Anteprima Colline Teramane: vino e cucina

Nelle chiare parole del dinamico Enrico Cerulli Irelli, nonché valido presidente del Consorzio di Tutela Vini Colline Teramane, non traspare soltanto una sana sensibilità, ma anche e soprattutto una spontanea naturalezza nel voler fare squadra. Certo l’obiettivo dell’organo che presiede dal 2018 è di quelli fragorosi, ma al contempo, altrettanto stimolanti: “costruire, nell’immaginario collettivo, lo spazio per un Abruzzo speciale, racchiuso tra il Massiccio del Gran Sasso e il mare Adriatico”.

Una mission, per nulla facile allora, vista ormai l’incertezza globale che ci attanaglia, ma che non deve rivelarsi un ostacolo insormontabile; in primis, per la bellezza oggettiva e cromatica che gli si presenta ogni giorno una volta spalancata la finestra di casa e poi, per diretta conseguenza, per il patrimonio di vigneti e uliveti, ordinati e sistemati come giardini, talvolta interrotti da un’ottima dose di campi coltivati, boschi, borghi, abbazie e svariati monumenti.
Già, un fazzoletto di terra invidiato in tutta Europa (e forse anche altrove) per il suo “verde” che nelle sue parti montane, davvero imponenti, si unisce a parecchie altre seduzioni di interesse storico-artistico. Una terra di confine, vero, in tutti i sensi: non soltanto amministrativo, ma anche geografico, culturale e linguistico, poiché Il fiume Tronto, che oggi separa le Marche dall’Abruzzo, in passato scindeva lo Stato pontificio dal regno borbonico.

Benvenuti nel magico Teramano, mi viene allora spontaneo da dire, dove la ricchezza di attrattive ambientali è tale da meritare un attento interessamento, così come il contatto con una popolazione generalmente volenterosa e cordiale non può passare inosservato.
Il clima qui è vincolato dalle elevate catene montuose e dalle correnti boreali che ciclicamente percorrono l’Adriatico, riuscendo a scovare una comoda via tra l’Appennino e i Balcani; mentre l’escursione termica, in ogni parte dell’anno, è fortunatamente sensibile per la coltivazione della vite.

Quella teramana non vuole, in sostanza, essere descritta, e giustamente, come una viticoltura calda, ma si colloca con orgoglio in una sorta di limbo fra quella temperata del Nord Italia e quella mediterranea.
In più, ad autorevole testimonianza di tale tripudio naturale ed agricolo, si erge una grande cucina autentica, lunga nelle preparazioni ma sorprendentemente delicata; accompagnata da svariate ricette originali, che vengono frequentate piuttosto fedelmente e assiduamente nella quotidianità dell’alimentazione familiare. Raffinata, popolare e non esente da francesismi ereditati dagli scambi tra il Regno di Napoli e Parigi, l’esperienza gastronomica annovera squisiti piatti a base di carne, di pesce e soprattutto di verdure, data la notevole abbondanza di ortaggi ed erbe aromatiche provenienti dai rinomati e storici “orti” di Teramo.

Oltre alle virtù del primo maggio (zuppa a base di verdure, legumi, spezie, carni e diversi formati di pasta), troviamo gli spaghetti alla chitarra con pallottine di carne, i tajuline e fasciul (una sorta di pasta e fagioli), le mazzarelle (involtini di verdura e interiora di agnello), la trippa, i timballi, la capra alla neratese, il tacchino alla canzanese, le scrippelle m’busse (crespelle ripiene di formaggio pecorino cotte nel brodo).
Conoscere, bere e apprezzare le Colline Teramane è in definitiva un atto culturale, come ci ricorda ancora il presidente, per via delle ancorate tradizioni di questi luoghi che non smettono mai di evidenziare l’importanza storica dell’intreccio tra uomo e viticoltura. Ecco, se dovessimo però delineare una certa identità “gustativa” teramana, la strada da percorrere è ancora un tantino lunga prima di giungere al cosiddetto fil rouge tanto agognato quanto ostico, ma essenziale per qualsiasi contesto enologico di mercato. Nessun problema, la strada intrapresa è quella giusta!

I migliori assaggi dell’Anteprima Colline Teramane 2022:
Montepulciano d’Abruzzo DOCG
- Tenuta Terraviva, Colline Teramane 2020 Tortoreto
- De Angelis Corvi, Fonte Ravaliano 2019 Controguerra
- San Lorenzo, Antares 2019 Castilenti
- Barone di Valforte, Colle Sale 2018 Silvi
- Cerulli Spinozzi, Cortalto 2018 Canzano
- Lepore Re, 2017 Controguerra
- Faraone, Santa Maria dell’Arco 2015 Giulianova

Montepulciano d’Abruzzo Riserva DOCG
- Centorame, Castellum Vetus 2017
- Podere Colle San Massimo, Terra Bruma 2017 Giulianova
- Tenuta Terraviva, Polifemo 2016 Tortoreto
- San Lorenzo, Escol 2016 Castilenti
- Cerulli Spinozzi, Torre Migliori 2015 Canzano
- Abbazia di Propezzano 2015
- Nicodemi, Neromoro 2016 Notaresco
- Monti, Senior 2011 Controguerra
Lele Gobbi



