Le DOC del Veneto: Valdadige o Etschtaler

❂ Valdadige o Etschtaler D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 24/3/1975 – G.U. n.194 del 23/7/1975; ultima modifica D.M. 15/9/2023 – G.U. n.224 del 25/9/2023)
► zona di produzione
● in provincia di Verona: comprende il territorio dei Comuni di Brentino Belluno, Dolcè e Rivoli Veronese;
● in provincia di Bolzano (vedi la scheda dell’Alto Adige): comprende l’intero territorio dei comuni di Andriano, Appiano, Bolzano, Bronzolo, Caines, Caldaro, Cermes, Cornedo all’Isarco, Cortaccia, Cortina all’Adige, Egna, Fié, Gargazzone, Lagundo, Laives, Lana, Magré Sulla Strada dell’Adige, Marlengo, Merano, Montagna, Nalles, Ora, Parcines, Postal, Renon, Rifiano, Salorno, San Pancrazio, Scena, Terlano, Termeno, Tesino, Tirolo, Vadena;
● in provincia di Trento (vedi la scheda del Trentino): comprende l’intero territorio dei comuni di Ala, Aldeno, Arco, Avio, Besenello, Calavino, Calliano, Cavedine, Cembra, Drò, Faedo, Faver, Giovo, Isera, Lasino, Lavis, Lisignago, Mezzocorona, Mezzolombardo, Mori, Nago-Torbole, Nogaredo, Nomi, Padergnone, Pomarolo, Riva del Garda, Rovere’ della Luna, Rovereto, San Michele all’Adige, Segonzano, Tenno, Trambileno, Trento, Vezzano, Villa Lagarina, Volano e Zambana;
► base ampelografica
● bianco: pinot bianco, pinot grigio, riesling italico, müller thurgau e chardonnay, da soli o congiuntamente min. 20%, trebbiano toscano, nosiola, sauvignon e garganega, da soli o congiuntamente, per la differenza;
● con menzione del vitigno bianchi: Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio min. 85%, possono concorrere le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle rispettive province, presenti nei vigneti in ambito aziendale, max. 15%;
● rosato, rosso: enantio (lambrusco a foglia frastagliata) e/o schiave (sottovarietà e sinonimi) min. 50%, merlot, pinot nero, lagrein, teroldego, cabernet franc e cabernet sauvignon, da soli o congiuntamente, per la differenza;
● con menzione del vitigno rosso: Schiava (grossa e/o gentile e/o grigia) min. 85%, possono concorrere le uve provenienti da altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nelle rispettive province, presenti nei vigneti in ambito aziendale, max. 15%;
► norme per la viticoltura
● sono ammesse le forme di allevamento a spalliera e a pergoletta trentina;
● è consentita l’irrigazione di soccorso;
● la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale devono essere di 15 t/Ha e 9,50% vol. per Bianco, Rosato, Pinot Bianco, Chardonnay e Schiava, 15 t/Ha e 10,00% vol. per il Rosso, 14 t/Ha e 9,50% vol. per il Pinot Grigio;
► norme per la vinificazione
● le operazioni di vinificazione devono avvenire all’interno delle zone di produzione delimitate; tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate entro l’intero territorio della provincia di Verona;
● è ammesso l’arricchimento alle condizioni e nei limiti previsti dalla normativa comunitaria in vigore;
● i mosti e i vini a denominazione di origine controllata “Valdadige”, con la specificazione “Chardonnay” e “Pinot Bianco”, possono essere elaborati nella versione frizzante, attuando esclusivamente il processo della rifermentazione naturale. La zona di elaborazione dei vini frizzanti comprende la Regione Veneto e le province autonome di Trento e Bolzano;
● i vini della denominazione di origine controllata «Valdadige» possono essere conservati in recipienti di legno;
► norme per l’etichettatura e il confezionamento
● nella designazione e presentazione del vino a denominazione di origine controllata «Valdadige», deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, purché veritiera e documentabile;
● la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo è consentita, alle condizioni previste dalla legge;
● i contenitori dei vini della denominazione di origine controllata «Valdadige» possono essere chiusi con i vari dispositivi ammessi dalla vigente normativa, compresi i tappi di materiale inerte. I medesimi possono essere della capacità nominale massima di 60 litri; per i contenitori in vetro non sono previsti vincoli colorimetrici. Per la tappatura dei contenitori dei vini frizzanti si applicano le norme vigenti in materia;
► legame con l’ambiente geografico
● A) Specificità della zona geografica
◉ Fattori naturali
La zona della D.O.C. “Valdadige” si distende nell’anfiteatro morenico glaciale del fiume Adige, colmato da sabbie porfidiche e granitiche scese dalle alte catene montuose che fiancheggiano il lago di Garda.
Il clima in cui crescono le viti del “Valdadige” è complessivamente temperato – mite.
La piovosità non eccede se non durante l’inverno e la media annua oscilla fra gli 850 ed i 1000 mm.
I suoli del “Valdadige” sono costituiti sia dalla disgregazione di formazioni calcareo-dolomitiche, sia da sabbie porfidiche e granitiche depositate dal fiume Adige.
I terreni declivi a elevato contenuto di scheletro permettono il rapido sgrondo delle acque piovane, evitando i ristagni; tali suoli, ricchi di rocce calcaree e sali minerali, sono caratterizzati da un’elevata componente silicea.
Il clima della zona è tipico della fascia prealpina e montana, con inverni freddi ed estati fresche e temperate;
le temperature subiscono, specialmente in estate e in autunno, elevate escursioni notte-giorno.
◉ Fattori umani e storici
La Valdadige è una regione di confine, via di comunicazione tra Italia e Nord Europa, continuamente percorsa da eserciti, spesso teatro di battaglia per il controllo della «Chiusa di Ceraino», luogo di facile difesa da eventuali invasori.
È un territorio la cui vocazione vitivinicola ed enologica affonda le radici nell’epoca romana e trova riscontri nelle documentazioni che si alternano col passare dei secoli.
La Valdadige è stata un punto di collegamento e di sviluppo economico molto importante nella storia sin dall’epoca romana. Le successive invasioni barbariche costrinsero gli abitanti a rifugiarsi in zone ad alta quota, dove si dedicarono alla pastorizia e allo sfruttamento del bosco. Nel Medioevo monasteri e signorie segnarono il territorio con castelli e conventi, che resero fiorente questa zona molto ricca di coltivazioni, fra cui primeggiavano proprio i vigneti.
La viticoltura è documentata fin dal 1253 con lo «Statuto di Peri», che minacciava sanzioni per chi avesse danneggiato «La Vinèa» (vite).
Nel 1406, durante la dominazione della Repubblica di Venezia, alcuni editti prescrivono «la coltivazione ordinata delle viti».
Ritrovamenti archeologici di origine romanica in località «Servasa» a Brentino portano alla luce contenitori in pietra probabilmente usati per la lavorazione dell’uva.
Area viticola da sempre, quindi, ha visto una decisa ricerca di qualificazione a partire dagli anni ’50 con la specializzazione dei vigneti: in pochi anni si ebbe l’iscrizione nell’elenco CEE dei vini di qualità (1973) e il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata “Valdadige” con la tipologia Bianco e Rosso nel 1975.
La Valdadige è sempre stata, una via di comunicazione fondamentale per il nord e centro Europa.
Rocche, castelli e forti si susseguono sui crinali che dominano la valle e durante la storia, la Valdadige, infatti, ha visto transitare numerosi eserciti.
Sono in tutto otto forti eretti tra il 1848 e la fine del secolo da austriaci e italiani. Fortificazioni erette a presidio della valle che sono divenuti parte integrante e caratterizzante della valle.
● B) Specificità del prodotto
Da un sapiente uvaggio nasce il rosso “Valdadige” di ottimo gusto e struttura: l’Enantio conferisce la stabilità e la struttura del colore e il profumo caratteristico mentre la morbidezza e il bouquet più complesso vengono conferite da Merlot e Teroldego e la sapidità dalla Schiava.
Il “Valdadige” Rosso presenta un colore rosso rubino giustamente carico con riflessi violacei, profumo vinoso, gradevole e caratteristico, di buona struttura, armonico, persistente.
Il vino “Valdadige” Schiava è ottenuto dal vitigno omonimo che prende il nome da un antico sistema di allevamento in cui la vite era legata ad un tutore e quindi era “schiava”. Ottenuta dai vitigni autoctoni Schiava grossa, Schiava grigia e Schiava gentile, con breve contatto con la buccia e completamento della fermentazione in assenza di esse.
Il “Valdadige” Bianco tipologia capostipite del Valdadige (assieme al rosso) è un uvaggio di più vitigni. La pienezza dello Chardonnay, l’aromaticità del Müller Thurgau, l’acidula eleganza del Trebbiano toscano rendono questo vino assai composito e interessante. Viene vinificato con pressatura soffice, fermentazione in assenza di bucce e a temperatura controllata.
Il “Valdadige” Chardonnay, il cui vitigno omonimo è stato introdotto in Valdadige alla fine del XIX secolo, trovando subito il suo habitat ideale sui pendii pedemontani. Freschezza ed eleganza sono le caratteristiche che contraddistinguono questo vino, il cui profumo spiccatamente fruttato bene si armonizza con la finezza.
Al naso si dimostra fine, con note fruttate di pesca, albicocca e mela verde. Di corpo ottimamente strutturato, equilibrato, molto morbido pur essendo un vino secco, grazie soprattutto alla grande sapidità.
Il “Valdadige” Pinot Grigio, è uno dei vitigni di qualità più importanti dei climi temperati, predilige terreni collinari e ben esposti, con condizioni di ventilazione e sbalzi termici tra giorno e notte che ne esaltano i profumi. Al naso emergono aromi di fiori bianchi e sentori di pera, mela verde e frutta tropicale, ha buona struttura e piacevole freschezza.
● C) Legame causa effetto fra ambiente e prodotto
Le peculiarità del terreno influiscono sulla produzione del vino “Valdadige”, caratterizzando le diverse produzioni con profumi e sapori, che si traducono in note di fruttato (frutti di bosco) – speziato per i vini Rosso, Rosso superiore, Enantio, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon e Schiava.
Queste sensazioni si devono alla coltivazione in terreni calcarei, esposti favorevolmente a sud e a medie altitudini. In particolare, la composizione del suolo, caratterizzato da presenza di scheletro, ricco di rocce porfidiche e granitiche, sali minerali e ad elevato drenaggio, determina la struttura e la caratterizzazione dei vini rossi, con un elevato contenuto di antociani e polifenoli, un’intensa colorazione, un buon corredo tannico, nonché lo sviluppo di sentori di frutta matura e spezie.
I terreni con più alto contenuto in sabbia sono riservati ai vini bianchi il cui suolo dona sentori fruttati e minerali ben bilanciati.
Il clima temperato mite ma con evidenti escursioni termiche tra il giorno e la notte specialmente nel periodo antecedente la vendemmia permette di avere delle uve rosse con un elevato contenuto di polifenoli e le uve bianche che mantengono un elevato bouquet di profumi.




