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Antico Castello: la scelta di restare

Hanno deciso di restare nella loro terra Francesco e Chiara Romano, condividendo l’amore e il senso di appartenenza che i genitori nutrono per l’Irpinia, dapprima inserendosi, quindi prendendo saldamente le redini della realtà agricola di famiglia.

Antico Castello - famiglia

Il risultato del loro lavoro è un connubio tra modernità e tradizione, tra passione per la terra e visione imprenditoriale del vino. È di Francesco, ingegnere, il brevetto della rete antigrandine installata sui filari per proteggere le uve da una delle calamità naturali più temute; di Chiara, economista, l’idea di una moderna tasting room in cui abbinare momenti gastronomici a eventi musicali e artistici, per accogliere un pubblico amante del buon vino e dei valori che lo circondano. Di entrambi, la volontà di essere al passo coi tempi senza allontanarsi dall’identità dei vini del territorio, e dalla tradizionale accoglienza di un’Irpinia sorridente e operosa.

Antico Castello - rete antigrandine

Profondo è il legame tra l’azienda e il territorio, espresso dalla scelta di vinificare solo uve di proprietà. I terreni argillosi-calcarei, l’esposizione a sud-est delle vigne, i 450 metri sul livello del mare e il benefico effetto delle acque del fiume Calore, conferiscono un unicum alle uve e ai vini di Antico Castello, dei quali andiamo a descrivere due esemplari di assoluta eccellenza.

Taurasi - Antico CastelloL’austero, elegante, Taurasi di Chiara e Francesco
Il Taurasi di Chiara e Francesco non poteva che essere così, i loro nomi rimandano già al cuore, all’essenza, del frutto del loro lavoro. La cura nella raccolta (manuale) e nella selezione delle migliori uve di aglianico, e la paziente maturazione in botte grande che nulla aggiunge all’integrità del vino ottenuto, offrono questo Taurasi senza intrusione alcuna né appellativi accessori in etichetta.
Rosso granato profondo, limpido e concentrato ma senza esagerare, profuma di rosa rossa appassita, di piccoli frutti neri di sottobosco, di prugna, seguiti da note più fresche di pompelmo rosso. Di calibrato calore al palato, con tannini in leggera evidenza ma già gradevoli, succoso, appena terroso, minerale, equilibrato, sfocia in un finale persistente, sobrio, di impeccabile eleganza.

Taurasi 2012
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: ANTICO CASTELLO
Data degustazione: 05/2018
Prezzo enoteca: circa 25 euro
Valutazione: @@@@@

Mida - Antico Castello… e il sontuoso Mida
Frutto di un’annata decisamente calda, le uve greco sono state assecondate nel mantenimento delle loro peculiarità: macerazione con le bucce per estrarne il radioso colore, fermentazione sui propri lieviti per preservarne integralmente l’origine.
Il risultato è sontuoso, polposo, fresco e intrigante: cristallino, giallo oro pieno, consistente nel calice, profuma di fiori d’arancio, gelsomino, quindi le note agrumate di cedro accompagnate da quelle tropicali e di miele d’agrumi.
È secco, di suadente morbidezza sostenuta da spalla acida, anche lievemente tannico per via della permanenza sulle bucce, terminante con le note fruttate che si fanno candite accompagnate da un’espressione sapida decisa e invitante. Eccellente.

Irpinia Greco Mida Selezione Oro 2014
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: greco
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: ANTICO CASTELLO
Data degustazione: 05/2018
Prezzo enoteca: circa 15 euro
Valutazione: @@@@@

Maurizio Taglioni

Sociologo e giornalista enogastronomico, è direttore responsabile di laVINIum - rivista di vino e cultura online e collabora con diverse testate del settore. Ha curato la redazione dell’autobiografia Vitae di un vignarolo di Antonio Cugini (2007), ha scritto il saggio “Dall’uva al vino: la cultura enologica ai Castelli Romani” in Una borgata che è tutta un’osteria a cura di Simona Soprano (2012), e ha pubblicato la ricerca socio-economica «Portaci un altro litro» - Perché Roma non beve il vino dei Castelli (2013). Collaboratore scientifico del Museo diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, porta avanti dal 2009 la ricerca qualitativa volta alla raccolta e documentazione delle storie di vita degli anziani vignaioli dei Castelli Romani, confluita nell’allestimento museale multimediale Travaso di cultura e nell’installazione artistica itinerante Vite a Rendere, per la riscoperta e il recupero delle tradizioni vitivinicole dei Castelli Romani.

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