Statistiche web
Letture istruttiveNotizie e attualita

Acini di inchiostro di Monica Testi: 25 racconti brevi accanto a un bicchiere di vino

Acini di inchiostro Monica Testi

Di libri sul vino ce ne sono molti, forse troppi, non di rado capita di leggere volumi dai contenuti molto simili, trovare qualcosa di originale o quantomeno stimolante è sempre più raro.
Per fortuna non è sempre così, quando Monica Testi, insegnante di Lettere a Milano, mi ha proposto la lettura di questa sua opera, il timore di trovarmi di fronte alle solite citazioni sul vino aleggiava nella mia mente; sbagliavo di grosso! L’autrice si è cimentata nel raccontare 25 brevi storie dall’antichità ai giorni nostri, nelle quali il vino fa da legante, indispensabile compagno dei protagonisti. A mio parere è riuscita in un compito non facile, perché è stata molto brava nel tessere veri e propri quadretti intorno a personaggi noti, con una scrittura scorrevole ma sentita, indubbiamente dal tocco femminile, tanto da ricordarmi a tratti mia madre, anch’essa narratrice nella vita; la “scrittura garbata” ma anche sensuale che affiora da ogni novella e rende la lettura davvero piacevole, 101 pagine lette e assimilate senza alcuna fatica, non è cosa da poco.
Monica Testi ci rivela che ha “ideato questi racconti sul vino, come fossero acini d’uva che compongono un grappolo”, in effetti pur cambiando storie e soggetti, qualcosa lega gli uni agli altri, la tanto amata ma anche temuta bevanda dionisiaca è il vero collante ed assoluta protagonista dei racconti.
Possiamo passare da Bacco a Cleopatra, da Lorenzo il Magnifico a Leonardo da Vinci, da Caravaggio ad Alda Merini, ma il vino è sempre lì, un “grappolo” costituito da poeti, artisti, scrittori, condottieri, eroi, dei, musicisti in un dedalo di piccole e grandi emozioni, che testimoniano con chiarezza quanto il prezioso nettare abbia accompagnato la storia dell’essere umano, compagno di piaceri ma anche di tormenti, sofferenze, disagi.
L’autrice però, saggiamente, non ha cercato di stimolare una facile lacrima, anche i drammi esistenziali di alcuni vengono in qualche modo placati, liberati da quei fardelli dolorosi che si avvinghiano alla vita lacerandola e rendendo il protagonista fragile come un acino colpito da grandine. Il suo scopo, almeno questo ho percepito leggendo, è quello di farti entrare in 25 piccoli mondi personali, intimi, ma in punta di piedi, delicatamente; che si tratti della libertà lesa di Alda Merini o del tormento per la guerra di Giuseppe Ungaretti, della complice amicizia di Pascoli e Carducci o della sregolatezza di Carlo Goldoni, ogni punto a fine racconto ti stimola a leggere il successivo, con curiosità, a protenderti verso un nuovo protagonista.
Una lettura che consiglio vivamente, alla fine vi sentirete come Lorenzo il Magnifico, “che amava tanto Venere, Bacco e le sue vigne a settembre, in una parola, la vita”.

Roberto Giuliani

ACINI DI INCHIOSTRO
di Monica Testi
Laura Capone Editore
pagine 101
prezzo 13 euro

Monica Testi è nata a Milano nel 1968, è insegnante di Lettere in una scuola secondaria di secondo grado della provincia di Milano. È anche tutor d’aula e formatrice, esperta in Disturbi Specifici di Apprendimento, in Didattica Inclusiva e in Didattica di Educazione Civica e collabora con Associazioni e Case Editrici.
Nel 2020 ha partecipato all’VIII Premio di Letteratura Italiana con “Una magica domenica a casa Pascoli” (Laura Capone Editore), opera segnalata dalla giuria e pubblicata nel 2021.
Con “Io, dalla Z alla A“, dedicato al tema della Dislessia, ha vinto due premi letterari con altrettante pubblicazioni: nel 2018 il racconto è stato pubblicato nel Supplemento all’Antologia Una città che scrive.
La Dislessia, una forza per la scrittura“, nel 2021 è stato inserito nell’Antologia Fluido (Laura Capone Editore).

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio