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Sorsi di birra

Mug Bitter


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Bitter Ale
5.0%
Scheldebrowerij
0.33 cl
A (fino a 5 Euro)

 

Mug bitter - ScheldebrowerijPrima di iniziare, una segnalazione di servizio. Il sito internet è davvero originale, spassoso e merita una visita nonostante i testi non siano disponibili in inglese (peccato!). Ho assaggiato tre birre di questo birrificio che si trova ad Oegsteest, nel sud-ovest dell’Olanda, non lontano dalla singolare provincia dello Zeeland, spettacolare striscia di terra, in larga parte sotto il livello del mare, formata da un numeroso gruppetto di piccole isole ai confini con il Belgio. Devo dire di essere rimasto impressionato dalla grande voglia di sperimentare. La Schoenlappertje, ad esempio, ricavata da bacche di ribes nero tutto sembra tranne che una birra (mi ha ricordato forse più le sensazioni di un sidro per fragranza e freschezza), la Oesterstout, scura ed alcolica, più adatta, invece, a riscaldare fredde serate invernali accompagnando robusti piatti di selvaggina. Sicuramente, però, la più bevibile e disimpegnata rimane la Mug Bitter. Non che sia questa una birra facile. L’amaro della tipologia è bello pronunciato ed il finale secco ed asciutto lo esalta in modo particolarmente evidente. Naturalmente siamo anni luce lontani da quelle versioni, soprattutto made in Usa, dove le unità d’amaro sfiorano livelli tali da comprometterne la bevibilità. Birra ad alta fermentazione la Mug Bitter è ottenuta da malto di qualità Caramalt 20 per poi essere generosamente luppolata con Hallertau, Goldings e Challenger. Bel colore dorato dai riflessi luminosi. Cappello di schiuma turgido e compatto. Naso fresco, ampio, dalle piacevoli sfumature floreali. Fine e persistente la carbonazione che sostiene un sorso davvero ben equilibrato tra le note dolci del malto e l’amaro del luppolo. Si può abbinare tranquillamente a tutto pasto privilegiando, semmai, quelle preparazioni grasse (anche una semplice mozzarella di bufala oppure una fritturina) dove la punta d’amaro finale della birra può giocare un ruolo determinante di asciugamento (passatemi il termine) e pulizia.
Voto: @@@@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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