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Turley, il re dello zinfandel

Logo Turley Wine CellarAbbiamo già parlato in precedenti articoli dello zinfandel, vino “cult” prodotto da uve primitivo, o meglio un diretto discendente del primitivo della nostra Puglia, che si è adattato e modificato in California. Per molti anni è stato considerato un vitigno nativo USA, fino alla dolorosa scoperta, tramite ricerche di laboratorio, che in realtà si tratta della popolare varietà della Puglia, probabilmente piantata da qualche immigrato italiano alla fine del 1800, inizi del 1900. Comunque sia, anche se l’orgoglio USA un po’ ne ha risentito, l’interesse per questo vino ha continuato a crescere in maniera esponenziale, tanto da farlo diventare una vera e propria tendenza nel bere, tra i fautori della crescita d’immagine di questo vino, negli ultimi venti anni, sicuramente il primo posto lo si deve dare a Larry Turley, proprietario e creatore della Turley Wine Cellars. Questa vineria è diventata, col trascorrere del tempo, una vera e propria azienda simbolo della produzione USA, sicuramente meno famosa di altre all’estero, in quanto lo zinfandel (o primitivo) non ha gli stessi riconoscimenti di cabernet sauvignon o chardonnay, ma sicuramente è un punto di riferimento per la produzione di alto livello, e per l’elevazione ad alto rango dell’immagine dello zinfandel in tutti gli Stati Uniti.

Larry Turley si è concentrato moltissimo sulle vecchie vigne di zinfandel “old vine”, andando ad acquistare uve e talvolta vigneti, in aree in cui l’età delle piante superava anche i cinquant’anni, credendo fortemente nella qualità di questo vitigno, concentrando tutti i suoi sforzi nell’introdurre nel mercato dei vini prodotti con uno stile unico, estremo, che ha fatto parlare moltissimo, e che vede da un lato grandissimi sostenitori e dall’altro numerosi critici.
Tutti i prodotti di Turley hanno in comune l’estrema maturazione delle uve, con conseguente notevole concentrazione e intensità nei vini, dai colori a volte impenetrabili e con un grado alcolico che può arrivare oltre i 15 gradi. Alcune annate e produzioni hanno superato abbondantemente i 16 gradi mantenendo un buon residuo zuccherino!

Ma veniamo alla storia di Turley Wine Cellars, che è stata creata nel 1993 da Larry Turley, già co-creatore di un’altra vineria molto famosa in California, Frog’s Leap. Larry lascia Frog’s Leap e si concentra sulla produzione di zinfandel, arrivando col tempo ad ottenere una ventina di diversi zinfandel provenienti da altrettanto diversi vigneti sparsi per la California, la produzione attuale è di circa 14.000 casse di vino, che sono vendute ancor prima di essere messe sul mercato.
Infatti una delle caratteristiche di quest’azienda è la grande abilità nel marketing, e la capacità di aver generato una clientela enorme tramite internet/mailing list, i cosiddetti “wine club”, che sono disposti ad aspettare quasi due anni (questo è il tempo di attesa!) per poter ricevere alcune delle selezioni della casa vinicola. Nulla è stato lasciato al caso in questa bella realtà, la loro filosofia di produzione è sempre stata coerente e consistente, sebbene abbiano avuto miriadi di critiche per il loro stile, ma soprattutto debbo dire che la costruzione della rete distributiva è da “oscar”; per capirci, ad oggi oltre il 70% delle 14.000 casse prodotte è venduto direttamente tramite la loro mailing list. Per dare meglio un’idea di cosa ciò significhi, sul loro sito vendono direttamente a un prezzo finale che varia dai 30$ ai 70$, più o meno lo stesso prezzo al quale puoi comprare Turley (quando lo trovi!) in un’enoteca a New York, che probabilmente l’ha comprato da un distributore nazionale, che a sua volta l’ha acquistato direttamente da Turley Wine Cellars a un prezzo molto inferiore!
Insomma, con questo sistema Turley si garantisce stabilità finanziaria, ottimi margini di profitto che dànno la possibilità all’azienda di reinvestire nella qualità e nell’acquisizione di nuovi vigneti; ad oggi circa il 50% del vino prodotto proviene da “old vine” appartenenti all’azienda, non male calcolando che quindici anni fa compravano tutte le loro uve e producevano molto meno.
Oltre alla varietà di “Single Vineyards” zinfandel provenienti da vecchie vigne, l’azienda produce Petite Syrah e Charbonno molto interessanti. Sebbene la recente terribile crisi USA, i vini e l’azienda Turley sembrano avere un destino fiorente.

Antonio Cabibi

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