Nascetta, il vitigno autoctono di Langa: 24 vini in degustazione ad Alba

Reduce da una bellissima serata organizzata venerdì 13 maggio al ristorante “L’Inedito” di Alba, per la presentazione del Langhe Doc Nascetta, un vitigno che sta prendendo sempre più piede tra i produttori di Langa e non solo, ho avuto modo di degustare diverse annate di vini di ben 13 aziende, un’esperienza davvero stimolante.
La serata è stata condotta da Luca Gardini, in presenza di un folto numero di giornalisti e produttori.

L’associazione Indigenous Langa, che ha sede presso la Cantina Terre del Barolo a Castiglione Falletto, nasce dalla volontà di un gruppo di produttori di tutelare e promuovere questo vitigno autoctono e le sue denominazioni, attraverso una approfondita ricerca delle sue caratteristiche qualitative ed espressive, con l’obiettivo di divulgarne la conoscenza e l’immagine a livello nazionale ed internazionale. Il presidente dell’associazione è Francesco Mastrocola della Cantina “Terre del Barolo” di Castiglione Falletto e il vicepresidente è Enrico Rivetto dell’azienda “Rivetto dal 1902” di Serralunga d’Alba, al momento hanno aderito 14 aziende, mancano purtroppo altre 7 aziende del comune di Novello – il comune che sembra essere il luogo d’origine della nascetta -, che avevano già fondato l’Associazione produttori di Nas-cëtta del Comune di Novello e, almeno in questa occasione, non hanno dato la loro disponibilità a partecipare all’evento.
Della Indigenous Langa fanno attualmente parte: Cantina del Nebbiolo di Vezza d’Alba, Cascina Ballarin, Giuseppe Ellena, Daria Stroppiana, Osvaldo Viberti e Michele Reverdito di La Morra, Diego Conterno e Tenuta Rocca di Monforte d’Alba, Ettore Germano e Rivetto dal 1902 di Serralunga d’Alba, La Tribuleira e Marco Capra di Santo Stefano Belbo, Serra dei Fiori di Rocchetta Tanaro, Poderi Cellario di Carrù e Terre del Barolo di Castiglione Falletto.

L’Inedito è la nuova versione dello storico ristorante di Alba “Vigin Mudest”, nata a settembre 2015 che vede come protagonista in cucina nientemeno che Flavio Scaiola, già stella Michelin al Vecchio Tre Stelle di Treiso, mentre in sala c’è la brava Roberta Giordano, che ha il compito non facile di guidare gli ospiti nella scelta dei piatti e dei vini. Scaiola ha preparato per la serata una serie di piatti specificamente indirizzati ad accompagnare i vini in degustazione. Il ristorante ha anche il pregio di avere varato la prima “carta della nascetta”, un segnale importante che dimostra quanto questo vino sia in crescita e susciti interesse.
La nascetta è l’ennesima testimonianza che il Piemonte è una regione ricca di varietà a bacca bianca, anche di elevata qualità, dal timorasso all’arneis, dal cortese all’erbaluce, dalla favorita a quel “focolaio” di vitigni rari che si sta man mano riscoprendo, come il rossese bianco (di probabile origine ligure, oggi prodotto in purezza anche da alcune aziende di Langa come Giovanni Manzone, Josetta Saffirio e Amalia Cascina in Langa), o il liseiret in Alta Val Bormida, Val Chisone e Val Maira, o ancora il bian ver, conosciuto come verdesse in Savoia e probabilmente arrivato dal Vallese svizzero.
La degustazione ha messo in evidenza come la nascetta, nonostante i diversi modi di vinificazione e i diversi terreni su cui dimora, abbia un proprio carattere che emerge in quasi tutti i vini, ma anche che si tratta di una varietà non facile da lavorare, basta poco e rischia di virare verso note ossidative o amare. Del resto la maggior parte delle aziende sta producendola da pochissimi anni, c’è bisogno di una lunga sperimentazione e di uno storico che consenta di definire i punti cardine per ottenere i migliori risultati.
Per questa ragione trovo molto positivo che non ci sia un modo univoco di vinificarla, ma ciascun produttore la elabora seguendo propri principi e propri obiettivi, a dimostrazione che la nascetta è una cultivar capace di adattarsi all’acciaio come al legno, in versione secca, spumante o passita, offrendo sempre qualità interessanti.

La degustazione
Le annate proposte vanno dalla 2015 alla 2013, più una 2012 e una 2011.
La 2015 ha messo in evidenza come la nascetta sia vitigno che ha bisogno di tempo per manifestarsi al meglio, sensazione confermata dagli assaggi delle 2013, più complessi e sfaccettati. Molto interessante la nascetta “Conna” 2015 proposta da Marco Capra, macerazione pellicolare, pressatura soffice e fermentazione in vasca di acciaio ad una temperatura di 16-17°C. Il vino viene affinato a lungo sulle fecce fini, con frequenti batonnage, il risultato è molto convincente, rivela profumi di pesca gialla, gelsomino, susina matura e sfumature agrumate, in bocca emerge una bella sapidità e una perfetta corrispondenza aromatica.
Ben eseguita le versione proposta da Diego Conterno, solo acciaio, che mostra una bella rotondità di frutto e una sapidità notevole.
Per quanto riguarda la 2014, spicca il Langhe Nascetta de La Tribuleira, vecchia conoscenza in casa Lavinium, vinificato in modo tradizionale con una breve macerazione e maturazione solo in acciaio, un’interpretazione precisa che mette in risalto le qualità del vitigno, note di nespola, susina, cedro, sapidità e mineralità, freschezza, bell’allungo.
Non meno interessante la versione proposta da Ettore Germano, anch’essa in acciaio ma con una macerazione ben più lunga, attorno ai cinque giorni, vino che ha nel Dna tutta la materia per poter evolvere a lungo.
Riuscita anche “La Regina” della tenuta Serra dei Fiori, proprietà Braida, dalle note di fiori di acacia, pera, agrumi e un palato quasi salino, fresco, quest’azienda ha contribuito alle ricerche sul vitigno in collaborazione con l’Università Agraria di Torino.
Tra le 2013 spicca “Borea” dell’azienda Rivetto dal 1902, che ha subito ben 72 ore di criomacerazione e affinamento di un anno in cemento e acciaio, un vino di bella complessità, profondo e persistente, dove le note tipiche del vitigno si accentuano e si esaltano rendendo la beva trascinante.
Ancora una volta La Tribuleira coinvolge con il suo vino, dimostrando che il tempo può fargli solo bene.
Ecco la mia valutazione:
La Tribuleira
2014 – 87 / 2013 – 89
Rivetto dal 1902 – Borea
2013 – 90 / 2012 – 85
Ettore Germano
2014 – 88 / 2013 – 87
Diego Conterno
2015 – 86 / 2014 – 86
Marco Capra
2015 – 86 / 2013 – 83
Serra dei Fiori – La Regina
2015 – 84 / 2014 – 86
Poderi Cellario – Sé
2015 – 85
Osvaldo Viberti
2014 – 85 / 2013 – 84
Giuseppe Ellena
2014 – 85 / 2013 – 83
Terre del Barolo
2015 – 83 / 2014 – 84
Cantina del Nebbiolo – Riveverse
2015 – 85 / 2014 – 84
Cascina Ballarin
2014 – 86
Dario Stroppiana
2015 – 83
Roberto Giuliani




