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Il vino nel bicchiereSimposi

Rocca di Frassinello: la moderna acropoli dove del vino si fa cultura

Rocca di Frassinello - veduta

Tra le sinuose colline maremmane, dove le mura dei vigneti cingono l’altura di una torre, sorge la cantina Rocca di Frassinello, progettata da Renzo Piano.
La strada d’accesso, un susseguirsi di curve e tornanti lambiti da vigneti, conduce alla cantina, pura ed essenziale nelle architetture, dove il segno del maestro svetta rigoroso e diritto nel ridisegnare la moderna rocca, custode delle tradizioni dell’antica Maremma, selva di sugheri e frassini, etrusche sepolture, riserva di caccia.
Accompagnati da una guida d’eccezione, il dott. Pericle Paciello, direttore marketing Domini di Castellare in Castellina, siamo introdotti con pacata sapienza, nella genesi della concezione aziendale della Rocca di Frassinello, azienda inaugurata nel 2007 e frutto di una joint-venture tra Castellare di Castellina e Domaines Barons de Rotschild-Lafite.

Rocca di Frassinello - vigneti
La cultura del vino si fa narrazione in questo luogo, ove si ripercorrono, visitandole negli ambienti della cantina, le tappe di un enoico viaggio che dall’antica necropoli etrusca di San Germano conduce sino alla contemporaneità dell’estro di David LaChapelle, artista e fotografo statunitense che ha immortalato in un’opera le emozioni avvertite durante il suo soggiorno presso l’azienda. Oggi è possibile ammirare “Rapture of the grape“, l’opera realizzata, nella sua interezza presso la cantina, e nella sua riproduzione sulle etichette di una serie limitata di bottiglie prodotte per l’occasione.

Rocca di Frassinello - David LaChapelle - Rapture of the grape

Nello stabilimento produttivo tutto è funzionale, finanche la bellezza: il sagrato della torre, un terrazzo con lo sguardo che sconfina in maremma, diviene luogo di lavorazione delle uve, il cui mosto scende costantemente dall’alto verso il basso; un basso concepito tra discesa nei tini di lavorazione e passato delle magnifiche decorazioni etrusche.
Nel cuore della cantina, concepito al pari di uno spazio meditativo, la sacrale barricaia. Un quadrato sotterraneo di 40 metri per lato, luogo di riposo raccolto del vino, laddove tutto è in calmo divenire. Divenire in evoluzione del nettare nel legno, e divenire costante lungo il perimetro della cattedrale silente, dove in netto contrasto con l’immobilità delle barriques, si svolgono gli energici lavori del ciclo di produzione.

Rocca di Frassinello - barricaia
Tra i bagliori metallici riflessi dai lucenti tini d’acciaio e il grigio cemento delle vasche di fermentazione, si spalanca l’ennesima porta, che introduce il visitatore nella mostra temporanea “Gli etruschi di San Germano”. L’allestimento di Italo Rota immerge gli ospiti nell’antico cuore del territorio, afferente alla perduta città etrusca di Vetulonia. Qui le ceramiche finemente dipinte tornano a narrare il proprio uso legato al mondo del vino. Privato e pubblico: Rocca di Frassinello, Mibact, Soprintendenza Archeologica e Università di Firenze, lavorano insieme a un progetto di recupero, fruizione e valorizzazione, che prende avvio nella sala della mostra e si conclude con la visita alle tombe monumentali etrusche dell’area archeologica.
Prima di terminare la visita in cantina con la degustazione della moderna produzione vinicola dell’azienda, per gli amanti del turismo esperienziale, un sorso di ‘vino etrusco’ con pepe, fiori, miele e pecorino, per suggellare in un brindisi tremila anni di tradizione vitivinicola.

 

Vermentino 2015
Tipologia: Igt Bianco
Vitigni: vermentino
Titolo alcolometrico: 12,5 %

Rocca di Frassinello - Vermentino

Di un bel colore paglierino netto, questo vermentino ha impatto olfattivo immediato e convincente, acidulo e fresco come un’acqua minerale, floreale di fiori tiglio e d’arancio, fruttato d’agrumi, deciso, quasi ad emulare quella frizzantezza negatagli dall’assenza di anidride carbonica.
Equilibrato, sapido e quasi dissetante al gusto, si lascia bere senza pretendere attenzione, discreto ma gradevole, con un finale coerente all’olfatto che appena aggiunge rimandi di miele di tiglio, fine e persistente.
Valutazione: @@@+

 

Maremma Toscana Poggio alla Guardia 2014
Tipologia: Doc rosso
Vitigni: merlot 40%, cabernet sauvignon 40%, sangiovese 15%, syrah 5%
Titolo alcolometrico: 14 %

Rocca di Frassinello - Poggio alla Guardia

Sa di Francia, sa di macchia mediterranea, sembra di essere in Provenza, ma non è come i vini di lì.
Di un bel rubino cristallino e vivace, non troppo concentrato, il Poggio alla Guardia ha impatto vegetale sì, ma selvaggio, silvano, di terra salata, lambita dal mare. Aulente di bacche rosse, di corbezzoli, ma anche di lamponi e ribes rossi, che lasciano prevedere una beva leggera ma non scontata, è gradevole ma nervoso, tonico, con le caratteristiche dinamiche in evidenza, tannino da smussare ma che ben si adatta al contesto, sapido.
Ottimo a tutto pasto, pranzi e cene a base di carni, anche grasse e/o cucinate al forno.
Valutazione: @@@@

 

Maremma Toscana Rocca di Frassinello 2012
Tipologia: Doc rosso
Vitigni: sangiovese 60%, merlot 20%, cabernet sauvignon 20%
Titolo alcolometrico: 14,5 %

Rocca di Frassinello - Rocca di Frassinello

Composto, austero, di gran classe, il Rocca di Frassinello si intuisce già nel calice. Limpido, saldo colore granato, di giusta concentrazione. Ha impatto elegante, di sottobosco, di lampone e ribes nero tendenti alle loro gelatine. Poi le spezie dolci, le note tostate, i sentori balsamici di eucalipto, la resina. Al gusto si concede in crescendo, rinnovando ed enfatizzando le sensazioni occorse, stimolando la curiosità e i sensi con un corpo solido ma sinuoso. Equilibrato, vivacizzato da un tannino presente ma carezzevole, e dalla mineralità estratta dalle sapide terre di Maremma, che da sempre caratterizzano i loro frutti. Termina, si fa per dire, in un lungo finale confitto e balsamico, che soddisfa e invita al rinnovo della seducente esperienza.
Valutazione: @@@@@

 

Simona Soprano e Maurizio Taglioni

 

Maurizio Taglioni

Sociologo e giornalista enogastronomico, è direttore responsabile di laVINIum - rivista di vino e cultura online e collabora con diverse testate del settore. Ha curato la redazione dell’autobiografia Vitae di un vignarolo di Antonio Cugini (2007), ha scritto il saggio “Dall’uva al vino: la cultura enologica ai Castelli Romani” in Una borgata che è tutta un’osteria a cura di Simona Soprano (2012), e ha pubblicato la ricerca socio-economica «Portaci un altro litro» - Perché Roma non beve il vino dei Castelli (2013). Collaboratore scientifico del Museo diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, porta avanti dal 2009 la ricerca qualitativa volta alla raccolta e documentazione delle storie di vita degli anziani vignaioli dei Castelli Romani, confluita nell’allestimento museale multimediale Travaso di cultura e nell’installazione artistica itinerante Vite a Rendere, per la riscoperta e il recupero delle tradizioni vitivinicole dei Castelli Romani.

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