Rutigliano, festa e folklore della città dei fischietti di terracotta

A Rutigliano, in provincia di Bari, la seconda metà di gennaio è tradizionalmente dedicata alla celebrazione della Fiera Del Fischietto in Terracotta, variopinti manufatti sibilanti d’argilla realizzati da abili artigiani locali che riproducono, in svariate forme, il “Gallo”.
Le origini di questa festa sono molto antiche e fanno parte di un’eredità culturale di questo territorio, tramandata attraverso consuetudini e tradizioni che si snodano tra sacro, profano e l’antica tradizione dell’arte figulina. Figuli, infatti, sono chiamati gli antichi fischietti di terracotta e “figulini” sono gli artigiani che li realizzano.

In origine, il “figulo” era un semplice fischietto di terracotta usato dai pastori per richiamare le greggi dal pascolo: ecco perché la Festa del Fischietto è sempre associata a quella di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali.
Successivamente, il fischietto ha assunto significati simbolici legati all’amore e agli innamorati, tanto che, fino a non molto tempo fa, durante l’annuale festa di Sant’Antonio Abate, ogni fidanzato regalava all’amata un cesto di frutta con dentro un fischietto a forma di gallo, simbolo di fecondità della terra e di virilità: la tradizione vuole che la buona riuscita di un matrimonio si manifesti con la potenza o meno del sibilo del fischietto.

In seguito al ritrovamento nel 1976 di un antico fischietto a forma di uccellino, è fiorito un intenso artigianato locale tipico a cura di maestri figuli, artigiani specializzati nella produzione di manufatti in terracotta utili alla vita di tutti i giorni come piatti, vasi, anfore, pignatte da forno ed, ovviamente, i fischietti di terracotta che venivano realizzati lavorando direttamente l’argilla rossa locale presente nei campi.

Oggi, sono pochissimi i figuli che custodiscono la preziosa arte ceramista della tradizione rutiglianese, gli ultimi veri artigiani STAZZUNARI. In tutto sono 8 le botteghe: Filippo Lasorella, Antonio Samarelli, Terracotta Rudiae, Maria Gallo (La nostra terra),Leonardo Valentini (Art.Idea), Vito Moccia-Rosa Pagliarulo (La bottega della terracotta); Francesco Laforgia e Patrizia Capasso (La Terra Rossa), Leone Pietro e Pippo Moresca.

La bottega Samarelli e quella Lasorella, inoltre, conservano ancora antiche fornaci per la cottura dei manufatti in terracotta. In particolare, Antonio Samarelli utilizza per la cottura le bucce di mandorla.

Oggi i Fischietti di terracotta dalle botteghe dei figuli sono presentati ed esposti nella tradizionale Fiera del Fischietto che si festeggia dal 17 al 21 Gennaio di ogni anno, giorno in cui si celebra anche la Festa di Sant’Antonio Abate, tre giornate nel Centro Storico di Rutigliano dedicate, a suon di scaramantici sibili, alla magia, alla musica e alla gastronomia che richiamano e seducono migliaia di turisti provenienti da tutta Italia.

Nello stesso periodo si svolge il Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta “Città di Rutigliano”, con un’ampia collezione di opere esposte nel Museo Civico del Fischietto in Terracotta “Domenico Divella“, non solo tradizionali come il “Gallo” ma anche con nuove formule espressive, diverse tecniche e materiali, oltre che per soggetti rappresentati, tra cui noti personaggi locali, della politica, dello spettacolo e dello sport, tutti raffigurati in pose caricaturali.

Il Concorso, quest’anno, giunto alla 30° edizione, ha premiato l’opera satirica «Troy…Rutiglianesi» dell’artista Francesco Laforgia di Rutigliano (Bari), seguito, nell’ordine dall’opera «Unicorno napoleonico» di Diego Poloniato di Nove (Vicenza) e «Divinus» di Marilyn Cerri di Conversano (Bari).

Ma il 17 Gennaio è anche l’inizio del Carnevale e, come nel passato i contadini potevano dare sfogo alla loro ilarità nei confronti dei “padroni”, così, oggi, gli artigiani rutiglianesi della terracotta ne approfittano per schernire le personalità più in vista della città e, per estensione, della politica nazionale, dello sport, della televisione; personaggi riprodotti in “furbesche e ironiche terrecotte sonore”.

