“Le Printemps des Champagnes”: Vignerons de Champagne uniti nella diversità

“Le Printemps des Champagnes”, la settimana di degustazioni che riunisce venti diverse associazioni di Vignerons, che si tiene a Reims dal 2009 nel mese di aprile, è diventata in breve tempo un must per professionisti di settore provenienti da oltre 40 paesi di tutto il mondo. All’insegna del motto “uniti nella propria diversità” ciascuna Associazione ha scelto una diversa location all’interno della stessa città per la propria degustazione ma tutte hanno condiviso la volontà di creare un evento che consenta in un lungo week-end di far conoscere in una atmosfera amichevole ai potenziali buyers la composita diversità dei terroirs dello Champagne.

Caratteristica comune di tutti gli eventi è che sono presentati da ciascun Vigneron oltre a due/tre champagne di diversa tipologia e assemblaggio uno o più “Vin Clair“. Nello Champagne con questo nome si identifica il vino “tranquille”, ottenuto dopo la prima fermentazione, quindi senza bolle, degustare questo vino è prezioso per la qualità di una vendemmia e per determinare i futuri assemblaggi, per consentire agli aromi di svilupparsi; queste degustazioni abitualmente si svolgono nel mese di aprile. Per definizione il “Vin Clair” è un vino non finito. Il sapore è così speciale, con marcata acidità e un basso dosaggio di alcool. Per ridurre l’acidità alcuni produttori lo hanno servito a temperatura ambiente.
“Bulles Bio en Champagne“, allestito nel centro storico di Reims presso “Le Manege”, teatro costruito nel 1865, e giunto alla sua 8ª edizione, riunisce 63 vignerons dell’ACB (Association des Champagnes Biologiques) che, motivati da una ricerca di armonia che deriva dalla ricchezza della vita microbica della natura, si dedicano a coltivare le vigne senza l’uso di sostanze chimiche o prodotti di sintesi. L’impegno per la coltivazione biologica a volte può comportare maggiori costi e minori rese in vigna. L’area dello Champagne è vicino al limite della produzione del vino sostenibile. Fin dalla loro introduzione nel 19° secolo, le viti dello Champagne sono state oggetto di attacchi violenti di muffa e fillossera. Questo impegno richiede una cura costante nei vigneti e comporta più elevati costi di produzione, ma i benefici aggiunti di questi sforzi sono innegabili, producendo Champagnes dalla distintiva e vivace personalità.
Fra tutti gli Champagnes presentati dai 34 Vignerons che hanno partecipato all’evento ho scelto di degustare oltre a quelli a me noti alcuni emergenti segnalati da amici:
André Beaufort
Tre gli Champagnes in degustazione, tutti con il medesimo assemblaggio (80% Pinot Noir, 20% Chardonnay) presentati dal giovane enologo italiano Edoardo Veltroni, che sta facendo un percorso formativo in azienda. Dal 1971 la famiglia Beaufort lavora secondo i dettami del bio. È sicuramente il “Vigneron” più originale: riporta in etichetta l’esclusione di ogni concime chimico, diserbante, insetticida dalla coltivazione dei vigneti. Sostiene altresì l’utilizzo di composti vegetali e trattamenti secondo aromaterapia e omeopatia (André è allergico a tutto). Superficie 7,5 ha certificati bio dal 1997, divisi tra Polisy (Côte des Bars – suolo argilloso kimmeridgiano*) e Ambonnay (Grand Cru – suolo calcareo), dalla prima denominazione presentati:
- Brut Millesimè 1997: scorze di agrumi, note limone e di canditi, i suoi 9 anni di affinamento sur lattes portano grasso al palato e una meravigliosa finezza di bolle.
- Demi Sec Millesimè 2004: sentori di miele e nocciole dosage 45 gr / l., una quantità molto elevata, questa scelta stilistica di dolcezza è consentita dal lavoro in vigna che garantisce elevate acidità, per cui il consistente grado zuccherino è sempre ben equilibrato dalla freschezza.
- Dal terroir di Ambonnay proviene il Brut Millesimè 2003 Grand Cru, dallo sviluppo grasso e articolato, basato su un frutto maturo, ma molto nitido, dalle note ossidative e dal rimando gustativo balsamico e molto fluido.

Robert Barbichon
Siamo a Gye-su-Seine (Côte des Bar), certificazione biodinamica dal 2012, superficie di 9 ha, suolo kimmeridgiano, su una maggioranza di impianti di Pinot Noir utilizzo sempre maggiore del Pinot Bianco vitigno storico della regione. Thomas Barbichon ultimo di quattro generazioni di vignerons ci presenta due champagne:
- Blanc de Blancs Brut: (Chardonnay 85%, Pinot Bianco 15%), vendemmia 2012 (100%), dosaggio 7 gr/l., ha aromi floreali e fruttati (melone, susina), s’impone una spiccata mineralità che ritroviamo in una bocca arricchita da note agrumate e sapidità suadente; mandorla, mentolo e un sottile amaro portano vivacità ad un finale molto piacevole.
- Reserve 4 Cepages Brut: (cuvèe di annate diverse di Chardonnay 9%, Pinot Bianco 12%, Pinot Meunier 9%, Pinot Nero 70%), dosaggio zero. Al naso note contrastanti di frutti rossi e bianchi con sfumature speziate e camomilla, anche se note tipiche del Pinot Noir prevalgono nettamente in bocca chiudendo con un finale di lunga freschezza.

Marguet
Le viti di Benoit Marguet (certificazione Demeter dal 2008) hanno un’età media di 40 anni e sono costituite da Grand Cru (Ambonnay) e residualmente a Bouzy: agli 8 ettari di proprietà se ne aggiungono poi altri di conferitori consolidati. Tutte le parcelle vengono vinificate e affinate separatamente in barriques per 9 mesi, Benoit decide di anno in anno la composizione delle cuvée, nessuna aggiunta di solforosa e nessun dosaggio finale.

- Shaman 14 Rosè Grand Cru Extra Brut: vendemmia 2014, assemblaggio di Chardonnay (67%) & Pinot Noir (33%), affinamento 24 mesi sui lieviti, colore buccia di cipolla, perlage delicato ed avvolgente, naso di frutti rossi, pesca, delicata speziatura e note iodate; in bocca è avvolgente e complesso, estratto di frutta, mineralità ferrosa, note ematiche e acidità in perfetto equilibrio.
- Shaman 13 Grand Cru Extra Brut: frutto dell’85% della vendemmia 2013 e di un 15% di “Vin de reserve”, Pinot Noir (76%) e Chardonnay (24%), affinamento 30 mesi sur lattes, naso con sentori di frutta candita che si intrecciano a note esotiche legate alla dolcezza del frutto, il palato risulta di grande cremosità e buon corpo, la bollicina estremamente sottile contribuisce a farne risaltare la freschezza, finale lungo e persistente.
- Sapience 2006 Premier cru Extra Brut: questa cuvée è la prima annata di un progetto comune con Hervé Jestin “Trois L.”, realizzato con uve Chardonnay (66%) e Pinot Meunier (34%), certificate Ecocert, provenienti da porzioni selezionate di tre vigneti di Benoit Lahaye (Pinot Noir), Vincent Laval (Pinot Meunier) e David Leclapart (Chardonnay). Colore giallo dorato supportato da bollicine finissime, naso elegante su note sottili di fiori bianchi, seguiti da pesche bianche e aromi finemente boisé; in bocca attraverso note di miele rilascia un perfetto equilibrio fra potenza e complessità, arricchito da note speziate e una trama minerale che ci accompagna fino alla fine. Uno stile unico e intrigante che ci fa venire in mente una citazione di William Blake: “The path of excess leads to the tower of wisdom”.
Laurent Bernard
La famiglia ha iniziato la sua avventura nel 1878 e da allora si è dedicata a migliorare la coltivazione del suolo e della vite, così come la qualità del vino.
La vigna di 2,45 ettari si trova a Mareuil- sur-Ay (Vallée de la Marne) ed è classificata come Premier Cru; l’età media degli impianti è di 22 anni, la certificazione bio è partita dalla vendemmia 2012. La produzione annuale è di 8000 bottiglie.

- Vibrato Extra Brut 2012: frutto di una sola vendemmia, è un assemblaggio di Pinot Noir (40%), Pinot Meunier (40%) e Chardonnay (20%), vinificazione 50% in barrique e 50% in acciaio, fermentazione alcolica e malolattica naturale, dosaggio zero, senza solfiti aggiunti. Colore giallo con riflessi verdolini, bollicine finissime e chiare, naso con una profonda rete minerale con un tocco di prugna, in bocca gli aromi minerali si trasformano in un concentrato più ricco di albicocca secca, prugna, lievito e brioche, gli aromi si sviluppano e offrono una elegante golosità in armonia con il corpo vivace, il finale è lungo e delizioso.

Charlot-Tanneux
“Io non sfrutto le mie parcelle ma le coltivo per l’espressione massima del terroir, mi considero un artigiano della terra”, dice Vincent Charlot. Superficie certificata biologica dal 2013: 4,20 Ha, impianti da selezione massale innestati nella fenditura sul portainnesto, località Mardeuil (Vallée de la Marne). Vincent Charlot è uno dei pochi vigneron della zona che si dedica personalmente alle proprie preparazioni biodinamiche ed è un forte sostenitore che qualsiasi malattia in vigna può essere gestita omeopaticamente. Le sue parcelle testimoniano la sua passione per la biodiversità che le popola, tra cui varie specie di fragole e carote che crescono spontaneamente, api che impollinano cespugli di lavanda e funghi che spuntano fra le viti. Non è solo un’esperienza visiva, ma spirituale. “La saggezza tocca la stravaganza, e d’altra parte un saggio merita di chiamarsi così soltanto nella misura in cui è un originale, un tipo strambo”. Emil Cioran
- Fruit de ma Passion Extra Brut Millesimé 2013: cuvée di Pinot Meunier (50%), Chardonnay (30%) e Pinot Noir (20%), soltanto due parcelle dal suolo prevalentemente gessoso (che qui chiamano “craie”), con un po’ di argilla e silice. Vinificazione 9 mesi in barrique di quercia con fermentazione alcolica in lieviti indigeni, no malolattica, affinamento 24 mesi sur lattes, dosaggio 4,5 g/l. Colore giallo paglierino con raffinata effervescenza; naso complesso, felce, noce moscata, zafferano, ananas fritto, rum, maraschino, frutto della passione, gigli bianchi e un tocco di dolce e fresca mandorla. Palato pieno e dinamico con aromi di pesca bianca, cetrioli, ananas, pane di segale. Il finale è lungo e potente con legno tostato, limone, pistacchi, cannella, scorza di limone e una mineralità molto spiccata, il tutto ben bilanciato.

- L’Extravagant “sans soufre” Millesimé 2013: Chardonnay (100%), champagne dalla spiccata personalità, il suo nome non potrebbe essere più appropriato. Vinificazione: no fermentazione malolattica, senza solfiti aggiunti, senza filtrazione e chiarifica, 11 mesi in barrique, i mosti provengono dagli ultimi 20 litri delle uve pressate dalle parcelle migliori, qualcosa di molto insolito nella Champagne. Questo porta struttura, vinosità e uno straordinario potenziale di invecchiamento. Dosaggio 3 g/l. Naso con aromi floreali, agrumati e mineralità. Palato minerale, vinoso, la carbonica è integrata, buona acidità, agrumi, finale ammandorlato.
- Le Rubis de la Dune – Rosé de Saignée Extra Brut: vitigni Pinot Meunier (80%) e Pinot Noir (20%), proviene dalla parcella “La Dune” (lieux dit) impiantata nel 1955, suolo argilloso-limoso e siliceo, frutto esclusivamente della vendemmia 2011. Vinificazione: macerazione 14 ore sulle bucce, lieviti indigeni, no fermentazione malolattica, affinamento sulla feccia 11 mesi in barrique e 36 mesi “sur lattes”, dosaggio 5 g/l. Colore rosso lampone luminoso con tonalità rosa salmone, profumi intensi di ciliegie, fragoline di bosco, un accenno di fumo, un tocco di caramello, in bocca secco e abbastanza corposo con succosi sapori di ciliegia, di lampone, di caramello e un pizzico di mineralità gessosa. L’alta acidità mantiene inalterato il corpo e la struttura. Sapori di salsa di mirtillo, marmellata di ciliegia e spezie di legno nella finitura, una volta che i sapori della frutta svaniscono, un tocco leggero di minerale salato rimane nel retrogusto.

Pascal Doquet – “passione, sperimentazione, consapevolezza”
Pascal ha preso in mano l’azienda del padre Jeanmarie dal 1995, dal 2004 ha lanciato il suo marchio personale dando inizio alla conversione bio, terminata con la certificazione della vendemmia 2011. Le vigne per un totale di 8,66 ha sono situate per il 60% nella “Côte des Blancs” e per il 40% nella “Côtes du Perthois”, età delle viti da 6 a 81 anni per un’età media ponderata della superficie di 37 anni, i terroirs sono vinificati separatamente, i millesimé rappresentano ciascuno un villaggio: Vertus e le Mont Aimé sono Premier Cru, mentre Le Mesnil sur Oger è Grand Cru. La vinificazione è la più naturale possibile utilizzando lieviti indigeni, le dosi di solfiti sono basse, circa due terzi in vasche di acciaio smaltato, meno inclini allo sviluppo di aromi di riduzione come succede con l’acciaio inox, e un terzo in botti di rovere, principalmente per i vini millesimati, fermentazione malolattica svolta.
- Horizon Blanc de Blancs Brut: Chardonnay (100%), terroir Bassuet & Bassu (Cotes du Perthois) da impianti del 1970, cuvée delle vendemmie 2013 (70%) e 2012 (30%), affinamento 36 mesi sui lieviti in bottiglia, dosaggio 6 g/l. Naso con sentori di ananas, mele mature e fiori bianchi, accompagnati da sensazioni minerali che si allungano su una bocca fresca di limonata, finale persistente su note di mandorla tostata.
- Arpége Premier Cru Blanc de Blancs Brut Nature: Chardonnay (100%), terroir Vertus, Villeneuve, Mont Aimé (Côte des Blancs), cuvée delle vendemmie 2010 (62%), 2011 (38%), si fonda su tre note di terroirs in un accordo importante sul gesso profondo: la vinosità profusa dalle ricche argille di Vertus, la finezza proveniente dalla superficie del suolo di Villeneuve e la mineralità cristallina dal melange di sabbia e gesso del Mont Aimé, il 20% del mosto viene vinificato in fusti di legno, dosaggio 4 g/l. Colore giallo paglierino brillante, naso si apre con sentori di mela croccante, agrumi canditi e floreali (camomilla), seguiti da sensazioni di miele e tostatura, il sorso è fresco, minerale sostenuto da una spina acida che lo allunga in un finale sapido e persistente.
- Anthocyanes Rosé Premier Cru Extra Brut: Chardonnay (66%) e Pinot Noir (34%), terroir Bergéres- les-Vertus, Vertus, Le Mesnil-sur-Oger (Cote des Blancs), cuvée delle vendemmie 2010 (34%), 2011 (46%) e 2012(20%), dosaggio 4 g/l.. Le profonde argille delle colline di Vertus sono un magnifico substrato per fornire densità di materia e colore a questo Rosé. Colore rosa salmone con riflessi arancione di buona intensità, perlage fine e persistente, al naso sottili profumi di arancia, frutti di bosco, ciliegia, mele ed erbe aromatiche, sorso tonico e ampio insieme con una certa vinosità, il finale si presenta diritto e si estende in una lunga persistenza aromatica.

Fleury Pére et fils – “nous somme les pionniers en biodynamie depuis 1989″
Dal 1895 la storia della famiglia è ancorata al cuore dello Champagne meridionale nel terroir della “Côte des Bar“. Jean-Pierre ha preso le redini nel 1962 arrivando a diventare nel 1989 il primo produttore champenois in coltivazione biodinamica (certificato dal 1993), dal 2009 è entrata in scena la quarta generazione rappresentata oggi da Jean-Sebastien. A lui è dovuta la creazione di una galleria di 8 botti di rovere da 60 Hl per accogliere la vinificazione dei vini dell’ultima vendemmia e l’invecchiamento dei vini da riserva, a lui si deve anche la prima cuvée senza solfiti aggiunti “Sonata N°9”. Superficie certificata 15 ha nella zona di Courteron (Aube), suoli argilloso-calacarei formatisi nello stadio kimmeridgiano.
- Bolero 2006 Extra Brut: Pinot Noir (100%), età delle vigne 20-25anni, vinificazione: in serbatoi smaltati termo-regolati (50%) e in fusti di rovere (50%), fermentazione malolattica svolta, presa di spuma sotto tappo in sughero, affinamento sur lattes 9 anni, dosaggio 2,6 g/l. Naso ricco e complesso di note di frutta secca, pane tostato, caramello che si ritrovano in bocca, sostenuta da una mineralità molto salina, combinando in modo perfetto acidità e dosaggio zuccherino, finale lungo con sapori di menta, pere e agrumi.
- Sonate 2011 Extra Brut: Pinot Noir (60%) e Chardonnay (40%), parcella “Val Prune”, età degli impianti 35 anni, vinificazione: maturazione in fusti di rovere (45%) e in serbatoi smaltati (55%), affinamento in bottiglia 51 mesi, dosage 0,9 g/l. Naso compatto e molto ampio, inizia con la frutta fra pera e albicocca, noci tostate, pasticceria secca e cereali, seguono agrumi (cedro) e note minerali. In bocca è vibrante di una tagliente acidità, che lascia il passo alla crosta di pane e alla frutta gialla. La sensazione minerale compare e persiste nel finale.

Olivier Horiot
Marie e Olivier Horiot, viticoltori da 12 generazioni, sono sperimentatori nell’anima ed esploratori del loro terroir, la loro passione è scoprire la ricchezza e la complessità del più Grand Cru dello Champagne: “Les Riceys”, villaggio situato nel cuore della “Côte des Bars” con 866 ha di vigneti, 3 A.O.C. e 288 Vignerons. Certificazione bio dal 2017, superficie 8,23 ha, suolo argilloso-calcareo di origine kimmeridgiano. 7 i vitigni certificati: Pinot Noir, Pinot Meunier, Chardonnay, Arbane, Petit Meslier, Pinot Grigio, Pinot Bianco. Vinificazione e affinamento in fusti di rovere per 12 mesi.
- Metisse Extra Brut: da “metissage” (mescolanza) di Pinot Noir (80%) e Pinot Bianco (20%), terroir marne e argille, frutto della vendemmia 2014 (80%) e 2013 (20%), dosaggio 2 g/l, colore paglierino con riflessi dorati accoppiato a una bella effervescenza, naso di frutta esotica seguita da note carnose e boisé, in bocca rivela sapori agrumati e salini apportati dal Pinot Bianco e una bella tensione apportata dal Pinot Nero, fresco il finale di media persistenza.
- 7 cepage: Vin clair ottenuto dall’assemblaggio delle sette uve certificate della vendemmia 2016. Un succo d’uva, una mini-cuvée che utilizzando il metodo Solera è destinata a diventare uno champagne per pochissimi fortunati.

Dehu – “Piccolo è bello”
Certificato dal 2017, una sola parcella (1,68 ha) e un solo vitigno Pinot Meunier, Benoit Dehu compie ridotti interventi in vigna e in cantina, ci propone questi suoi esperimenti:
– “41B“: ottenuto da impianti con il portainnesto omonimo di una parte della stessa parcella, naso intenso di aromi di mela, pesca gialla e albicocca.
- Cuvée de “La Rue des Noyers” (lieux dits): vendemmia 2014, terroir villaggio di Fossoy (Vallée de la Marne), vinificazione e affinamento di 11 mesi in barriques costruite con legno di rovere della foresta di Meilleray (Ile de France), dosaggio zero. Naso con aromi di miele, prugne e mele cotogne, in bocca la ricchezza e la pienezza del vitigno sono compensate dalla freschezza e mineralità del terreno argilloso.
Georges Laval
Anche se suo padre gli aveva consigliato di non fare questo lavoro altrimenti sarebbe morto di fame, Vincent Laval non ha mollato e ha preso in mano il timone nel 1996. Recoltant Manipulant a Cumiéres (Vallée de la Marne), dove gli archivi del comune indicano che i suoi antenati coltivavano la vigna nel 1694. Circondato da viticoltori che si preoccupano di come aumentare la produttività per ettaro, Vincent “Braveheart” è diventato il capo dei ribelli che si battono per il suolo e le piante vive, quindi delle belle uve. Superficie certificata dal 1988: 2,55 ha, la sua parcella di Cumiére, su una collina ad anfiteatro esposta a sud, gode di condizioni privilegiate di insolazione favorevoli alla maturazione precoce dei grappoli, età media degli impianti circa 30 anni. Vinificazione: il mosto viene affinato in botti di quercia dove i lieviti indigeni naturali lo trasformano in vino bianco per circa 10 mesi. La qualità delle uve, il lungo periodo di vinificazione, il ridotto volume delle botti permettono una chiarificazione naturale senza alcun prodotto di decolorazione, senza collatura e filtrazione. L’invecchiamento sui lieviti dura da due a quattro anni a seconda della cuvée. Il remuage si effettua poi manualmente su pupitre.
Queste le cuvèe in degustazione:
- Cumiéres Premier Cru Brut Nature: cuvèe di Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier in parti uguali della sola vendemmia 2015, affinamento in fusti di rovere 8 mesi, sboccatura 1 febbraio 2017, dosaggio zero. La scelta di anticipare la sboccatura al di sotto del minimo periodo di affinamento sui lieviti (18 mesi da lui seguito abitualmente) presentando con la sua etichetta un vino non ancora pronto per la vendita, al fine di soddisfare i fans presenti a Bulles Bio, ha finito per deludere le aspettative, dato che il confronto con la cuvée precedente si è rivelato a dir poco inadeguato, inevitabile rinviare il giudizio di 12 mesi.
- Garennes Extra Brut: cuvée di Pinot Meunier (90%), Pinot Noir (5%), Chardonnay (5%) e delle vendemmie dei seguenti cru Chambrecy 2015 (40%), Cumiéres 2014 (29%), Cumiéres 2013 (30%), Cumiéres 2011 (1%). Dosage 2g/l. Questa è una nuova cuvée presentata en primeur per questo evento che sarà in vendita a partire da settembre. Anche se si tratta di diverse annate e non di una sola come il precedente valgono le stesse considerazioni fatte sopra.
David Leclapart – “Il cielo origina, la terra nutre e l’uomo affina” – Bernard de Clairvaux
Secondo David, quarta generazione di una famiglia di vignerons, le forze creative dietro la biodinamica (acqua, terra, vento e fuoco) operano in perfetto accordo con i suoi quattro principi: “Pureté, Energie, Plaisir, Ecologie“, per mostrare come la natura si esprima attraverso lo champagne. Certificato dal 2001, superficie di 3 ha suddivisi in 20 parcelle, suoli di marne calcaree del villaggio di Trépail (Montagne di Reims), un Premier Cru dove la stragrande maggioranza degli impianti è rappresentato da Chardonnay. I principi che reggono il suo lavoro in cantina sono identici a quelli nella vigna: precisione, rispetto della vita e dei suoi ritmi, ricerca della purezza. Ciò si traduce in una vinificazione, senza alcun assemblaggio di annate affinché il clima scolpisca i contorni del vino. Uso di legni di vario passaggio e/o serbatoi di acciaio smaltato, fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, malolattica svolta ma non indotta, dosaggio zero, solforosa bassissima. La mancanza di spazio per lo stoccaggio, problema tipico dei piccoli récoltant, impedisce di osservare l’invecchiamento minimo di tre anni previsto dal disciplinare per i vini millesimati. David esce quindi con dei millésime “di fatto”.
- L’Artiste Blanc de Blancs Premier Cru Pas Dosé: Chardonnay (100%) da vecchie vigne di 30 – 50 anni, frutto della vendemmia 2011, vinificazione 50% in serbatoi di acciaio smaltato e 50% in barriques di rovere, dosaggio zero. Colore giallo dorato, perlage fine e persistente, naso con aromi intensi di pera, brioche, vaniglia, menta e mandorla, seguiti da richiami di spezie, lieviti e crema; il sorso è teso e verticale, asciutto e complesso, finale di lunghissima persistenza.
- L’Astre Blanc de Noirs Premier Cru Pas Dosé: Pinot Noir (100%) frutto della vendemmia 2013 di quattro differenti parcelle, di cui una vitata nel 1950, vinificazione in barriques di seconda mano, affinamento 12 mesi “sur lattes”, dosaggio zero. Colore giallo dorato intenso, con sfumature rosate, naso complesso e minerale, dallo stile ossidativo, con sentori di frutti di bosco, liquirizia e crosta di pane, palato molto intenso, cremoso e strutturato, lunghissimo finale.

Leclerc Briant
Tenuta di famiglia creata nel 1872 da Lucien Leclerc, la conversione al biodinamico inizia nel 2000 e termina nel 2008 per iniziativa del terzo discendente Pascal. La sua prematura scomparsa nel 2010, quando ara diventato il più importante produttore biodinamico, conduce alla vendita di parte dei vigneti. Due anni più tardi una coppia di americani appassionati acquista la piccola maison con lo scopo di rilanciarla e ne affida la guida a Frederic Zeimett, figura di rilievo nello champagne per la sua esperienza in alcune grandi maison. La scelta non poteva essere più azzeccata in quanto Frederic non perde tempo, prima ottiene la fornitura di uve biodinamiche per l’equivalente di 15 ettari che si aggiungono ai 9 ha rimasti nella proprietà (età media delle vigne 30 anni), quindi si assicura la consulenza dello chef de cave Hervé Jestin , il guru della biodinamica in Champagne. L’accoppiata (“l’Anima e il Genio”) si rivela vincente e il brand è tornato a brillare grazie ad alcuni nuovi progetti che hanno avuto un grande impatto mediatico. Superficie certificata 9 ettari, principalmente Premier Cru dei villaggi di Cumiéres, Hautvillers, Rilly La Montagne, Mareuil sur Ay, Bisseuil.
- Reserve Brut: assemblaggio di Pinot Noir (40%) Pinot Meunier (40%), Chardonnay (20%), cru: Cumierès, Verneuil, Sermiers, Epernay e Cramant, frutto della sola vendemmia 2013, dosaggio 4 g/l. Naso delicato, sottile, sulle sfumature di frutta gialla matura, accompagnata da un pizzico di mineralità e note di miele. Al palato rivela una sensazione minerale e vegetale, in equilibrio fra vinosità, delicata acidità e intensa purezza iodata. Finale su note più evolute e leggermente amare.
- La Croisette Blanc de Blancs Brut: Chardonnay (100%) della vendemmia 2013, frutto di una parcella storica della Maison (lieu-dit) di 0,6 ha, piantata alla metà degli anni 60, da cui prende il nome nel comune di Epernay: vinificazione e affinamento di 9 mesi in barriques, sboccatura agosto 2016, dosaggio zero. Colore giallo paglierino con riflessi argentati, naso cremoso e gourmand con note di fiori bianchi, nocciole, seguite da mimose, liquirizia, mela cotogna. In bocca buono l’equilibrio fra tensione e salinità, sostenuto da un’acidità citrica e dall’amaro tipico del suolo gessoso, il finale rimane pieno e deliziosamente salino e seduce con le sue evocazioni floreali e di frutta candita.
- Rosè Brut: cuvée di Chardonnay (95%) e Pinot Noir (5%) crus Chouilly, Montgueux, Essoyes & Les Riceys, frutto della sola vendemmia 2014, dosaggio 3 g/l. Bollicine fini e leggere che esaltano la sensazione di fluidità del tutto, naso dalla finezza e ricchezza fruttata, in bocca è fresco e concentrato.

Vincent Couche – La passione del Terroir
Si presenta così: “Io rivelo qui la mia intimità, questo abbraccio quotidiano che mi lega irrevocabilmente alla mia vigna. Quando sono con lei, il mio cuore esulta. Lei mi parla. Mi compiaccio per queste conversazioni silenziose e fusionali.”
I 13 ha di vigneti sono ripartiti fra due comuni della “Côtes de Bar”: Montgueux con una parcella di 3 ha di Chardonnay esposta a sud dal suolo calcareo del Cretaceo e Buxeuil (marne calcaree del kimmeridgiano) con 10 ha di vigneti principalmente di Pinot Noir, certificazione biodinamica (Demeter) dal 2011.
- Chloé Brut Nature: frutto delle vendemmie 2011, 2012 e 2013 di Pinot Noir (66%) e Chardonnay (34%) terroirs Montgueux e Buxeuil, vinificazione in botti al 50%, metodo Solera che si rinnova al 25% ciascun anno, senza solfiti aggiunti, dosaggio zero. L’effervescenza è vivace e gioiosa. Bollicine fini e un bel rinnovamento. Freschezza e tensione in tutto. Al naso, aromi canditi (limone, mela cotogna), un tocco di zenzero e note di pasticceria (brioche, burro). In bocca un modello di equilibrio fra freschezza e tensione, finale agrumato accompagnato da una delicata acidità.
- Reserve Intemporelle Brut Nature: questa cuvée è frutto delle vendemmie 2011 e 2012, Pinot Noir (65%) e Chardonnay (35%), gli stessi terroirs del Chloé, vinificazione in tini e botti 33%, dosaggio zero. Al naso note di pompelmo e frutta candita (mele cotogne, lamponi, albicocche), palato puro e fresco, dalla tensione superba e snella, finale persistente mentolato e minerale.
- Elégance Extra Brut: prodotto con le vendemmie 2001, 2012, 2013 di Pinot Nero (80%) e Chardonnay (20%) solo dalle parcelle del villaggio di Buxeuil su suoli argillosi e calcarei, vinificazione in botti 10%, naso con profumi penetranti di more, note leggermente ossidative, palato di frutta gialla e bianca candita e una sorta di untuosità nella freschezza finale.
Christophe Lefévre
Vignaiolo appassionato della coltivazione biologica sin dagli anni 90 coltiva i suoi vigneti, esposti a sud, che si estendono nel borgo di Mont Bonneil, dominante la Valle della Marna, tra i comuni di Château-Thierry e Charly sur Marne. Superficie certificata dal 2010: 4,30 ha. Un dislivello di 100 metri, la base della collina è costituita da un limo sabbioso di origine alluvionale, a mezza costa il suolo è calcareo con un substrato sabbioso e nella parte alta è argilloso/calcareo. La ricchezza e diversità di questi suoli donano delle cuvée emozionanti. Vinificazione in vasche smaltate per mantenere una nota fruttata, fermentazione malolattica naturale, tutti gli champagne sono messi in commercio minimo tre anni dalla vendemmia e 6 mesi dalla sboccatura.
- Cuvée Prestige Extra Brut: assemblaggio delle uve della vendemmia 2011 di Pinot Meunier (60%), Pinot Noir (30%) e Chardonnay (10%), terroir Bonneil (Aisne), affinamento 3 anni sui lieviti, dosaggio zero. Colore giallo paglierino con perlage fine e persistente, naso inizialmente di frutti di bosco, arricchito da note tostate e da richiami alla brioche, ai lieviti e alla cera d’api. Palato succoso e fruttato, gioca sull’equilibrio tra freschezza, mineralità e sapidità, finale acidulo e salivante.
- Rosè de Saignée Brut Nature: frutto di Pinot Noir (100%) dell’unica vendemmia 2013 di una singola parcella “les vignes à betes” di mezza costa, terroir Azy-sur-Marne. Vinificazione: macerazione 36 ore, affinamento 36 mesi sui lieviti, dosaggio zero. Colore rosso corallo luminoso e cristallino, con perlage fine e persistente. Il bouquet si sviluppa inizialmente su frutti di bosco, seguiti da ricordi di lieviti e crosta di pane. Equilibrato, di buon corpo e coerente con il naso all’assaggio.
- Cuvée Alexandrine – Blanc de Blans- Brut Nature- millesimè 2008: frutto di Chardonnay (100%) da impianti di 60 anni di una singola parcella (Aby), dosaggio zero. Colore giallo paglierino, naso eleganza e finezza con aromi di fiori bianchi, vaniglia e brioche. Palato freschezza e vivacità.

Mouzon-Leroux
Sebastien l’Atavico (“Ricomparsa nel discendente di uno o più caratteri che erano appartenuti a uno degli antenati”).
Le origini della Maison risalgono al 1776, Sebastien l’ultimo discendente della famiglia, nel 2008 ha dato una svolta alla coltivazione delle vigne scegliendo la via della viticoltura biodinamica su una superficie di 7,5 ha di proprietà, suddivisi in 50 parcelle principalmente nel Grand Cru di Verzy (Montagne de Reims), età media degli impianti 32 anni, suoli argilloso-calcarei e silice, sette varietà di uva perfezionano questa sua ricerca della diversità (Arbanne, Petit Meslier, Pinot gris, Pinot Blanc, Pinot Meunier, Pinot Noir e Chardonnay). Fermentazione con lieviti indigeni in contenitori variabili dall’acciaio al legno di varie dimensioni, in una sperimentazione continua per produrre vini complessi e corposi, fermentazione malolattica svolta, niente collage né filtrazioni, molto pochi o zero solfiti, l’affinamento in bottiglia “sur lattes” variabile da 24 mesi ai 6 anni a seconda delle cuvée.
- L’Atavique Brut Reserve Grand Cru: cuvée di Pinot Noir (65%) e Chardonnay (35%), dell’unica vendemmia 2014, dosaggio 3g/l. Naso dalle note floreali ed esotiche, ben equilibrato in bocca scorrevole e dinamico tra forza e finezza, fruttato e leggero.
- L’Incandescent Grand Cru Rosé de Saignée: Pinot Noir (100%) frutto della vendemmia 2014, vinificazione 25% in botti di rovere e 75% in piccoli tini di acciaio, dosaggio 1g/l.. Abito color salmone abbastanza sostenuto, naso evoca frutti di bosco macerati, sfumature floreali, vaniglia e zafferano e un leggero sentore di pepe. Al palato è possibile trovare l’intensità e la morbidezza dai frutti di bosco, pesca e sottile di mentolo, lunghezza complessa da una luce finale grazie ai minerali.
- Ratafia L’Exaltant Grand Cru: cuvée di Pinot Noir (100%) delle vendemmie 2014 e 2015, macerazione 24 ore, no fermentazione alcolica, no malolattica, no filtrazione, no collage, “mutage” del succo d’uva con l’alcol e brandy, questo processo consente di conservare una notevole quantità di zuccheri naturali dell’uva che conferiscono al vino la tipica dolcezza e un tasso alcolico elevato, dosaggio zero. La sua dolcezza nasconde aromi di frutta candita e uva fresca. Palato armonico, felice miscela di finezza e potenza.
Considerazioni finali: livello degli Champagne in degustazione molto elevato anche se la maggior parte dei vini aveva come base l’annata 2013, molto tardiva anche se molto fresca e generalmente inferiore al 2012, l’ultima grande année in commercio. Per poter degustare la nuova Grande Année 2015 dovremo aspettare almeno fino a Bulles Bio 2019. Purtroppo non è stato possibile degustare almeno uno champagne per ciascuno dei Vignerons presenti, in quanto nel pomeriggio era in programma la degustazione dei 18 vignerons dell’associazione “Les Mains du Terroir”.
Giacomo Umberto Busulini




