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Le DOC del Veneto: Breganze

Le Doc del Veneto: Breganze


❂ Breganze D.O.C.
(D.P.R. 18/7/1969 – G.U. n.225 del 4/9/1969; ultima modifica D.M. 7/3/2014, pubblicato sul Sito ufficiale del Mipaaf, Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)


zona di produzione
in provincia di Vicenza: comprende per intero i territori amministrativi dei comuni di Breganze, Fara Vicentino, Molvena ed in parte quelli dei comuni di Bassano del Grappa, Lugo di Vicenza, Marostica, Mason Vicentino, Montecchio Precalcino, Pianezze, Salcedo, Sandrigo, Sarcedo e Zugliano;


base ampelografica
bianco, anche superiore: tai (anche superiore) min. 50%, pinot bianco e/o chardonnay e/o vespaiola e/o sauvignon e/o pinot grigio max. 50%;
con menzione del vitigno bianchi, superiore: Tai (friulano), Pinot Grigio, Pinot Bianco, Vespaiolo (da vespaiola, anche spumante), Chardonnay, Sauvignon, ciascuno min. 85%, possono concorrere altre uve a bacca di colore analogo, non aromatiche, ammesse per la coltivazione nella provincia di Vicenza max. 15%;
spumante: pinot nero;
Torcolato (anche riserva): da uve vespaiola appassite;
rosso, anche superiore, riserva: merlot min. 50%, marzemino e/o cabernet franc e/o cabernet sauvignon e/o pinot nero e/o carmenère max. 50%;
con menzione del vitigno rossi, superiore, riserva: Merlot, Cabernet (franc e/o sauvignon e/o carmenère), Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Marzemino, ciascuno min. 85%, possono concorrere altre uve a bacca nera non aromatiche, ammesse per la coltivazione per la provincia di Vicenza max. 15%;


norme per la viticoltura
è consentita l’irrigazione di soccorso;
la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di:

  • Cabernet: 12 t/Ha e 10,5% vol.
  • Cabernet Sauvignon: 12 t/Ha e 10,5% vol.
  • Cabernet franc 12 t/Ha e 10,5% vol.
  • Carmenère 12 t/Ha e 10,5% vol.
  • Pinot nero 12 t/Ha e 10,5% vol.
  • Marzemino 12 t/Ha e 10,5% vol.
  • Pinot bianco 12 t/Ha e 10,0% vol.
  • Pinot grigio 12 t/Ha e 10,0% vol.
  • Vespaiolo 12 t/Ha e 10,0% vol.
  • Chardonnay 12 t/Ha e 10,0% vol.
  • Sauvignon 12 t/Ha e 10,0% vol.
  • Merlot 13 t/Ha e 10,5% vol.
  • Tai 13 t/Ha e 10,0% vol.

le uve destinate alla produzione dei suddetti vini, che intendano utilizzare la qualificazione aggiuntiva «superiore», devono avere un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 11% vol.;


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, ivi compresa la conservazione per l’appassimento delle uve, l’invecchiamento e l’affinamento, ove previsti, devono aver luogo all’interno della zona di produzione, tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio dei comuni anche se soltanto in parte compresi nella zona delimitata e nei comuni confinanti con la zona medesima: Dueville, Lusiana, Pove del Grappa e Schiavon;
la tradizionale tipologia “Breganze” Torcolato è ottenuta dalla cernita delle uve atte a produrre la tipologia “Breganze” Vespaiolo fino ad un massimo del 65% della produzione ammessa a ettaro. La vinificazione di dette uve può avvenire solo dopo che le stesse siano state sottoposte ad appassimento, fino a portarle a un titolo alcolometrico volumico naturale minimo non inferiore al 14%. L’appassimento può essere condotto anche con l’ausilio di impianti di condizionamento ambientale purché operanti a temperature analoghe a quelle riscontrabili nel corso dei processi tradizionali di appassimento. La loro pigiatura deve avvenire entro la fine di febbraio dell’anno successivo a quello di produzione delle uve;
le operazioni di elaborazione del vino «Breganze» Vespaiolo spumante dovranno avvenire entro il territorio della Regione Veneto;
per la tipologia «Torcolato» è ammessa in deroga un’acidità volatile max. di 25 meq/l.;
le operazioni di elaborazione del vino “Breganze” Vespaiolo Spumante dovranno avvenire entro il territorio della Regione Veneto;
i vini Rosso, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Marzemino, Merlot e Torcolato che abbiano subito un periodo minimo di invecchiamento non inferiore a 2 anni, con decorrenza dal 1° novembre dell’annata di produzione delle uve, potranno fregiarsi della qualifica “Riserva“;
il vino a denominazione di origine controllata «Breganze» Torcolato non può essere immesso al consumo prima del 31 dicembre dell’anno successivo a quello della vendemmia;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
per i vini a denominazione di origine controllata “Breganze” designati con le menzioni aggiuntive “Superiore” o “Riserva” e per la tipologia “Torcolato” è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, sia in etichetta che nella documentazione prevista dalla specifica normativa;
per i vini a denominazione di origine controllata «Breganze» designati con la menzione aggiuntiva «Riserva», all’atto dell’immissione al consumo è obbligatorio confezionare il prodotto unicamente in bottiglie di vetro, fino alla capacità massima di litri 5, ed è fatto divieto l’uso di chiusure tipo a corona, a strappo, a vite o simili;
per il vino a denominazione di origine controllata «Breganze» Torcolato, è obbligatoria l’immissione al consumo unicamente in bottiglie di vetro, fino alla capacità massima di litri 5 e chiuse unicamente con tappi raso bocca. Tuttavia per le tipologie con la menzione riserva e la tipologia Breganze Torcolato è consentito l’utilizzo del tappo a vite esclusivamente per il confezionamento in recipienti di capacità fino a litri 0,250;
ai soli fini promozionali i vini possono essere confezionati in contenitori della capacità di litri 6,000, 9,000 e 12,000;


legame con la zona geografica
A) Specificità della zona geografica
L’area di produzione si caratterizza per un bacino ad anfiteatro compreso tra i fiumi Astico e Brenta; il margine settentrionale confina con le aree montagnose delle prime pendici dell’Altopiano di Asiago, da cui si estende il complesso collinare che degrada nella parte pianeggiate, situata nell’alta pianura vicentina, compresa tra il corso del fiume Brenta a oriente e i Monti Lessini a occidente.
Sotto il profilo geologico l’area è caratterizzata dalla presenza di rocce vulcaniche a chimismo basico, sedimentario e alluvionale. I sedimenti consolidati sono costituiti da rocce relative alle aree eruttive, costituite da basalti e tufi basaltici che hanno come caratteristica peculiare l’alto contenuto di calcare nella matrice, diffuse nella porzione nord-occidentale; rocce sedimentarie costituite da arenarie e calcari diffuse nella parte Nord, nord-orientale, quelle sedimentarie costituite da marne azzurre e strati arenaceo marnosi, diffuse sul margine meridionale dei rilievi, a contatto con i sedimenti alluvionali, e nella porzione più orientale. L’orografia relativamente dolce dell’area garantisce inoltre buoni livelli di radiazione solare. Il microclima dell’area è molto favorevole alla coltivazione della vite, si caratterizza per la presenza di estati calde ma non afose e di inverni relativamente freddi, mentre le precipitazioni sono ripartite in modo omogeneo lungo l’anno. Le precipitazioni annue sono comprese tra gli 800 e 1100 mm con due picchi di precipitazioni in autunno e primavera.
Fattori storici e umani
La vite nella zona di Breganze, pur presente sia in epoca preistorica sia durante la dominazione romana, trova le prime testimonianze nel 1200 quando, il Podestà di Vicenza decretò il disboscamento a favore della vite a testimonianza dell’importanza di questo prodotto.
Nel 1295 a Bassano, viene redatto un codice vitivinicolo, Codice “Vineale “o “Vignale” o Statuti di Bassano, che è il precursore di quello che oggi potrebbe essere chiamato il “disciplinare di produzione”. Il codice è composto da 345 articoli, molti dei quali riguardano la vendemmia, la vinificazione, la denuncia delle uve e del vino e alcune disposizioni particolari sono riservate al vino bianco che necessita di una autorizzazione per la vendita, per questo sottoposto a controlli molto severi. In questo periodo la vite è generalmente coltivata “bassa” in collina e i vini sono prevalentemente bianchi a elevata gradazione, mentre in pianura la pianta è coltivata “alta”, appoggiata a sostegni vivi o morti e i vini sono rossi.
Nel periodo della Repubblica di Venezia i vini di Breganze ed in particolare il Vespaiolo, entrano nei racconti degli avvenimenti del tempo: il re Carlo V, soggiornando nella zona per incontrarsi con Papa Clemente VII ottiene in regalo un considerevole numero di botti di “vino Bresparolo”.
Nel 1610 Andrea Scotto nel suo “Itinerario”, elogia la produzione vinicola vicentina e cita Breganze “famosa per i vini dolci e saporiti che produce”; nel “Il Roccolo”, una specie di guida enologica della provincia di Vicenza del 1754, descrive il vino di Breganze “… si trastulli con quel grato Vespaiolo Breganzino, che a parer d’uomo Togato è miglior d’ogni altro vino…”. Nello stesso testo cita la versione passita “ … ed è uno dei più eccellenti liquori, è veramente saporitissimo”.
Nel 1855 a Vicenza, in occasione della prima “Mostra dei prodotti Primitivi del Suolo”, viene fatto un catalogo che elenca 120 varietà e uve a bacca rossa e 77 a bacca bianca dove compare anche la vespaiola o bresparola, come chiamata in loco.
Una nuova fase viticola per il Breganze inizia dopo la seconda Guerra Mondiale, dove si incentiva anche la messa a dimora di nuove barbatelle di vespaiolo. La “rivoluzione” ampelografia post bellica ha comportato un aumento qualitativo delle produzioni enologiche, tanto che nel 1969 è stato ottenuto il riconoscimento della DOC “Breganze” per i vini “Breganze Rosso”, “Breganze Cabernet”, “Breganze Pinot Nero”, “Breganze Bianco”, “Breganze Pinot Bianco” e “Breganze Vespaiolo”.
Nelle successive modifiche del disciplinare di produzione del 1995 e nel 2008, vengono implementati fino a 16 i vini a D.O.C. Breganze: soprattutto dal 1995 può fregiarsi della denominazione d’origine controllata “Breganze” la gemma enologica delle pedemontana vicentina, il Torcolato.
Il grande contributo alla fama della denominazione “Breganze” è il risultato sia delle caratteristiche pedoclimatiche dell’areale del Breganze D.O.C., sia delle capacità dei vignaiuoli locali, che hanno saputo esaltare la qualità dei propri vini aprendo loro scenari non solo locali ma internazionali; va citata anche l’associazione Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze che, negli anni, hanno affiancato i viticoltori nel rafforzamento dell’immagine dei vini locali non tralasciano la tutela del territorio dal degrado e la valorizzazione del paesaggio, favorendo il turismo eno-gastronomico e rurale.
B) Specificità del prodotto
L’emblema della denominazione Breganze è l’autoctono Vespaiolo, vinificato in triplice versione: fermo, spumante e passito, in quest’ultimo prende il nome di Torcolato. L’uva Vespaiola viene chiamata così perché il suo succo è particolarmente dolce e per questo è amato dalle vespe.
Il vino Vespaiolo che presenta un’interessante predisposizione all’invecchiamento è caratterizzato da una colore paglierino con riflessi verdognoli in gioventù, profumo di buona intensità, elegante e non aggressivo, con sentori floreali e fruttati come l’acacia e gli agrumi. In bocca presenta una freschezza invidiabile per la presenza di una naturale acidità Per quanto riguarda la punta di diamante dell’enologia di Breganze il Torcolato, è ottenuto dai più bei grappoli appassiti di uva Vespaiola. Sintesi di modernità e tradizione, il Torcolato si presenta con un colore giallo oro carico, con fragranze che richiamano il miele e l’uva passa. Il suo gusto dolce-non dolce, armonico, vellutato, pieno e rotondo ricorda la frutta matura, il miele e l’uva sultanina. E’ un vino “da meditazione”, ottimo da solo ma eccellente a fine pasto con dolci secchi, dà il massimo sui formaggi erborinati.
In generale vini bianchi della D.O.C. Breganze sono caratterizzati da sentori fruttati, floreali e minerali che al palato si rivelano abbastanza freschi, sapidi e delicati.
L’area della denominazione ha fornito inoltre un perfetto acclimatamento ai vitigni internazionali a bacca rossa, in particolare il merlot e cabernet, dove vengono coltivati fin dal diciassettesimo secolo.
Tra i vini a D.O.C. Breganze “rossi” marita citazione sicuramente il Pinot Nero che, per le caratteristiche organolettiche si erge tra i migliori d’Italia.
I vini rossi in generale evidenziano una interessante mineralità, una buona struttura, con morbidezza e intensità notevoli, una colorazione dal rosso rubino al rosso mattone, al granato con l’invecchiamento. Il tenore alcolico e il corredo polifenolico sono elevati, ma ben bilanciati a favore di un ottimo equilibrio complessivo.
C) Legame causa effetto fra ambiente e prodotto
Il recente studio di zonazione della D.O.C. Breganze sull’analisi delle caratteristiche del vigneto e del suo ambiente, dal punto di vista pedologico, climatico, chimico-fisico, fenologico e produttivo, hanno portato a individuare le più opportune ed efficaci combinazioni vitigno- terroir, in funzione della ottimizzazione qualitativa e della caratterizzazione dei vini e delle zone.
La scarsa piovosità nei periodi estivi, limitando la disponibilità d’acqua, contiene lo sviluppo vegetativo delle viti, permettendo di ottenere sia grappoli d’uva spargoli e sani che produrranno vini di qualità particolarmente concentrati, intensi di struttura e corpo.
Le peculiarità del terreno e le sue pendenza influiscono sulla produzione dei vini di Breganze, caratterizzando le diverse produzioni con profumi e sapori peculiari: note fruttate e speziate per i vini rossi e sentori fruttati e minerali per i bianchi.
La natura vulcanica dei suoli si riflette nelle caratteristiche dei vini di Breganze: nei vini bianchi si presente con le caratteristiche di mineralità e freschezza, nei rossi con note minerali e strutturate.
Il clima con estati calde ma mai afose, con precipitazioni cadenzate e buoni sbalzi termici, soprattutto nelle aree collinari favoriscono, in particolare nei vini bianchi, la formazione di precursori aromatici aromi e profumi floreali e fruttati, mentre nei rossi note fruttate e speziate.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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