Le DOC del Piemonte: Lessona

❂ Lessona D.O.C.
(Approvata con D.P.R. 3/12/1976 – G.U. n.58 del 2/3/1977; ultima modifica D.M. 27/3/2026 – G.U. n.79 del 4/4/2026)
► zona di produzione
● in provincia di Biella: comprende l’intero territorio del comune di Lessona;
► base ampelografica
● anche riserva: Nebbiolo (Spanna) dall’85% al 100%, possono concorrere, singolarmente o congiuntamente, le uve provenienti dai vitigni Vespolina e Uva Rara (Bonarda novarese) max. 15%;
► norme per la viticoltura
● le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti che seguono:
▪ terreni: sabbiosi, limosi, argillosi e loro eventuali combinazioni;
▪ giacitura: collinare. Sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, non sufficientemente soleggiati;
▪ altitudine: non inferiore a metri 200 s.l.m. e non superiore a metri 500 s.l.m.;
▪ esposizione: adatta ad assicurare un’idonea maturazione delle uve;
▪ densità d’impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e del vino. I vigneti oggetto di nuova iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d’impianto, non inferiore a 3.000;
▪ forme di allevamento e sistemi di potatura: devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini;
● la resa massima di uva di vigneto in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle relative uve destinate alla vinificazione devono essere di 8 t/Ha e 12,00% vol. per la tipologia “Lessona” e di 7,20 t/Ha e 12,00% vol. per la tipologia “Lessona” Riserva;
● il vino a denominazione di origine controllata “Lessona”, nelle sue tipologie, può essere accompagnato dalla menzione “vigna“, seguita dal relativo toponimo, purché il relativo vigneto abbia un’età d’impianto di almeno 3 anni. La resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle relative uve destinate alla vinificazione devono essere le seguenti:
- Lessona e Lessona “Vigna” dal 3° anno d’impianto: 8,00 t/Ha e 12,00% vol.
- Lessona Riserva e Lessona Riserva “Vigna” dal 7° anno d’impianto: 7,20 t/Ha e 12,00% vol.;
► norme per la vinificazione
● le operazioni di vinificazione, di invecchiamento obbligatorio e di imbottigliamento del vino “Lessona” e “Lessona” Riserva devono essere effettuate nell’intero territorio del comune di Lessona, tuttavia tali operazioni sono consentite anche in cantine ubicate al di fuori del suddetto territorio purché situate nei seguenti Comuni della provincia di Biella: Masserano, Brusnengo, Curino, Villa del Bosco, Sostegno; e nei seguenti Comuni della provincia di Vercelli: Roasio, Lozzolo;
● i vini devono essere sottoposti a un periodo di invecchiamento obbligatorio pari a 22 mesi (46 per la riserva), di cui 12 in legno (30 per la riserva), a partire dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve. È ammessa la colmatura con uguale vino conservato in altri recipienti, per non più del 10% del totale del volume nel corso dell’intero invecchiamento obbligatorio;
● l’immissione al consumo è consentita a partire dal 1° settembre del secondo anno successivo a quello della raccolta dell’uva per il “Lessona”, a partire dal 1° maggio del quarto anno successivo a quello della raccolta dell’uva per il “Lessona” Riserva;
► norme per l’etichettatura e il confezionamento
● nella designazione del vino “Lessona” riserva, la denominazione di origine può essere accompagnata della menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale purché:
- le uve provengano totalmente dal medesimo vigneto;
- tale menzione figuri nell’apposito elenco regionale ai sensi della normativa vigente;
- coloro che, nella designazione e presentazione del vino “Lessona” Riserva, intendono accompagnare la denominazione di origine con la menzione “vigna” abbiano effettuato la vinificazione delle uve e l’imbottigliamento del vino;
- la vinificazione delle uve e l’invecchiamento del vino siano stati svolti in recipienti separati e la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale sia stata riportata nella denuncia delle uve, nei registri e nei documenti di accompagnamento;
● l’indicazione dell’annata di produzione delle uve in etichetta è obbligatoria;
● le bottiglie, in cui viene confezionato il vino devono essere di forma tradizionale, di vetro scuro, munite di tappo raso bocca. La capacità delle bottiglie deve essere quella consentita dalle vigenti leggi, ma comunque non inferiore a 37,5 cl e non superiore a 1.500 cl, con l’esclusione del contenitore da 200 cl e della dama da 500 cl.;
► legame con l’ambiente
● A) Informazioni sulla zona geografica
Lessona è situata nell’Alto Piemonte e ne costituisce la parte occidentale. Nella definizione del quadro aromatico, i terroir di Lessona caratterizzano notevolmente il vitigno Nebbiolo. Il complesso aromatico del vitigno si impreziosisce di una tipica mineralità rugginosa, che dona a questi vini una sapidità minerale spiccata e nitida. Il vitigno nebbiolo si esprime con una particolare levità ed eleganza, con tannini perfettamente amalgamati sin da giovani grazie alle esperienze di coltivazione.
● B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
Da un punto di vista geologico Lessona è una lingua di sedimenti marini che poggia su di una roccia porfirica profonda. Suoli alluvionali dunque abbastanza sciolti, sabbie acidissime, rossicce, minerali. Le altitudini medie sono attorno ai 350 m. slm e il clima è abbastanza mite, perché anche qui la vicinanza del Monte Rosa contribuisce quale riparo delle correnti nordiche e le vigne dell’Alto Piemonte godono di una buona escursione termica. I terreni, come si è detto, sono
ricchi di minerali: ferro, potassio e magnesio, con una componente magmatica data dai porfidi e dai graniti.
● C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Il Vino era già famoso nel ‘600 e numerose sono le testimonianze storiche relative alle potenzialità del territorio. L’archivio di Stato della città di Biella nei tanti riferimenti alla viticoltura, già nel 1436 registra l’acquisto di una vigna.
