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Più Barolo per tutti!

Bevete meno, bevete BaroloDopo il “Guida meno, bevi di più” spunta un “Bevete meno? Bevete Barolo!“. Siamo sempre in Langa, dato che l’autore del primo motto era proveniente dalla terra del nebbiolo, del tartufo e delle nocciole così come il vulcanico creatore del secondo spot. Che Farinetti sia un genio in fatto di marketing e comunicazione, non ci piove. Mai visto tanto chinotto o gazzosa (Lurisia) in giro: non c’è enoteca o drogheria che oramai non li riponga vicino a vino e birra artigianale. Etichetta azzeccata, il presidio Slow Food ben in evidenza e ci siamo scoperti nuovamente tutti amanti di due bevande che l’industria aveva depresso quanto a gusto e che nei ricordi di molti erano rimaste ancorate ai pomeriggi trascorsi all’oratorio per abbeverare le fatiche di interminabili partite a calcio (tutti contro tutti lo schema) o i furibondi tornei di calcio balilla (gancio incluso).
Di passaggio per un’intervista dalle parti dei Navigli, eccoti il bel poster che campeggia all’entrata di un ristorante: “Se avete deciso di bere meno, bevete meglio. Un bicchiere di Barolo può rendere memorabile ogni occasione”. Che dire, come non essere d’accordo, compresa la chiosa finale del “Buono sempre, da solo o accompagnato a qualsiasi piatto”. Per nebbiolo dipendenti come noi, volendo anche via flebo o a colazione, anche se con un brasato o un tagliere di formaggi è decisamente meglio. Se poi sia proprio il Fontanafredda Barolo “Serralunga” 2005 a farci sognare, questo lo lasciamo dire ad altri. 5 euro al bicchiere l’offerta che la storica azienda langarola di proprietà farinettiana ha proposto a wine-bar e ristoranti da lanciare ai propri commensali, spillato da bottiglie particolari per formato (mezzo litro, litro e litro e mezzo) e materiale utilizzato (per l’85% vetro riciclato).
In un poster solo, sobrio e diretto, nella grafica così come nei caratteri, come è nello stile di Oscar Farinetti, troviamo:
– lotta all’abuso di alcol, con relativi incidenti connessi, tutti uniti dal motto “Bere meno, bere meglio”
– impeto ecologista
– prezzo politico
– nuovi formati, come da più parti caldeggiati (vedi qui), anche se per le bollicine.
Quali siano le armi commerciali che il buon Farinetti, o chi per lui, avrà utilizzato per convincere gli esercenti ad accettare, e quindi comprare bottiglie, magari in buona quantità, non è poi così importante saperlo (ovviamente ci sono). Se funzionerà, invece, desta, decisamente curiosità.

Alessandro Franceschini

Alessandro Franceschini

Giornalista free-lance, milanese, scrive di vino, grande distribuzione e ortofrutta, non in quest'ordine. Dirige il sito e la rivista dell'Associazione Italiana Sommelier della Lombardia, è docente in vari Master della Scuola di Comunicazione dell’università Iulm di Milano, è uno dei curatori della fiera Autochtona e collabora con testate come Myfruit, l'Informatore Agrario e le pagine GazzaGolosa della Gazzetta dello Sport. In passato, oltre ad aver diretto la redazione di Lavinium.com, ha collaborato con la guida ai ristoranti del Touring Club e con la guida ai vini de L'Espresso. È stato uno degli autori dell'Enciclopedia del Vino di Dalai Editore, del volume "Vini e Vignaioli d'Italia" del Corriere della Sera e del libro "Il vino naturale. I numeri, gli intenti e altri racconti" edito dalla cooperativa Versanti.

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