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La Schiava che non c’è… o forse sì

SchiavaVi sembrerà quantomeno stravagante, ma non posso proprio fare a meno di raccontarvi di una Schiava con la quale ho avuto a che fare in questi giorni. A dire il vero l’ho tenuta con me in assoluto riposo per quasi un mese, mai un rimprovero né un gesto inopportuno nei suoi confronti, non è nella mia natura, anche quando si ha a che fare con una Schiava. E poi di fronte alla sua evidente timidezza, quel rossore ingenuo eppur civettuolo che traspare guardandola, che mette a nudo la sua personalità, la sua trasparenza (e smettetela di pensare male!). E’ strano come, a dispetto della sua condizione, sembri esprimere un’allegra baldanza, un orgoglioso senso di appartenenza e di indomabilità.
Certo, quando Doris Moser, proprietaria di quella splendida dimora alberghiera di cui vi ho parlato →qui, me l’ha presentata e poi concessa affinché io potessi gioirne, è stata chiara: “Non ce n’è per nessuno, è solo da godersi in famiglia! Pertanto consideralo un dono unico e irripetibile”, ho avuto quasi un sussulto per il forte senso di responsabilità che mi assumevo portandomela a casa. Ma ormai è fatta, l’ho qui davanti a me… e mi sorride… ignora cosa l’attende! O forse lo sa… Già perché ho aspettato anche troppo, la sua bellezza richiama ogni cellula del mio corpo, non posso più resistere.
Le passo la piccola lama seghettata sul collo, non per ferirla, ci mancherebbe! Soltanto per rendere più sensuale e vibrante il momento in cui le slaccerò l’unico semplicissimo involucro che la cela alla mia vista (e al mio olfatto, perché in queste cose, lo sanno tutti gli esperti, l’olfatto conta assai!). Zac, fatto. Ed eccola divenire tutta rossa, si scioglie davanti ai miei occhi, senza reticenze; un rossore scuro… direi granato. Strano.
Mi avvicino, ne percepisco il profumo, sembra avvolta da un cesto di ciliegie e lamponi, addirittura di semi di melagrana, chiudo gli occhi e mi inebrio di lei. L’emozione sale, accosto le labbra per sentire il contatto e… quale inusitata freschezza, quale perfetta fusione nel bacio profondo, che mi avvolge e coinvolge fino alla gola, è un susseguirsi di emozioni, una ruspante eppure finissima sensazione liquida, che mi spinge al totale abbandono. Strano, perché ho come l’impressione che i ruoli si invertano, che sia io lo schiavo, in balia della sua energia voluttuosa e incontrollabile.
Ma che bello, accidenti! E tutto questo è capitato a me, lo confesso, alquanto impreparato e convinto di avere l’assoluto potere della situazione… Di colpo apro gli occhi. Ma che succede… dov’è la Schiava? Dov’è colei che ha risvegliato in me sensazioni primordiali, avvincenti e insperate? Non capisco. Vedo un bicchiere con dentro un liquido rossastro e, poco più in là una bottiglia… direi bordolese, con una scritta lungo la schiena: Vernatsch 2006.
Santa Rosalia, ora ricordo, come ho fatto a cadere in questo deliquio sognante! La Doris mi aveva detto che il papà allevava quel mezzo ettaro di vigna come fosse una bella donna, che la sua fatica era tutta intesa a dare piacere alla propria famiglia… e che io ero fortunato perché avrei avuto modo di conoscere e apprezzare il frutto del suo lavoro. Si, tutto mi è chiaro ora, eppure… avevo l’impressione di avere davanti una Schiava in carne e… frutta. Che effetto strabiliante questa Vernatsch, non credo che me la scorderò più. Grazie Doris.

P.s. per coloro che volessero provare una simile ebbrezza, fate una visitina all’Albergo Maratscher, in Plars di Mezzo, 30 – 39022 Lagundo (BZ), ma prima, mi raccomando, fate una telefonatina allo 0473/448469… e non dite che lo avete saputo da me!

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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