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Guida completa ai vini della Campania di Luciano Pignataro: niente pubblicità e tanta passione


   
 

E’ con grande piacere che mi accingo a parlare della seconda edizione di questa guida, scritta con professionalità e passione dal giornalista Luciano Pignataro e da un pool di collaboratori, fra cui l’amico Fabio Cimmino che scrive anche per questa rivista, che hanno contribuito in modo determinante per la stesura delle quasi 600 pagine dedicate a 240 aziende vinicole e ben 1500 etichette. Sappiamo bene che nel mondo della carta stampata di guide enogastronomiche ce ne sono fin troppe, ma questa è – come disse Woody Allen in una scena del film Provaci ancora Sam – “qualcosa di realmente diverso”. Innanzitutto è “sponsor free”, quindi non ci sono possibili conflitti di interesse, niente pubblicità in tutto il volume ma solo tanto materiale interessante da leggere. Ma non basta. In questa guida, che arriva dopo tre anni dalla prima versione, durante i quali la Campania ha dimostrato di essere una delle regioni vinicole di riferimento per l’intero territorio nazionale, Luciano Pignataro ci parla della gente del vino, entrando quasi nelle loro case per raccontarci gli umori, la filosofia, la storia, lo spirito con cui ogni azienda ha dato vita ai propri gioielli, sempre con un linguaggio incisivo e mai stucchevole, ma anche profondamente “vissuto”, come solo un campano vero potrebbe fare. Non ci sono voti, bicchieri, corone, stelle, grappoli o quant’altro siamo abituati a vedere a fianco ad ogni vino. Non ci sono vincitori e vinti. E’ una guida vera, come l’ho sempre immaginata io, dove ogni vino viene descritto nei sui tratti peculiari, che sono riferimento essenziale della sua personalità e dello stile aziendale, e ci consentono di capire perfettamente se può stimolare o meno il nostro interesse, lontano da premi e numeri che potrebbero condizionare le nostre scelte.

Luciano ce lo dice chiaramente nella sua prefazione: “Il vino mi piace sempre, nonostante l’appiattimento papilloso del gusto e di gran parte delle etichette, perché ha il fascino della irregolarità, della irripetibilità, dell’incognita legata ad una pioggia, ad una giornata di sole in più, a uno sbaglio o a un’intuizione in cantina”. E’ questo il punto centrale, la ragione per cui il vino si distingue da qualsiasi altra bevanda ed è da sempre stimolo per poeti, scrittori, pittori. Ma l’autore sottolinea anche i grossi nei che emergono da un’analisi attenta del mondo del vino, come il sempre più basso livello qualitativo della comunicazione, la confusione di ruolo fra la figura del giornalista e del pubblicitario. I forti condizionamenti e le scelte di parte, le furberie, fino ad arrivare agli illeciti penali. Per Pignataro, e non posso che essere d’accordo, ci deve essere una netta separazione dei ruoli: chi comunica il vino in qualità di giornalista, e quindi di critico, non può allo stesso tempo avere come sponsor il produttore di quello stesso vino. Qual’è il risultato di fronte al consumatore? Scarsa credibilità e affidabilità nel giudizio. Oggi chi acquista un vino ha più conoscenza e riferimenti, ma può essere ancora fuorviato da sistemi e metodi poco corretti, per cui ben venga una guida che ha l’intento di dare un quadro esaustivo della realtà vitivinicola campana senza scadere nel propagandismo o nella pubblicità indiretta di questo o quel prodotto.

Le circa 600 pagine sono prive di immagini, per alcuni questo potrebbe apparire un limite, a mio avviso è invece un ottimo sistema per concentrare l’attenzione sui contenuti. La guida raggruppa le aziende in base alla provincia di appartenenza, questo consente al lettore di avere un quadro più ampio e preciso della realtà vinicola campana. Infatti, di ciascuna provincia viene descritta la storia, la cultura, le tradizioni, ma anche i pregi e difetti che la caratterizzano nell’ambito della promozione del territorio e dei suoi prodotti; molto utili anche i dati produttivi di ciascuna doc, come gli ettari vitati e gli ettolitri di vino prodotti e confrontati con i dati del 2001. Nelle schede aziendali, oltre alla storia e ai dati tecnici, viene proposto il percorso stradale per poterle raggiungere, mentre per ciascun vino sono specificati l’uvaggio, la fascia di prezzo, la tecnica di vinificazione e le note di degustazione. “Le bottiglie dell’Arca” è, invece, una sezione dedicata a quei vini per i quali Luciano ha provato una particolare emozione o che rappresentano molto bene il territorio e le tradizioni aziendali: 142 bottiglie da conservare o assolutamente da conoscere. Ma non è finita qui, in appendice potete trovare i riferimenti di numerosi ristoranti, enoteche e wine bar, sempre suddivisi per provincia. L’unico appunto che posso fare a questa splendida guida è la mancanza di un semplice indirizzo alfabetico per azienda e per vino, utile soprattutto per coloro che hanno meno conoscenze e potrebbero trovare qualche difficoltà nella ricerca. Buona lettura!

Guida Completa ai vini della Campania di Luciano Pignataro
Edizioni dell’Ippogrifo
pag. 598
Euro 23,80

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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