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Le guide Espresso 2018 protagoniste alla Leopolda di Firenze

Presentazione guide Espresso 2018

Ottobre, tempo di guide, tanto criticate ma ricercate e seguite da un vasto pubblico. Tanti i produttori e i consumatori che a oggi continuano a fare affidamento su chi dovrebbe avere coscienza oggettiva e capacità tecnica nel redigere tali volumi, cercando di condurre l’interessato in quello che viene proposto sul mercato.

Così il 19 Ottobre, presso la stazione Leopolda di Firenze, si è svolta la presentazione delle guide ufficiali de l’Espresso 2018, giunta alla sua 40esima edizione. Durante la mattinata si è dato ampio spazio alla guida ristoranti, mentre solo sul finire, quasi come una breve parentesi si è parlato dei vini e dei nuovi criteri adottati.

In merito ai ristoranti molte conferme e qualche leggera novità, tra cui l’introduzione in guida del “cappello d’oro”, titolo presentato dal direttore Enzo Vizzari riconosciuto ai ristoranti che hanno lasciato il segno nella cucina italiana. Ben 10 i ristoranti insigniti di questo titolo che in un certo senso hanno dato nuove sfumature alla cucina italiana: Caino di Montemerano (GR), Colline Ciociare di Acuto (FR), Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (MN), Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui due Golfi (NA), Enoteca Pinchiorri di Firenze, Lorenzo di Forte dei Marmi (LU), Marchesi alla Scala di Milano, Miramonti l’Altro di Concesio (BS), San Domenico di Imola (BO), Vissani di Baschi (TR).

Cartelli guide Espresso 2018

Tra le conferme ci sono gli svariati riconoscimenti attribuiti all’Osteria Francescana di Massimo Bottura e il maggior numero di cappelli conquistati dalla regione Lombardia, che ne registra ben 167, seguita a ruota dal Veneto con 107 cappelli, e in terza posizione dal Piemonte con ben 95 cappelli. Anche la Campania mantiene una discreta posizione con i suoi 68 cappelli totali, Taverna Estia di Brusciano (NA) riconferma i 4 cappelli dell’anno precedente e al cui fianco, come novità, ritroviamo Dani Maison di Ischia (NA) e Krèsios di Telese Terme (BN).

Chef premiati

Riguardo invece la guida vini, Andrea Grignaffini e Antonio Paolini, curatori anche di quest’edizione, hanno descritto le novità proposte e di come le loro modalità di gestione della guida si stiano sempre più orientando sul consumatore, cercando di guidarlo con indicazioni sempre più puntuali. Infatti quest’anno nelle classifiche speciali,

La sala di degustazione
La sala di degustazione

sono comparsi ben quattrocento vini divisi in quattro categorie distinte: i 100 vini da bere subito, i 100 vini da comprare, i 100 vini da conservare e, come novità assoluta, i 100 vini da riassaggiare. Curiosa e interessante quest’ultima categoria, che in un certo modo potrebbe essere letta e interpretata per dare al consumatore il punto di vista del vino nella sua evoluzione. Una sezione che inquadra le vecchie annate presenti sul territorio italiano e che copre un arco di millesimi piuttosto ampio dal 1985 al 2013, in cui si ritrovano diverse etichette interessanti.

Sicuramente questo il dato positivo, poi nelle classifiche ci sono sempre punti di vista e percezioni diverse sui prodotti, forse qualche leggera perplessità nelle scelte fatte di alcuni dei 100 vini da bere subito, anche se senza dubbio alcuno, le esigenze del momento stanno portando ad avere vini sempre più pronti nell’immediato. Per fortuna ci sono tanti produttori che al contrario continuano a credere nei loro prodotti e che hanno acquisito sempre più la consapevolezza che immettendoli sul mercato con qualche anno in più di affinamento possono regalare suggestioni ed emozioni davvero uniche.
In ogni caso è stato importante prendere parte a tale evento, per poter comprendere in modo reale le dinamiche che contraddistinguono il settore.

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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