo due annate molto diverse, una 2018 tutto sommato regolare anche se segnata da qualche eccesso di piovosità nel periodo primaverile, utile però per affrontare l’estate senza sofferenze per le piante; mentre la 2017 è stata decisamente siccitosa, con sensibile riduzione della produzione (anche oltre il 25%).
Durante gli assaggi questi aspetti sono emersi abbastanza chiaramente, soprattutto le riserve 2017 hanno evidenziato un’alcolicità spiccata e una materia fitta ma meno elegante del solito.

Vernaccia di San Gimignano 2018
Agricoltori del Chianti Geografico – Borgo alla Terra 2018: naso non finissimo, frutti un po’ ammaccati, accenni al mughetto e a note agrumate; in bocca è semplice, senza particolare reattività e chiude lasciando la bocca un po’ vuota. @@
Cantine Guidi – 2018: spiccano ginestra e biancospino, poi leggero timo e venature agrumate; non convince al palato dov’è più impreciso e con un’acidità ancora scomposta. @@@
Cappellasantandrea – Clara Stella 2018: naso piacevole, piccoli frutti a polpa gialla, agrumi freschi; in bocca è asciutto, agrumato, giovane e scattante, con finale che rimanda a riverberi di pepe bianco. @@@@
Casa alle Vacche – 2018: naso molto piacevole di rose, pesche, agrumi appena maturi; al palato ha ottima corrispondenza ed estrae una bella freschezza, chiude lungo e stimolante. @@@@+
Casa alle Vacche – I Macchioni 2018: cenni evidenti di zafferano, sotto c’è il frutto, la salvia, la susina, il fior d’arancio; bocca materica, dolce, c’è volume, sostanza e profondità. @@@@@
Castello Montaùto 2018 – Famiglia Cecchi: naso semplice, floreale e agrumato dolce; di contro in bocca è acidulo, molto citrino, non si distende. @@+
Cesani – 2018: trama olfattiva ancora in subbuglio, prevalentemente fruttato; bocca citrina, ancora in via di sviluppo, c’è buona materia che deve distendersi, sapidità, nerbo, tutto in crescita. @@@@
Collina dei Venti – 2018: naso un po’ slavato e sfuggente, note di albicocca in confettura; bocca asciutta, agrumata, ma anche segnata da toni acetici che ne condizionano il profilo. @@
Fattoria di Fugnano e Bombereto – Da Fugnano 2018: naso di piccoli frutti appena acerbi, ginestra, note agrumate di cedro e lime, venature di salvia, timo e sambuco; al palato ha più progressione, c’è freschezza e buona fruttosità, energia e slancio che promettono molto. @@@@++
Fattoria di Pancole – Etichetta Classica 2018: naso abbastanza fresco, agrumato, al palato è un po’ più sciolto, tutto in divenire, ancora citrino, la materia sembra buona, c’è piccantezza e sapidità. @@@@+
Fattoria Poggio Alloro – 2018: paglierino lucente, naso ancora fermentativo, banana, agrumi, venature di mandorla; bocca corrispondente, freschissima, citrina ma di ottima qualità. @@@@+++
Fattoria Poggio Alloro – Nicchiaio 2018: paglierino luminoso, naso con un bell’approccio fruttato, meno citrino, anche erbe aromatiche, pera, arancia; al palato è ancora indietro, agrumi gialli, non si esprime ancora appieno, crudo ma sa di Vernaccia, migliorerà. @@@@+
Fattorie Melini – 2018: paglierino medio, banana a gogò, da lievito selezionato, non ha i tratti della Vernaccia, anche in bocca è speculare, molto cercato e con poca personalità. @@
Fattorie Melini – Le Grillaie 2018: naso ancora più intriso di banana, poi frutta esotica, vaniglia; al gusto non varia di molto, altro vino del quale cercare un’identità è impresa ardua. @@
Fontaleoni – 2018: paglierino chiaro, naso che si sta delineando, piccoli frutti gradevoli, susina, una punta di albicocca gialla, erbe aromatiche, ferro; bocca piacevole, appena dolce, qui la nota citrina è quasi assente, fresco e gradevole, si fa apprezzare per il finale sapido e luminoso. @@@@++
Fornacelle – 2018: paglierino medio, naso appena dolce, parte con un vegetale di ginestra poi arrivano le note di piccoli frutti ma anche una punta di mandorla; al palato ha buona freschezza, già una certa rotondità, la polpa non manca e si distende bene nel finale. @@@@+
Guicciardini Strozzi – Villa Cusona 2018: anice, sambuco, menta, sembra quasi abbia un contributo del sauvignon; al palato mantiene lo stesso profilo ma si aggiungono note fruttate di pesca su una buona base sapida. @@@@
Guicciardini Strozzi – Titolato Strozzi 2018: paglierino chiaro, naso di erbe aromatiche, timo, mentuccia, pimpinella, il frutto arriva all’assaggio, è agrumato, appena ammandorlato. @@@@
Il Colombaio di Santa Chiara – Selvabianca 2018: salvia, mela verde, mughetto, pompelmo, susina; in bocca è speculare, preciso, intenso, di grande carattere, potrebbe evolvere a lungo. @@@@@
Il Lebbio – 2018: paglierino medio, piccoli frutti appena dolci, quasi canditi, pompelmo rosa; bocca dolce, rotonda, piacevole, buona densità aromatica, lungo e convincente con finale di mandorla e stecca di vaniglia. @@@@++
Il Lebbio – Tropìe 2018: naso piacevole, salvia, susina, pesca bianca, arancia, timo; al palato ha buona freschezza, lunghezza, rotondità di frutto, coinvolgente e succoso. @@@@@
Il Palagione – Hydra 2018: naso strano, sentori nocciolati e iodati, stile moderno; al palato ha freschezza, ritornano dei toni di nocciola e qualche lascito amarognolo, non convince del tutto. @@@+
La Lastra – 2018: paglierino luminoso, agrumi, aloe, erbe aromatiche, al gusto ha un bello svolgimento, fresco, con un frutto tornito, lineare, lungo, apprezzabile. @@@@+++
Lucii Libanio-Casa Lucii 2018 – Casa Lucii: naso balsamico e verde, con cenni di basilico e mela, poi arancio, salvia, attorniato da un frutto agrumato; al palato segue un percorso analogo, buona lunghezza e intensità. @@@@+
Macinatico-Massi – 2018: paglierino medio, naso di piccoli frutti maturi, susina, leggera banana, pesca gialla, frutto della passione, a tratti gessoso; al palato è fresco ma anche maturo, anche qui torna la nota di banana, cui si aggiungono tracce di lievito, vino dai tratti decisamente particolari. @@@@
Massimo Daldin – 2018: naso che ha un approccio moderato, erbette di campo e piccoli frutti, timo e tiglio, ma anche minerale; al palato ha buona materia, fresco, piacevole, sapido, con finale agrumato. @@@@+
Massimo Daldin – Vigna in Fiore 2018: naso di lampone bianco, susina, nocciola, talco; all’assaggio ha buona freschezza, bello slancio succoso, interessante, non banale, tanta salinità. @@@@@
Mormoraia – Suavis 2018: paglierino medio, naso di buona finezza, erbaceo e fruttato, con note di timo, pesca bianca e lime; in bocca è fresco e appena acidulo, più indietro di altri, recupera in dolcezza sul finale. @@@@
Palagetto – 2018: naso dai toni di piccoli frutti e tropicali, leggera mandorla, anche floreale, in bocca ha notevole freschezza, molto diretto, senza arzigogoli, franco e di buona tessitura. @@@@
Palagetto – Santa Chiara 2018: naso che dà l’idea di un contributo di altre uve e del legno piccolo, note vanigliate e frutta esotica; al palato è contraddittorio, ha l’acidità della vernaccia giovane ma le sensazioni aromatiche che rilascia virano verso accenti poco varietali. @@@++
Panizzi – 2018: paglierino chiaro, naso particolare di pepe bianco, lime e altri piccoli frutti; al gusto ha buona energia, freschezza, sapidità, vino interessante anche se gli manca qualcosa per fare il balzo in avanti. @@@@
Podere Canneta – 2018: paglierino non pulitissimo, in fase di rifermentazione, anche leggermente torbido, al palato si sente che ha un bel frutto ma è piuttosto scombinato, leggera pungenza, difficile da individuarne il carattere, valutazione al momento. @@@+
Podere Le Volute – 2018: naso piacevole di camomilla, mela annurca, frutto dolce e piacevole; anche in bocca ha carattere, preciso e lineare seppur con acidità importante (ma è giovane), molto pulito, niente male. Senza solfiti aggiunti. @@@@++
Poderi Arcangelo – 2018: paglierino luminoso, pesca bianca, susina, leggera mandorla, mela golden, basilico; in bocca ha buona corrispondenza, forse un po’ semplice e non molto lungo, ma ha una sua piacevolezza e comunicativa. @@@@
Poderi Arcangelo – Terra del Lago 2018: naso di piccoli frutti, ciliegia bianca, biancospino, uva pizzutello; molto pulito all’assaggio, già definito e con una bella tessitura, fine con frutta fresca e matura, non manca di lunghezza e profondità nel finale. @@@@++
Poderi del Paradiso – 2018: paglierino lucente, naso con evidente solforosa, sotto si sentono note di salvia e biancospino; anche in bocca è scomposto, difficile, asciugante, tutto in divenire. @@@
San Donato – 2018: naso appena dolce, frutti maturi con accenti di mela e prugna bianca, folate d’incenso; al palato è dolce, c’è materia, buona freschezza e sapidità, con finale iodato. @@@@+++
San Quirico – 2018: paglierino semplice, naso con leggera banana, poi pesca, albicocca e yogurt, leggera solforosa; al gusto ha buon frutto, rimandi al sambuco, molto espressivo, deve distendersi ma la materia c’è ed è promettente. @@@@+++
Signano – 2018: naso con attacco delicato di fiori di campo, poi ananas e lime; bocca un po’ asciugante, tratto citrino, molto giovane, non manca però dei tratti identificativi del vitigno e si distenderà con il passare dei mesi. @@@@
Signano – Poggiarelli 2018: profuma di pesca bianca, mandorla, leggero cedro, sfumature di anice; bocca che evidenzia l’estrema giovinezza nella componente acida e citrina, l’espressione data all’olfatto testimonia che c’è molto da offrire, diamogli tempo. @@@@++
Tenuta La Vigna – 2018: agrumi, mela, pepe, cardamomo, timo; al palato è molto fresco, giovane, stuzzicante anche se ancora molto giovane. @@@++
Tenuta La Vigna – Etichetta Verde 2018: naso di fiori di zagara, agrumi freschi, balsamico; bocca fresca, più aperta del precedente, succoso al punto giusto e dinamica nella progressione, personalità e crescita nel tempo. @@@@++
Tenuta Le Calcinaie – 2018: paglierino intenso, naso di pesca, albicocca matura, susina, frutta esotica; al palato ha buona intensità, molto profondo, avvolgente, sapido, ha personalità da vendere e ampiezza. @@@@@
Teruzzi – Isola Bianca 2018: naso di frutti appena dolci, lampone e ribes bianco, tracce iodate; in bocca è acidulo, scomposto, agrumi taglienti, molto indietro e bisognoso di tempo per dichiararsi. @@@
Tollena – Lunario 2018: note evidenti di mercaptani, poi zenzero, ma ancora deve pulirsi; in bocca ha analoga condizione, fatica a ripulirsi da alcune sbavature. @@+++

Vernaccia di San Gimignano Selezione 2017
Alessandro Tofanari – Ciprea 2017: un esempio di vino che chiede attesa per aprirsi, inizialmente non mi convinceva, poi è emerso un fruttato lineare e fresco, note di erbe aromatiche, mentre al palato sale gradualmente scansando qualche impurità espressiva a vantaggio di una trama coinvolgente, sapida e di carattere. @@@@++
Cappellasantandrea – Rialto 2017: frutto maturo, tropicale, ma anche anice, santoreggia, venature pepate; in bocca mostra una buona vena acida, corpo, sapore, profondità. @@@@++
Casale Falchini – Vigna a Solatio 2017: glutammato, budello di salame, nocciola; bocca un po’ imprecisa, c’è il frutto ma anche una certa approssimazione, vedremo come evolve. @@@
Cesani – Clamys 2017: naso particolare, da permanenza sulle fecce, richiami alla cannella, al rosmarino, poco frutto, più bacche e carrube; al palato ha struttura, ampiezza, la freschezza non manca, continua ad esprimere tratti decisamente originali e, forse, un po’ troppo cercati. @@@@
Collina dei Venti – 2017: naso fastidioso, quasi acetico, sotto ci sono salvia e sambuco, ma per ora non si esprime al meglio; in bocca è altrettanto difficile, molto indietro e citrino, senza ampiezza. @@++
Il Colombaio di Santa Chiara – Campo della Pieve 2017: paglierino medio, naso coinvolgente di agrumi appena maturi, pompelmo, cedro, sfumature vanigliate; al palato è ben delineato, ha una sua ampiezza espressiva, sapidità, buon allungo, si farà notare. @@@@@
Macinatico-Massi – 2017: qui si sente l’annata calda, note di olive, frutto molto maturo; bocca molto strana, non spiacevole ma già evoluta e senza spinta. @@@
Montenidoli – Tradizionale 2017: dorato vivo, nota di fiori, camomilla, cannella, pesca matura, melone autunnale, cenni ossidativi; bocca intensa, ricca, sapida, lungo ma non ai livelli di altre annate. @@@@++
Panizzi – Vigna Santa Margherita 2017: naso con sfumatura di banana, toni leggermente legnosi; in bocca si sente la traccia nocciolata e vanigliata del legno ma senza esagerare, ha un buon allungo, ricco di sapore ma un po’ dolce e manca di quella spinta acida che gli darebbe più verve ed elasticità espressiva. @@@@
San Donato – Angelica 2017: naso dolcissimo, zuccherino, volatile, toni anche di erbe aromatiche, legno evidente; al palato ha le stesse caratteristiche, buon frutto ma per ora è coperto, quasi sopraffatto dal legno. @@@+++
Tenuta La Vigna – 2017: agrumato maturo, sfumature di tiglio e felce; al palato manifesta una condizione più matura di quanto ci si aspetterebbe, manca di slancio e si sente un po’ l’alcol. @@@+
Tenuta Montagnani – Frammenti 2017: slancio aromatico e “marino”, con evidenti note di rosmarino e origano, si sente leggero zafferano, pera, pesca bianca, agrumi, bella miscellanea di frutti; al palato ha un’ottima tessitura, è sapido, godibilissimo. @@@@++
Tenuta Montagnani – Assola 2017: pompelmo, ginestra, timo, agrumi ed elementi minerali e salini. Al palato si esprime fine, ampio, con un agrume preciso e richiami anche al mango; succosità e sapidità marcano un vino ampio e stimolante. @@@@@

Vernaccia di San Gimignano Selezione 2016 e 2015
Casale Falchini – Ab Vinea Doni 2016: naso con nota volatile, sotto c’è la susina, la pesca bianca, la pera, la menta; in bocca ha buona materia, suggestiva e sapida, in progressione. @@@@++
Il Palagione – Lyra 2016: paglierino luminoso, naso agrumato e mentolato; al palato ha una buona tessitura, fresco, ampio, si fa piacere. @@@@+++
Montenidoli – Fiore 2016: paglierino luminoso, è l’espressione perfetta della Vernaccia di classe, già il ventaglio odoroso abbraccia tutti gli ambiti espressivi floreali, fruttati, minerali; un percorso bellissimo che ritroviamo all’assaggio, luminoso, elegante, lunghissimo, non gli manca nulla. @@@@@
Montenidoli – Carato 2015: tanta nocciola, caramello, rum, venature balsamiche e pepate, legno che aggiunge valore e non stanca; in bocca ha grande impatto, ovviamente ha una personalità tutta sua, ma che forza, che profondità, quanta salinità, interminabile. @@@@@
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2017
Fattoria di Pancole – Elisanda Riserva 2017: paglierino luminoso, naso ancora segnato da legno dolce, poi note di susina, agrumi, mandorla, miele, cola; al palato ha buona struttura, sapidità, finale grasso e meno fresco di quanto avrebbe bisogno. @@@@+
Fattoria Poggio Alloro Le Mandorle Riserva 2017: dorato chiaro, naso molto legnoso, nocciola, papaya, cappero; al palato è un po’ frenato dal calore dell’annata e perde in mordente sul finale. @@@++
Fornacelle – Fiora 2017: zafferano, leggero legno, canditi; in bocca non ha un buon equilibrio, il legno si fa sentire insieme ai toni caldi. @@@
Il Palagione – Ori 2017: note di salvia e altre erbe aromatiche, pepe, sfumature di pesca e agrumi maturi; in bocca ha una certa carnosità, manca un po’ di tensione e dinamicità. @@@@
Poderi Arcangelo – Per Bruno 2017: sentori di legno ancora evidenti, poi arriva il frutto un po’ candito; in bocca ha freschezza ma il legno continua a battere il chiodo e chiede tempo per integrarsi. @@@++
Signano – La Ginestra 2017: tra frutto e legno, molto meglio il base 2018; al palato è appesantito, difficile immaginare un’evoluzione in positivo. @@@
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2016
Cantine Guidi – Aurea 2016: tra legno e frutta tropicale, maturo, anche al palato, dove la materia avrebbe un suo perché ma manca di slancio e scioltezza. @@@+++
Cappellasantandrea – Prima Luce 2016: naso stravagante di zafferano e senape, an che un po’ legnoso; in bocca si sente altrettanto la componente boisé, non si dilata e rimane contratto. @@@+
Casa alle Vacche – Crocus 2016: slanci di ginestra, pesca, frutta a polpa gialla; ha bella materia al palato, sapida e succosa, molto espressiva. @@@@@
Cesani – Sanice 2016: dorato luminoso, torna lo zafferano, poi la frutta matura contornata dal legno, cenni salmastri; al palato ha media freschezza, l’impronta data dal legno al momento non gli permette di esprimersi con maggiore scioltezza, ma la materia è notevole, diamogli tempo. @@@@++
Fontaleoni – 2016: legno ben dosato, note di mela golden, anice, sambuco e agrumi; in bocca c’è polpa, il vino respira, una buona interpretazione, fresco, fruttato, piacevole, elegante. @@@@@
Guicciardini Strozzi – 2016: note di salvia, anice, frutto maturo, miele; al palato conferma quei tratti, non manca di materia anche se il finale è un po’ asciugante. @@@@
Il Colombaio di Santa Chiara – L’Albereta 2016: se non ci fosse una grande ampiezza di frutti e spezie, il legno tenderebbe a dominare la scena; al palato vince per materia ben dosata e sapida, sebbene anche qui il legno non vuole mollare. @@@@+++
Macinatico-Massi – Massi 2016: naso di ginestra, biancospino e piccoli frutti maturi, tracce tostate; bocca interessante, manca un po’ di slancio e profondità ma non è male. @@@@
Mormoraia – Antalis 2016: naso che ricorda le fragole e fiori di campo; buon apporto fruttato al palato, ha una certa sostanza, piacevole, rotondo, buona linearità e acidità giusta. @@@@++
San Benedetto – 2016: naso di rose, gesso, sambuco e timo; buona freschezza in bocca, succosità, cenni tropicali e ottima progressione. @@@@+++
San Donato – Benedetta 2016: torna lo zafferano, poi zenzero, frutto della passione, mela dolce; in bocca è fresco, con un bel frutto che ritorna, tracce saline, legno ancora da assorbire completamente, ma espressività e lunghezza non gli mancano. @@@@@
Tenuta Le Calcinaie – Vigna ai Sassi 2016: naso che coinvolge subito, intenso e variegato; al palato non cede nulla e mostra carattere, profondità, sale, succo, davvero bello. @@@@@
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2015
Casale Falchini – Vigna a Solatio 2015: naso di frutta candita, legno leggero, cannella; al palato ritorna ancora il legno, cosa non proprio a suo favore avendo già fatto un bel po’ di bottiglia; c’è materia e succosità, peccato per quel limite. @@@@
Palagetto – 2015: molto legnoso, torna lo zafferano, sotto c’è miele e pompelmo maturo, mandorla, caffè; in bocca non va molto meglio, la tipologia si perde nei meandri boisé. @@@+++
Panizzi – 2015: qui il legno è gestito meglio, c’è eleganza espressiva, note di menta, muschio, anice, pepe; bocca lineare, di buona grassezza ma senza mai perdere in finezza e con un’acidità che rassicura sul lungo percorso. @@@@@
Tollena – Signorina Vittoria 2015: dorato pieno, troppo carico di legno, si fatica a capire cosa c’è sotto di autentico, un’interpretazione a mio avviso troppo caricaturale. @@++
Roberto Giuliani




