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Chianina e Syrah, le due star che accendono Cortona

Chianina e Syrah 2024

Chianina & Syrah, che alla settima edizione si è svolto dal 9 all’11 marzo nell’ex convento di Sant’Agostino, è un evento del tutto particolare, perché riesce a racchiudere nel suo programma uno spazio popolare e uno professionale, senza che questi vadano in qualche modo in conflitto, anzi, sono elemento caratterizzante di una manifestazione a mio avviso riuscita, forse proprio perché non troppo “istituzionale”, come dimostrano le cene di gala, che sono sempre all’insegna della convivialità.
A questo proposito, il parterre di chef che hanno messo in tavola tutto il loro sapere, era di livello davvero elevato, proveniente da varie zone d’Italia, ed è qui che la Chianina ha trionfato senza se e senza ma: Enrico Mazzaroni (Ristorante Il Tiglio di Montemonaco) ha proposto uno

Piatto di Enrico Mazzaroni

straordinario “Uovo 2.0, cotto a 65°, con ragù di Chianina, besciamella e lenticchie di Castelluccio soffiate“; Luca Landi (Ristorante Lunasia di Viareggio) si è esibito con un “Carpaccio di Chianina in marinatura marina, crudité di verdure, gelato alle acciughe sotto sale e pomodoro“, davvero notevole;

piatto di Luca Landi

Fabio Sangiovanni (Aroma Restaurant di Roma) ha puntato su “Riso Carnaroli Riserva San Massimo al fieno, polline di finocchio, acqua di peperone e purea di Syrah“, accostamenti decisamente riusciti;

 

piatto di Fabio Sangiovanni

Maria Probst (Tenuta Il Cerreto a Volterra) si è messa in evidenza con “Cappellotto di grani antichi ripieno di cipolla cotta sotto cenere con salsa di Syrah e cavolo nero“; Gian Michele Galliano (Chalet Euthalia a San Giacomo di Roburent) è andato dritto al nocciolo con la “Guancia di maialino con riduzione di Syrah“; Emiliano Rossi (Osteria del Teatro a Cortona) ha rinforzato l’atmosfera con “Brodo di bucce di verdure arrosto al limone con bottoni di brasato di Chianina“, se non fossero stati tanti i piatti ne avrei mangiato ancora; Giuseppe Lo Presti (Ristorante Giubbe Rosse a Firenze) si è rivelato con “Il mio Chianina & Syrah“; Fabio Simpatia (Ristorante Vistamare a Rosignano Solvay) ha evidenziato che la carne non ha problemi neanche con una presenza marina con “Cilindri di Chianina con polpo al Syrah“; infine Juri Zanobini (Ristorante Antica Farmacia di Palaia) ha presentato il “Ricordo di una crostata di mele“, di cui ho apprezzato la dolcezza contenuta, mentre Stefano Cecconi (Cremeria Cecconi di Arezzo) ci ha dilettato con “Zabaione al Syrah ‘Stefano Amerighi’” e Cinzia Otri (Gelateria della Passera a Firenze) con “Il mio Panforte“.
Ma facciamo un passo indietro, quando la syrah non era ancora il vitigno d’elezione della Valdichiana, sebbene già negli anni ’60 alcuni produttori del Cortonese si accorsero di averne un certo quantitativo nei loro vigneti e decisero di rivolgersi al prof. Attilio Scienza per studiarne il genoma, analizzare i terreni e approfondire le caratteristiche climatiche per capirne le effettive potenzialità. Lavoro che comportò agli inizi degli anni ’70 alla nascita di un vigneto sperimentale con numerosi cloni di syrah, necessario per capire quali fossero più adatti per l’area di Cortona, che risultò molto simile a quella della Vallée du Rhône.
Bisogna considerare però la fine degli anni ’80 per comprendere fino in fondo come si sia arrivati a ottenere la DOC Cortona nel settembre del 1999. In quegli anni i fratelli D’Alessandro, insoddisfatti dei risultati ottenuti fino a quel momento nei loro vigneti di Manzano, si rivolsero al prof. Attilio Scienza per avere indicazioni su come risolvere questo impasse; dopo un’accurata serie di analisi, Scienza suggerì loro di impiantare la syrah. Non se lo fecero ripetere due volte e, nel 1992 produssero la prima annata di “Podere Il Bosco”, oggi solo “Il Bosco” (di cui conservo ancora una ’95 e una ’97 che presto aprirò…), che riscontrò subito un notevole successo. Certamente fu una novità, visto che la stragrande maggioranza dei Supertuscan erano con taglio bordolese o con il sangiovese, ma quel successo servì a dare ulteriore spinta in quella direzione.

Chianina e Syrah, cena di gala

Il territorio subì così un progressivo incremento del vitigno d’oltralpe e la nascita di vini a base syrah, di cui è riconosciuto ottimo interprete Stefano Amerighi, attuale presidente del Consorzio di Tutela nato nel 2000. Oggi i produttori di Cortona Syrah DOC sono circa una quarantina e vantano oltre 400 ettari vitati e una produzione media annua di mezzo milione di bottiglie, con una presenza di questa varietà pari al 75% dell’intera area vitata.
Il processo evolutivo della denominazione di Cortona, considerata ormai la “capitale italiana della Syrah”, non si è certo fermato qui, infatti è stata effettuata una zonazione che ha permesso di mettere a fuoco 8 aree collinari specifiche, per caratteristiche pedoclimatiche, nei territori che confinano tra la Valdichiana e il Lago Trasimeno. L’obiettivo prossimo è di ottenere la DOCG esclusivamente per il vino Cortona Syrah, attualmente in condivisione con altri Cortona DOC da monovitigno come Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese.
Ci sono voluti, quindi, una trentina d’anni prima che nascesse un evento espressamente dedicato a questo vitigno ormai rappresentativo del Cortonese; Chianina & Syrah si è rivelato fondamentale, non solo per il vino ma per essere diventato il più importante polo d’attrazione della città.
Entrando nel merito della varietà, è stato fatto un lungo lavoro di ricerca sul molto discusso “Rotundone” (C15H22O), ovvero quel composto aromatico [sesquiterpene ossigenato, scoperto nel 1967 all’interno dell’olio essenziale di una pianta denominata in Italia “zigolo infestante” o “erba Pepa” (Cyperus rotundus)] che trasmette il sentore di pepe ed è stato ritrovato in molte specie aromatiche come rosmarino, timo, maggiorana e basilico, così come in varietà di vite quali Syrah (ad esempio nella Côte Rôtie e nella Barossa Valley), Castets (Maturana tinta), Cot (Malbec), Duras, Gamay, Grüner Veltliner, Mondeuse, Mourvèdre, Noiret, Pineau d’Aunis, Schioppettino, Vespolina, Pelaverga, Corvina e Corvinone.

Chianina e Syrah, cena di gala

E a Cortona? Al momento sono davvero pochi i vini che mostrano di avere il Rotundone nel loro bagaglio espressivo. Ne scrissi nel 2022, in occasione del seminario che fecero proprio Attilio Scienza e il dott. Thomas Baerenzung dell’École d’Ingénieurs de Purpan di Tolosa, una riflessione che riporto qui perché trova conferma anche negli assaggi di quest’anno:
“…il Rotundone sembra essere decisamente capriccioso, le tante prove sul campo hanno dimostrato che è sensibilissimo alle diverse annate, che ha bisogno di climi freschi, che l’irrigazione può contribuire a sviluppare questo composto aromatico, che è importante la data di raccolta delle uve, la sfogliatura, addirittura che le piante di fronte a uno stress biotico (oidio) possono favorirne la concentrazione. Bene, è giusto saperlo, ma perché, ripeto, concentrarsi sul Rotundone? È davvero un elemento così fondamentale? Se è vero che ci sono molti esseri umani che non sono in grado neanche di percepirlo, allora perché gli si dà così tanta importanza? La syrah si caratterizza solo per questo? Non credo, né ho avuto questa impressione durante la degustazione. Indubbiamente oggi la scienza nel mondo del vino ha un ruolo sempre più determinante, ormai si lavora sul DNA, si studia ogni dettaglio di suolo, portainnesto, clone, come è giusto che sia anche perché i cambiamenti climatici ci impongono di trovare nuove metodologie, nuove soluzioni, ma forse una minore ricerca di precisione, di obiettivi calcolati, un po’ più di spontaneità al vino gliela dovremmo lasciare, in fondo resta una bevanda, meravigliosa proprio per la sua imprevedibilità. Se c’è il pepe va bene, ma se non c’è, la syrah ha sicuramente molto altro da raccontare, a partire dalla sua vitalità e capacità di invecchiamento tutt’altro che trascurabili.”
Impressioni confermate, dunque, non è il Rotundone al momento a caratterizzare i vini di Cortona, se non in alcuni casi e non in tutte le annate, comunque a oggi non è stato ancora trovato il modo per estrarlo in una concentrazione sufficiente da renderlo percepibile (nel vino almeno 16 ng/L).

Piazza della Repubblica e il Palazzo Comunale
Piazza della Repubblica e il Palazzo Comunale

Piuttosto, le sensazioni che ho avuto dagli assaggi effettuati il 20 marzo all’interno di “Che Syrah sarà” (quest’anno solo 28 campioni, più altri dal resto d’Italia e dal Rodano), sono di una forte eterogeneità dei vini, non so quanto dovuta a differenze territoriali o a scelte interpretative da parte dei produttori.
Si tratta di una tipologia, quindi, che forse non ha ancora trovato del tutto una propria identità, dei punti di riferimento su cui lavorare, la strada intrapresa da Stefano Amerighi (produttore e presidente del Consorzio di Tutela dei Vini DOC Cortona) ha ampiamente dimostrato che si può fare un grande Cortona Syrah, ma è evidente che alle spalle ci deve essere un lavoro di ricerca per comprendere in vigna e in cantina quale sia il metodo di lavoro che possa favorirne la migliore espressione (ma incide anche l’altitudine dei vigneti e, forse, una maggiore diffusione di cemento e terracotta o ceramica, cioè materiali inerti, potrebbe determinare un ulteriore passo in avanti). Ci si arriverà, questo è certo, con o senza Rotundone.


LA DEGUSTAZIONE


Cortona Syrah Poggio Stella 2021 Vecchia Cantina: naso piuttosto dolce e maturo, note di prugna, mora, cacao, oliva nera; sorso che rivela struttura e morbidezza, buona freschezza, nello stile aziendale.

Cortona Syrah Bramasole 2021 Tenuta La Braccesca: mora, ribes nero, leggero vegetale maturo, al palato richiama la cioccolata e spezie dolci, è fin troppo rotondo e non lascia molto spazio al carattere del vitigno.

Cortona Syrah Bocca di Selva 2021 Tenuta Angelici: un po’ contratto, emergono mirtillo, ribes nero, macchia mediterranea, tracce pepate; al palato ha buona freschezza, tannino non aggressivo, finale di cacao e liquirizia con slanci fruttati, una punta di chiodo di garofano, nel complesso un vino che coinvolge.

Cortona Syrah 2022 Tenuta Angelici: si schiude lentamente, frutti scuri, carruba, bocca di media freschezza, con slanci fruttati e speziatura in formazione, finale leggermente amaricante.

Stefano Amerighi
Stefano Amerighi

Cortona Syrah Apice 2020 Stefano Amerighi: ribes rosso, mirtillo e prugna, tocchi di rosa e viola; bocca fresca, bel frutto vivo, sfumature pepate, sensazioni calcaree, molto interessante.

Cortona Syrah 2021 Stefano Amerighi: cenni di violetta e altre pennellate floreali, poi un frutto delicato di gelso, non dominante, mentre si affacciano sfumature di china; in bocca è espressivo e vivo, con tannino fitto ma di grana eccellente, sorso succoso, lungo, godibile, con finale quasi salino.

Cortona Syrah Serine 2020 Stefano Amerighi: al contrario dei cugini, il Serine non è in un momento felice, si rivela chiuso e sulfureo, anche dopo alcuni minuti; al palato è ancora contratto, anche se si intravvede una materia decisamente interessante, bisogna aspettare…

Cortona Syrah Principe 2019 Stefania Mezzetti: ribes nero, mirtillo, buccia, al palato è coerente, toni scuri, frutto che spinge sulla prugna matura, liquirizia, si sente la traccia del legno.

Cortona Syrah Sor Alfredo 2020 Speranza: frutto dolce e maturo, non seduto, prugna fresca, mirtillo, mora; bocca corrispondente, buona freschezza, toni terrosi e fitti, cenni di pepe, buona rotondità di frutto.

Cortona Syrah Iris 2022 Speranza: richiama il ribes e l’amarena, lo trovo meno preciso e definito del Sor Alfredo, ma è ovviamente più giovane, la buona spinta fresca e il tannino ben dosato garantiscono un vino in progressione.

Cortona Syrah Di Ego 2020 Roberta Pasini/Le Fontanelle: naso dolce, buon slancio fruttato, ribes nero, ciliegia nera, lampone maturo; all’assaggio aggiunge note di prugna, mora, liquirizia, leggero cioccolato, cardamomo, pepe, buona tessitura e piacevolezza.

Cortona Syrah Klanis 2021 Tenuta Montecchiesi/Dal Cero Family: bel naso, fine, pulito, frutto tornito, mora, ciliegia, una punta di fragola matura, rosa scura, al palato ha freschezza, bella nitidezza espressiva, succoso, vivo, di ottima bevibilità.

Cortona Syrah 2021 Colle Acacia: leggera curcuma, fragola, ribes, vaniglia; sorso corrispondente, abbastanza fresco, speziato, piacevole, finale di cacao.

Cortona Syrah Polluce 2021 Chiara Vinciarelli: arrivato a questo punto, trovo una conferma di quanto espresso nelle ultime righe dell’articolo, ovvero che la vinificazione e maturazione della syrah di Cortona in contenitori neutri sarebbe preferibile, barriques e tonneaux tendono a uniformare certe espressioni nei vini, estraendo, come in questo caso note speziate e vanigliate, sensazioni boisé, poi ovviamente c’è anche il frutto, ma la sensazione generale (provata anche con altri vini trattati con gli stessi contenitori) è di una minore capacità di distinguersi e di esprimere la propria natura, il rapporto tra vitigno e terreno tende a passare in secondo piano. Ciò detto, il vino in questione non è fra quelli dove il legno si sente maggiormente, ha una buona profondità e con il tempo avrà una maggiore scioltezza.

Cortona Syrah Castore 2022 Chiara Vinciarelli: qui vige la fragola, il mirtillo, il ribes, leggera amarena, richiami al ciclamino; all’assaggio esprime una bella freschezza, nonostante la giovinezza appare più vitale e aperto del precedente.

Cortona Syrah L’Usciolo 2021 Cantina Doveri: un vino spesso, complice probabilmente anche l’annata, esprime note di prugna, mora, cacao, la materia ricca e ben gestita nasconde in parte la forza alcolica, il finale è lungo e dai tratti quasi austeri.

Cortona Syrah Il Castagno 2021 Fabrizio Dioniso: susina, mora, mirtillo, ma soprattutto una sensazione di freschezza già all’olfatto; il sorso lo conferma pienamente, da un’annata che dimostra qualità ma anche bisogno di tempo per esprimerla tutta, questa è una delle interpretazioni più riuscite.

Cortona Syrah Linfa 2022 Fabrizio Dioniso: Linfa, ovvero Lavinia, Isotta, Niccolò, Fabrizio, Alessandra, la famiglia al completo. Un bell’omaggio che si esprime con note di rosa macerata, acacia, magnolia denudata, ribes, mirtillo, susina e piacevoli rimandi agrumati; bocca fresca, dinamica, che predilige la serbevolezza senza per questo perdere intensità e profondità.

Cortona Syrah Campetone 2021 Il Fitto: trama olfattiva che punta a prugna, mora, mirtillo, vaniglia, leggera arancia sanguinella, sfumature boisé e di ginepro; bocca corrispondente, non ampia ma senza sbavature, tannino non teso, finale suggestivo.

Cortona Syrah 2021 Istituto Vegni: l’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Angelo Vegni” – Capezzine ha avuto e continua ad avere un ruolo importante per la città di Cortona, con l’aiuto dei propri studenti ha realizzato una linea di vini assolutamente interessanti, come questo Syrah dalle note di viole, ribes, amarena, pepe bianco, oliva e sfumature mentolate; al palato porta i tratti dell’annata, in fase ancora “dura” ma dalla trama decisamente riuscita e promettente.

Cortona Syrah Gortinaia 2020 Poggio Sorbello: mora di rovo, mirto, ribes, pepe bianco, viola macerata; bocca fresca, leggermente amaricante, buona spinta, freschezza incisiva e finale con chiusura di cacao e tabacco.

Cortona Syrah Rugapiana 2022 Poggio Sorbello: annata diversa e probabilmente interpretazione diversa, qui abbiamo una freschezza ancora più spiccata e un frutto vivo e succoso, tannino gestito molto bene, vino che sa farsi apprezzare già adesso.

Cortona Syrah Villa Passerini 2021 Canaio: anfora e tonneaux fifty-fifty, trama olfattiva che richiama mora e prugna, liquirizia, chiodo di garofano; sorso che alterna note dolci e morbide a tratti più incisivi e stimolanti.

Cortona Syrah Terra Solla 2021 Canaio: fermentazioni spontanee e tonneaux per 18-24 mesi; ribes, mirtillo, rosa, freschezza ben preservata; al palato deve ancora distendersi, tannino nervoso e qualche squilibrio, ma sono caratteristiche che ho incontrato di frequente in molti vini di questo millesimo e non me ne preoccuperei più di tanto.

Cortona Syrah Smeriglio 2020 Baracchi: cacao, prugna, carruba, chiodo di garofano, marasca matura, liquirizia; assaggio che esprime densità, ma anche un certo slancio, vigore, un vino in sicura crescita.

Cortona Syrah Spazzanido 2023 Baldetti: nuovo Syrah in casa Baldetti, che si differenzia dal Crano per l’uso del cocciopesto per una parte della massa. Questa è una vera e propria anteprima, infatti è l’unico 2023 presentato. Pur trovandomi di fronte un vino giovanissimo ne ho apprezzato i toni molto freschi di lampone, fragola, ribes, melagrana, con guizzi agrumati e cenni floreali; all’assaggio offre una interessante dinamica espressiva, dove la freschezza ha una notevole importanza e il tannino è quasi “digerito”, finale corroborante, che rallegra.

Cortona Syrah Crano 2020 Baldetti: frutto intenso di mirtillo e lampone maturo, liquirizia, leggerissimo boisé; bocca quasi austera ma senza appesantirsi, buona trama tannica e finale che ricorda la liquirizia con cenni pepati.

Toscana Rosso Arenite 2020 Baldetti: profilo equilibrato e profondo, con note di frutto a bacca nera, cuoio, spezie fini; l’assaggio è coerente, sprigiona una bella intensità e un ottimo equilibrio in ogni sua componente, determinando sensazioni indubbiamente coinvolgenti.


SYRAH D’ITALIA (una selezione)


Maremma Toscana Perenzo 2020 Fattoria di Magliano: si sente subito il territorio diverso, emergono note di macchia mediterranea e iodate, palato di grande freschezza, slancio, influssi pepati, di grande bevibilità.

Borro delle Streghe 2018 Fattoria di Ripa d’Orcia: si cambia zona, ora siamo in Val d’Orcia, uno dei territori più belli di tutta la Toscana, Filippo Rossi ci propone questo rosso che dimora ben 3 anni in tonneaux, dal bouquet intenso e complesso, dove la speziatura si fonde a un frutto pieno e maturo, mentre al gusto ha la spinta necessaria per non affaticare la beva, non manca di sapidità nel finale, che mostra una lunghezza e profondità notevoli.

Varramista 2017 Varramista: non nascondo di avere un debole per questo vino, ho avuto modo di partecipare in passato a una bella verticale che mi ha chiarito il processo evolutivo che l’enologo Federico Staderini è riuscito a imprimergli, pur con le difficoltà dei cambiamenti climatici. La 2017, che non è stata certo un’annata facile, vista la stagione calda prolungata, mostra al naso una buona complessità e diverse sfaccettature espressive, un frutto maturo ben gestito, una speziatura che esprime quel tanto desiderato pepe, a fianco di un vegetale maturo; interessante la spinta fresca nonostante l’annata calda, bocca molto viva, con tannino perfettamente amalgamato e un’alcolicità tutto sommato ben nascosta.

Commendatore 2022 Gabriele Mazzeschi: a soli 12 km da Cortona troviamo l’azienda di Gabriele Mazzeschi che ha dedicato questo Syrah al bisnonno materno, Michele Giusti, che dopo essere stato insignito dell’onorificenza al Merito della Repubblica di Cavaliere il 2 Giugno 1956, di Ufficiale il 2 giugno 1961, il 27 dicembre 1974 è divenuto Commendatore del lavoro. Il vino mi ha convinto molto, ha un incedere equilibrato e una carica espressiva di buona complessità, un bel gioco di frutta e spezie, che trova corrispondenza in un sorso fresco, suggestivo, pieno.

Côteau La Tour 2020 Les Crêtes: il salto in Valle d’Aosta ci porta a tratti espressivi decisamente diversi, qui il pepe è più verde, il frutto indubbiamente fresco e croccante, richiama il mirtillo, il mentolo, le erbe alpine; energia e freschezza sono il timbro che troviamo al sorso, il corpo ha buona spalla ma si mantiene su un profilo elegante e stimolante.

Sallier de La Tour 2020 Tenuta Sallier de La Tour Tasca d’Almerita: confesso che non avevo ancora avuto occasione di degustare un vino della Tenuta che Filiberto Sallier de La Tour, Principe di Camporeale e cugino dei Tasca d’Almerita ha loro chiesto di gestire nel 2008. Pertanto non ho termini di paragone e questo mi è ancora più di stimolo, perché trovo questo Syrah molto interessante, c’è una componente vegetale iniziale, poi si libera al frutto ma anche a slanci floreali, note di mirtillo, mora, venature pepate, accompagnano un sorso fresco, sapido e profondo.

La Costa 2020 Giardini Ripadiversilia: bella espressione del vitigno, già dal colore per nulla concentrato, profumi floreali e speziati, note di ribes e pepe; bocca corrispondente, fresca, pepata, molto stimolante, un vino davvero godibile.

Gruccione 2021 Il Querciolo: torniamo su toni più intensi, note di mora, mirtillo, prugna, liquirizia, rintocchi boisé; al gusto ha buona corrispondenza e freschezza, tannino ben integrato, finale concreto e diritto.

Syrah 2021 Michele Satta: un’altra espressione di questo vitigno, siamo nel Bolgherese a pochi chilometri dal mare e nonostante i 18 mesi in barrique, questo Syrah esprime toni freschi, tanto che nel frutto emerge una piacevole sfumatura agrumata; al palato mostra il suo spessore senza eccedere, mantenendo una condizione equilibrata e una spiccata vena sapida.

Vedomare 2021 Toscani: si può essere prevenuti quanto si vuole quando un’azienda è di proprietà di un uomo che fa tutt’altro mestiere, in questo caso Oliviero Toscani, ma basta sapere che il vino lo fa il figlio Rocco con l’aiuto degli enologi Attilio Pagli e Valentino Ciarla e dell’agronomo Stefano Bartolomei, per essere tranquilli che ci troviamo di fronte a roba seria. Che dire, naso interessante ed equilibrato, frutto non sparato, bella freschezza in bocca, energia, nota piccante sul finale, davvero ed espressione sincera e diretta, bravo Rocco!

Sole dei Padri 2012 Spadafora: una testimonianza di cosa può offrire un Syrah di 12 anni, naso austero, prugna in confettura, mora, grafite, cioccolato fondente, sottobosco, pepe; bocca corrispondente, molto precisa, non freschissima ma assolutamente viva e coerente, notevole.

Piemonte Syrah 2022 Scarzella: si distingue per leggerezza, è evidente l’intento del produttore di fare un vino fresco, leggiadro, che punta alla serbevolezza piuttosto che alla potenza, e ci è riuscito perfettamente.

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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