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Cibo e Cultura

Le mani che parlano

PaneTi lavoro con tanta energia, ti sbatto e ti piego, ti schiaffeggio per bene, comincia una trasformazione nel tuo essere. La tua pelle diventa liscia e vellutata, un profumo di tempi antichi invade la casa.
Ti accarezzo per bene, un bacetto sulla tua liscia superficie e tu dormi, sogni d’oro, per almeno un paio d’ore.
Gentilmente ti sveglio e con tanto amore ti separo dalla tua madre che presto ritroverai, il tuo profumo da neonato mi ricorda la mia infanzia, vedrai che quando crescerai tante bocche ti saranno immensamente grate.
Ci vuole un altro riposino prima di andare al calduccio, questa volta è una siesta, giusto il tempo di raccogliere i pensieri della giornata. A sera, quando tutti si ritrovano intorno al tavolo della consapevolezza, si parla molto di te, tu arrivi con tutto il tuo splendore per la gioia dei nostri occhi e dei nostri palati. Senza di te la vita non sarebbe così importante, ma non perché non si può vivere senza te, no il problema non è questo, tanto è vero che molta gente non ti ha mai conosciuto realmente.
Il tuo legame parte da molto lontano, chi ti ha almeno una volta baciato non potrà più dimenticarti, a volte i ricordi sono così profondi che i nostri antenati ci seguono come fantasmi, noi popolo di tempi che furono e che verranno, saremo degli eterni malinconici.
Finita la giornata, ti prendo tra le braccia e ti copro con il tessuto degli Dei, il lino, raccolgo ogni tua traccia per gli uccellini del mattino. Adesso è ora della buonanotte amore mio, domani sarà un altro giorno.

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