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La Lupinella e le sue vigne tra Montespertoli e Vinci

vigneto azienda La Lupinella

Nonostante quest’anno abbia messo in commercio i suoi primi tre vini, La Lupinella ha una storia che parte dagli anni ’70, più precisamente dal 1977, anno in cui Vittoriano Bitossi – uno dei quattro figli che ereditarono la nota manifattura di ceramiche artistiche del padre Guido, fondata a Montelupo Fiorentino nel lontano 1921 – acquistò gli appezzamenti che avrebbero costituito il corpo principale della tenuta tra Montespertoli e Sant’Ansano, nel comune di Vinci.
logo La LupinellaLa zona era ancora poco conosciuta ma Vittoriano ne comprese le enormi potenzialità, così negli anni a seguire riportò i vigneti a piena produzione.
L’attività vitivinicola fu destinata fino agli anni ’90, a fianco di altre coltivazioni, a puro consumo familiare. Con il nuovo millennio e il contributo dei figli Marco e Cinzia, nacque un vero progetto commerciale, mirato al recupero qualitativo delle terre di Montespertoli e Vinci, che comportò un lavoro intenso di miglioria del vigneto e della cantina.
Ma siamo ancora agli inizi, negli anni a seguire, grazie al contributo della moglie di Marco, Manuela Manzi, arriva il supporto dell’enologo Luca D’Attoma, con il quale viene portato avanti un lavoro di zonazione, con l’obiettivo di trovare le varietà più adatte ai diversi suoli. Guarda caso sono proprio le uve tipiche del territorio chiantigiano, come il sangiovese e il trebbiano, il canaiolo e il colorino.

La Lupinella

Il nome dell’azienda non viene scelto a caso, infatti la Lupinella è una pianta erbacea foraggera (in botanica Onobrychis viciifolia) che viene coltivata nei campi e negli orti come foraggio per gli animali e nei vigneti è spesso utilizzata, a fianco del favino, dei piselli e di altre leguminose, come componente del sovescio per migliorare la qualità dei terreni. Identifica, dunque, un approccio profondamente legato alla natura e a uno stile produttivo assolutamente rispettoso dell’ambiente e della biodiversità.

Manuela Manzi de La Lupinella
Manuela Manzi durante il pranzo al ristorante Al Ceppo

Si lavora in biologico non solo per eliminare i prodotti di sintesi, ma per applicare uno stile di vita, attraverso la presenza costante nei vigneti, per conoscerne più a fondo le caratteristiche e le necessità, supportandole con metodi naturali come l’inerbimento, il sovescio, la semina di essenze biocompatibili.
Dopo varie sperimentazioni arrivano finalmente i primi vini imbottigliati, ma è giusto pensare anche a come presentarli, l’etichetta deve mandare un messaggio preciso, che identifichi l’azienda in modo inequivocabile; dopo varie ricerche entrano in contatto con l’artista americano Don Carney, che crea tre disegni che rappresenteranno i tre vini prodotti, uno stile garbato e al contempo affascinante, che richiama le decorazioni delle ceramiche e gli ambienti naturali, in perfetta sintonia con la visione aziendale.
Martedì 26 novembre è stata l’occasione per poter incontrare Manuela e la figlia Benedetta, il direttore Mario Fedolfi e degustare i vini de La Lupinella, nella splendida location del ristorante Al Ceppo di Roma, pranzo organizzato dal dinamico Riccardo Gabriele dell’agenzia P.R. Comunicare il vino, ma magnificamente sostituito per l’occasione da Lisa Tommasini e Raffaele Vecchione.

Risotto chips di zucca e tartufo

Come sempre i piatti di Cristina e Caterina Milozzi hanno contribuito ad esaltare i tre vini presentati, in particolare ho apprezzato molto un superbo risotto con crema di zucca, chips di zucca e tartufi.
Ma veniamo ai protagonisti della serata:
il primo vino è il Lupinella Bianca, un trebbiano in purezza classe 2018, 13,5% di gradazione, sul quale l’azienda intende puntare particolarmente; nasce da un vigneto di 40 anni, subisce una pressatura leggera e criomacerazione con ghiaccio secco, matura 6 mesi in vasi di terracotta. Interessante la scelta di aggiungere in fermentazione il 2% di acini interi, diraspati a mano, con lo scopo di amplificare le qualità aromatiche del vino.
Il risultato è un prodotto dai profumi floreali e di agrumi gialli, susina, mandorla, sfumature di basilico, fresco e sapido al palato, equilibrato e con un buon allungo che lo rende particolarmente piacevole.

Il secondo campione è il Lupinella Rosa, stesso millesimo, sangiovese in purezza che proviene da un singolo vigneto, concepito proprio per la produzione del rosato; la vinificazione è la stessa utilizzata per il trebbiano. Anche qui non mancano i rintocchi floreali, poi la cerasa e gli agrumi fanno da base a un sorso fresco, delicato, scorrevole, forse un po’ semplice ma comunque godibilissimo.
Infine ecco la Lupinella Rossa, un Chianti DOCG 2017, sangiovese in purezza (ma io ho avuto l’impressione che un po’ di colorino e canaiolo ci fossero, la cosa non è comunque determinante), che ha la caratteristica di essere stato vinificato in cemento per 2 settimane, mentre la maturazione si è svolta in tre diversi contenitori in parti uguali: 10 mesi in cemento, tonneau e botti da 30 ettolitri di secondo passaggio, a cui sono seguiti 6 mesi di affinamento in bottiglia.
È il vino che ho preferito, profuma di viola mammola, tanto frutto, ciliegia, lampone, venature speziate e una beva trascinante, fresca, succosa, il Chianti che vorresti avere sempre a portata di mano!
Un ottimo inizio direi…

Roberto Giuliani

La Lupinella
Via Pietramarina, 53 – 50053 Sovigliana, Vinci (FI)
info@lalupinella.com
www.lalupinella.com

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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