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Nuovi progetti e nuove scommesse per l’Azienda siciliana Baglio di Pianetto

Tenuta Pianetto

Nuovi progetti per la realtà Siciliana Baglio di Pianetto che ha visto i suoi natali nel 1997, prima con la Tenuta Pianetto nella campagna di Palermo a Santa Cristina di Gela e successivamente con la Tenuta Baroni – acquisita nel 1998 tra Noto e Pachino – che è diventata espressione dell’autoctono Nero d’Avola.
La voglia di andare oltre e scommettere su realtà interessanti e promettenti prende forma con la nascita di “Fermata 125”, il nuovo progetto che vede l’azienda siciliana confrontarsi con l’Etna. Come sottolineato da Francesco Tiralongo, amministratore delegato dell’azienda: “L’Etna rappresenta uno dei più affascinanti e unici terroir del vino, rappresentativo non solo per la Sicilia, ma sempre più conosciuto per l’Italia nel mondo. Ampliare il nostro assortimento con due nuovi vini in purezza che interpretassero secondo il nostro stile il Carricante e il Nerello Mascalese, le due principali uve autoctone allevate sul vulcano, era un desiderio che avevamo da tempo e che ora siamo riusciti a realizzare”.

Quercia e vigneti Santa Cristina Tenuta Pianetto

Tanti i desideri e le idee della famiglia Marzotto che sono diventati realtà grazie all’amore per la Sicilia e alla passione per il vino.
Scelte coraggiose e innovative che si riconoscono nel rispetto per la propria terra e nella volontà di raccontare l’espressività delle proprie varietà. Una gestione meticolosa e un lavoro puntuale rendono questa realtà in simbiosi con il territorio attraverso saldi principi che guidano la gestione sostenibile delle tenute sin dalla loro acquisizione.
“Sin dal principio, Baglio di Pianetto ha perseguito la ricerca della massima qualità dei vini attraverso una innovazione sostenibile.” – spiega Francesco Tiralongo – “Per ambire a questo, il Conte Paolo era convinto fosse assolutamente necessario un approccio improntato sul rispetto del territorio nel quale aveva avuto la fortuna di poter iniziare questa avventura. Questa filosofia anima tuttora le scelte di Baglio di Pianetto in entrambe le Tenute, il processo di conversione al biologico, appena entrato in vigore il nuovo regolamento europeo nel 2013, ha rappresentato immediatamente un’opportunità per l’azienda e nel 2016 le certificazioni dell’intero patrimonio agricolo composto da 160 ettari complessivi di cui 110 in produzione, erano già state completate.”

Vigneti Santa Cristina Tenuta Pianetto

L’approccio green di Baglio di Pianetto trova concretezza nella cantina di Santa Cristina che è a sviluppo verticale, completamente interrata per sfruttare la geotermia abbassando ulteriormente l’impatto ambientale attraverso l’indipendenza energetica da fonti proprie e rinnovabili. La termoregolazione delle temperature negli ambienti di lavorazione è data dalla coibentazione naturale della roccia e terra che avvolgono i diversi piani sotterranei e a questo si unisce il recupero strutturato delle acque.
La decisione di creare anche una selezione di vini naturali integrali non filtrati, senza solfiti aggiunti e ottenuti da lieviti indigeni è stata poi la naturale conseguenza della costante ricerca e innovazione, in coerenza con l’anima bio dell’azienda.
Nel 2017 sono infatti nati il Natyr Insolia e Petit Verdot, vini con i quali Baglio di Pianetto raggiunge un obiettivo importante di specializzazione produttiva. Si tratta di vini non filtrati, senza solfiti aggiunti e ottenuti da soli lieviti indigeni, che conservano un’integrità stupefacente e si distinguono per pulizia e spontaneità.

Fermata 125 Bianco e Rosso

Tornando al Progetto Fermata 125, stavolta l’azienda ha deciso di avvalersi della partnership di Cantine Valenti, azienda che si trova a Passopisciaro, frazione di Castiglione di Sicilia, sul versante Nord etneo tra i 700 e gli 800 metri di altezza. Azienda che ha affidato completamente alla squadra di Baglio di Pianetto i vigneti e le fasi di lavorazione. Interessante anche il progetto grafico che vuole raccontare e riprendere la storica ferrovia Circumetnea, chiamata localmente littorina, entrata in funzione a fine Ottocento, che con il suo tracciato collega Catania con Riposto compiendo il periplo dell’Etna. Il nome Fermata 125 corrisponde proprio a una delle quattro fermate di Passopisciaro, precisamente quella di fronte alla quale sorge la cantina Valenti.
Appena tredicimila le bottiglie prodotte, il Fermata 125 bianco – come spiegato da Mattia Filippi, enologo presso Baglio di Pianetto – “segue le linee guida aziendali e riprende i concetti di identità e filiera. Viene prodotto unicamente con un blend di uve Carricante che provengono da tre contrade, prevalentemente dalla Contrada Arcuria e in misura minore con quelle delle Contrade Pietramarina e Guardiola. Le uve sono state raccolte a un livello di maturazione medio alto, con maggiore attenzione più per il ph che per l’acidità e lavorate a uva intera come se fosse una base spumante”.

Etna Bianco Fermata 125 2020

L’Etna Bianco Fermata 125 2020 si esprime in modo solare con note floreali di zagara e ginestra, a cui si aggiungono sfumature agrumate di mandarancio che tornano al palato. Slancio salino e freschezza rendono il sorso lungo e intrigante. Fondamentale il lavoro di parcellizzazione che viene svolto anche per la produzione di “Fermata 125 Rosso”. Le vigne da cui si produce sono situate tra i 700 e i 750 mt. s.l.m. su terreno franco sabbioso di matrice vulcanica in Contrada Bonanno in prevalenza e in piccola parte da Guardiola e Santo Spirito. Le uve di Nerello Mascalese sono allevate con il tradizionale sistema dell’alberello e raccolte manualmente alla fine di ottobre. Dopo una macerazione di circa 10 giorni in vasche d’acciaio a contatto dei propri lieviti indigeni, il vino svolge la fermentazione malolattica in barrique, dove poi prosegue la sosta e maturazione per circa 8-9 mesi. Anche qui si è lavorato sul concetto di equilibrio,

Etna Rosso Fermata 125 2019

L’Etna Rosso Fermata 125 2019 si esprime con eleganza ed è caratterizzato da un piacevole bouquet di fragolina di bosco e di macchia mediterranea. Il profilo è più crudo, il sorso è godibile e fresco.
Entrambi i vini si dimostrano fedeli alla filosofia dell’azienda e al percorso di crescita e di attenzione introdotto negli ultimi anni, lasciando esprimere nei calici l’identità del luogo di appartenenza, capaci di sottolineare un profilo di genuinità e di immediatezza.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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