Il Buttafuoco Storico Vigna Casa del Corno dei Fratelli Giorgi

L’attuale Azienda Giorgi F.lli S.S. ha origini che risalgono al 187O. La prima generazione vitivinicola della famiglia Giorgi, produce vino sfuso per le famiglie del luogo, secondo le usanze del tempo. Ma, già nei primi decenni del ‘900, nella cantina storica, vengono gettate le basi per un progetto che punta sull’intera filiera produttiva: dall’uva di proprietà, alla bottiglia.
Il progetto viene portato a compimento nel 1970, grazie ai fratelli Gianfranco e Antonio, che costruiscono una seconda cantina, con moderne tecnologie, a Canneto Pavese, cui seguirà una terza cantina, a Camponoce.
Tre grandi cantine: Casa Chizzoli, Vigalone e Camponoce, tutte nei dintorni di Canneto Pavese, immerse nei vigneti, in un perfetto connubio tra la tradizione classica dell’Oltrepò Pavese e la capacità innovativa.
Negli anni ’80, il marchio Giorgi F.lli è presente sull’intero territorio nazionale con una rete vendita di ottanta rappresentanti.
Accanto all’Azienda di famiglia, c’è una società a responsabilità limitata, la Giorgi S.r.l., che esporta in cinquantanove Paesi nel mondo, ha più di centosessanta agenti in Italia, un’anagrafica di quasi trentamila clienti (di cui oltre diecimila attivi) e produce circa un milione di bottiglie all’anno (grazie anche agli storici conferitori, quasi un’ottantina, alcuni con un rapporto che dura da oltre trent’anni).
Nonostante questi grandi numeri, è un’Azienda ancora di dimensioni “umane”, all’interno della quale è possibile interloquire con le donne e gli uomini che la guidano.
Ed è proprio questa la ragione del successo: aver messo la famiglia al centro dell’impresa. Antonio, il padre, ottantaquattro anni sulla carta d’identità ma, almeno una quindicina effettivi in meno, portati con grande classe, con la sua lunga esperienza sovrintende a tutte le operazioni aziendali, coadiuvato dai propri figli: Fabiano, che dirige vendita e marketing e coordina il lavoro degli enologi ed Eleonora, responsabile dell’amministrazione. Ileana, moglie di Fabiano, si occupa delle relazioni con l’estero.
Con l’acquisizione della tenuta Cassinello, Giorgi F.lli ha portato a 60 gli ettari vitati di proprietà. Le acquisizioni tengono sempre in conto, oltre al valore delle vigne, anche quello degli edifici agricoli annessi.
La tenuta Casa del Corno, la tenuta Cassinello e il Colle Camesino sono un esempio di salvaguardia del territorio, attuato attraverso la rinascita di vigne storiche e la ristrutturazione di vecchie costruzioni agricole.
La Vigna Casa del Corno è la più antica delle vigne dei Giorgi ed è una delle più prestigiose dell’Oltrepò Pavese: da qui vengono le uve per fare il Buttafuoco Storico Vigna Casa del Corno.

La vigna si trova nel territorio di Stradella, area Ghiaie, ad un’altitudine di 200 metri s.l.m., esposta a Sud-Est su una superficie totale di 5331 mq. di cui solo circa 4100 dedicati al Buttafuoco Storico, con uvaggio di Croatina 45%, Barbera 45%, Uva Rara 5%, Ughetta di Canneto 5%. È iscritta al Club del Buttafuoco Storico dal 2001.
La prima bottiglia di Buttafuoco Storico Vigna Casa del Corno è dello stesso anno. La produzione annua si attesta sulle 3400 bottiglie. Giorgi F.lli rappresenta orgogliosamente l’Oltrepò Pavese in Italia e nel mondo.
È un’Azienda che ha vinto i più importanti premi nazionali e internazionali e che punta molto sul marketing aziendale, coinvolgendo personaggi famosi del mondo della musica e dello spettacolo come Rudy Zerbi, Stefano Belisari di Elio e le Storie Tese, Beppe Vessicchio, Morgan, Andrea Pucci, Gene Gnocchi e Gerry Scotti, focalizzando l’attenzione non solo sulla sua produzione ma sull’intero comparto del vino in Oltrepò Pavese.
L’avventura vitivinicola di Gerry Scotti, uno dei conduttori televisivi italiani più noti, attore e big di Mediaset, incomincia proprio grazie all’amicizia con Fabiano Giorgi. Insieme danno vita ad un progetto che vedrà i primi tre frutti della reciproca collaborazione presentati al Vinitaly 2017, con nomi che affondano le radici nella memoria di Gerry:
• Barbera Regiù (“Il capofamiglia, il reggitore, ovvero mio nonno ma in realtà non reggeva niente, perché in casa comandava mia nonna”)
• Riesling Mesdì (“Il vino del mezzogiorno”)
• Pinot Nero Pumgranin (“Ovvero Melograno, il nome della vigna di mio nonno”).
L’anno successivo sarà la volta del DOCG Oltrepò Pavese Metodo Classico “Gerry Scotti” Extra Brut, un Pinot Nero (70%) e Chardonnay (30%).
Alla 52° edizione del Vinitaly, in occasione della presentazione ufficiale del suo quarto vino, nato sulle colline dell’Oltrepò Pavese, Scotti dichiara: “Ho voluto fare con Fabiano Giorgi un vino che rendesse onore al territorio, perché l’Oltrepò Pavese merita di più di quello che sta ottenendo attualmente. Inoltre, su quelle colline, ho tutti i miei ricordi dell’infanzia e della giovinezza e quei ricordi saltano fuori all’improvviso assieme ai suoni, ai colori e agli odori delle vendemmie dei miei nonni”.

Fabiano è un uomo che sa di impresa ed economia, oltreché di vino. Nato a Stradella, il 19 aprile 1972, fa la sua prima vendemmia a quindici anni: per lui è un gioco ma sarà il suo imprinting nel mondo vitivinicolo. Si diploma in ragioneria all’Istituto Faravelli di Stradella. Poi si laurea in Scienze Politiche all’Università di Pavia e gli anni della
leva militare li passa a fare servizio civile in biblioteca universitaria. Non frequenta scuole di viticoltura o enologia ma si fa una cultura sui processi di vinificazione studiando per proprio conto e imparando sul campo, nell’Azienda di famiglia dove, per un lungo periodo, oltre ad essere in stretto contatto con gli enologi, segue la fase di imbottigliamento. Quando non c’è da imbottigliare, va in giro, in l’Italia e all’estero, per promuovere i suoi vini: vent’anni di marciapiede che hanno contribuito a consolidare un marchio di prestigio.
Sposato con Ileana Rampini, di Santa Maria della Versa, figlia di uno dei più noti mediatori di vino dell’Oltrepò Pavese, ha una figlia, Ginevra, l’ultima generazione dei Giorgi, di soli quindici anni ma già entrata in Azienda, con il proprio nome su una nuova etichetta.
Ex vice presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, è da quindici anni presidente del Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese, che ha contribuito a far nascere, per dare più rappresentanza alle Aziende di filiera della qualità. Dal 2006 al 2008 ricopre la carica di presidente del Club del Buttafuoco Storico. Membro di Confindustria Pavia per molti anni, nel 2020 entra nel Consiglio Generale di Assolombarda, la più grande associazione di industriali all’interno di Confindustria nazionale e gli viene affidato l’incarico di coordinatore, per la filiera agroalimentare. Dal 2021 al 2023 è stato presidente dell’Enoteca regionale della Lombardia di Cassino Po. La sua testa non sta mai ferma e il suo corpo neppure e in molti gli chiedono di entrare in politica ma lui dice che la sua politica è creare posti di lavoro, difendere il proprio territorio e farlo crescere. È per questo che s’impegna a livello istituzionale senza risparmiarsi.
La politica la lascia fare ai politicanti e, alla sera, dopo una giornata di lavoro, gli piace tornare a casa da sua moglie e sua figlia e bere un buon bicchiere di vino. Ma, soprattutto, Fabiano è Amministratore delegato della “Giorgi S.r.l.” e socio della Giorgi F.lli S.S.. Per lui il lavoro è una cosa seria, un dovere morale. Gliel’ha insegnato suo padre: “Sono orgoglioso di rappresentare un’Azienda che, già nel 1870, fa la sua prima bottiglia. Il ‘1870’ è l’etichetta del nostro Pinot Nero più prestigioso, quello delle bollicine. Un altro dei nostri vini, cui tengo particolarmente, è il Buttafuoco Storico Vigna Casa del Corno. Più che un vino è un’esperienza nella quale mi sento più Produttore che imprenditore: certi vini hanno bisogno di amore per la terra che li ha generati. Il Buttafuoco Storico Vigna Casa del Corno, all’inizio della sua produzione è di Competenza di mio zio Gianfranco. Poi è intervenuto un enologo franciacortino, Alberto Musatti e, dal 2019, se ne occupa il nostro nuovo enologo Andrea Bonfanti. Andrea è un giovane appassionato al proprio mestiere. Ho avuto l’occasione di incontrarlo al Vinitaly, nel 2018 e ho subito capito che con lui potevo gettare le basi per una collaborazione soddisfacente per entrambi. E così è stato. È arrivato a Canneto Pavese nel giugno dello stesso anno col suo bagaglio di cultura, inventiva, capacità di coniugare la tradizione con il rinnovamento e, soprattutto, esperienza, nonostante i suoi 33 anni. Il progetto che ha in testa è puntare sull’incremento dell’identità territoriale e varietale procedendo ad una selezione attenta delle uve vendemmiate, a fermentazioni con lieviti selezionati e bassissimi livelli di metabisolfito.
Sono convinto che, anche il nostro Buttafuoco Storico Vigna Casa del Corno, con lui potrà migliorare ancora.
Il mio rapporto con il Club del Buttafuoco Storico è sempre stato molto cordiale e costruttivo. Ho dato una mano a Marco Maggi per indurre Gerry Scotti a fare un suo Buttafuoco Storico: è stata un’operazione con un grande ritorno d’immagine. Inoltre, il 7 febbraio 2021, in occasione del venticinquesimo anniversario della fondazione del Club, ho convinto il mio amico Andrea Pucci a fare da testimonial alla festa in cui è stata presentata la bottiglia celebrativa in edizione limitata, prodotta dalle vigne storiche dei soci. Il Club del Buttafuoco Storico è una realtà in continua evoluzione e un modello per altre associazioni del nostro territorio.
È solo questione di tempo e poi questa terra a forma di grappolo di vite, il primo areale vitivinicolo in Italia per biodiversità, la più grande superficie vitata a Pinot Nero d’Italia, dove sono presenti grandi bollicine di Metodo Classico e vini eccezionali come il Barbacarlo, il Sangue di Giuda e il Buttafuoco, grazie all’impegno, la passione, il talento e l’intuito di tanti viticoltori virtuosi, finirà di stare ai margini del panorama enologico d’élite e si guadagnerà la fama che merita”.
Valerio Bergamini



