Tra morsi di Chianina e sorsi di Syrah, Cortona batte la crisi anche nel 2026

Ci riflettevo mentre tornavo a casa, Chianina & Syrah è un evento ormai rodato, con la IX edizione si è superato, basta vedere i numeri: 50 tra chef stellati e non (tra cui Chicco Cerea, tre stelle Michelin dal 2009 con il ristorante “Da Vittorio” a Brusaporto), macellerie, enoteche, pastry chef, maestri gelatieri, sommelier, artigiani, oltre cinquanta cantine vinicole da tutta Italia e dall’estero (Francia, Australia, Sudafrica, Albania, Svizzera, Grecia), masterclass, corsi di cucina, degustazioni, spazi dedicati ai bambini, cene di gala stellate, incontri culturali, show cooking, artigianato locale enogastronomico.

Dietro a tutto questo ben di Dio ci sono Vittorio Camorri di Terretrusche Events, ideatore e organizzatore della kermesse durata dal 6 al 9 marzo, il Consorzio Vini Cortona (presidente Stefano Amerighi), il Comune di Cortona (sindaco Luciano Meoni), Cortona Sviluppo, la Banca Popolare di Cortona (direttore generale Roberto Calzini), il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP (direttore Andrea Petrini).
Inutile dire che la partecipazione di pubblico è stata enorme, molto probabilmente non solo toscano ma anche proveniente da altre regioni.

Ecco, mentre stiamo attraversando una crisi globale, mentre si accendono guerre sanguinose e ingiustificate (ammesso che esistano guerre giustificabili), qui a Cortona, almeno per quattro giorni, si è respirata un’aria gioiosa, spensierata, lontano dalle brutture del mondo, un angolo dove godere con i nostri sensi le prelibatezze e i vini di un territorio indubbiamente capace di produrre qualità, il tutto nella bellissima cornice del Chiostro di Sant’Agostino.
Una parentesi, certo, ma come non mai utile per ricordarci che la razza umana può fare anche cose buone, con passione, senza smanie di onnipotenza e nel rispetto di tutti.
Ora, in tutto questo straordinario contesto, viene fuori solo una riflessione, emersa da una piacevole chiacchierata con Stefano Amerighi, ovvero se non sia il caso, di separare la parte dedicata al vino, ovvero “Che Syrah sarà”, dal resto della manifestazione. Questo permetterebbe di organizzarla ancora meglio e, magari, di concentrare le risorse del Consorzio prevedendo, ad esempio, la possibilità di visitare ciclicamente alcune aziende del territorio, magari con una degustazione in loco degli altri vini prodotti e/o di qualche vecchia annata. Per i giornalisti, soprattutto coloro che vengono da altre regioni, sarebbe l’unico modo concreto per approfondire la conoscenza dell’area cortonese, non limitandosi alla sola anteprima prevista attualmente.

Ma veniamo all’anteprima 2026 del Cortona DOC Syrah e degli altri vini dalla stessa varietà, provenienti da altre zone d’Italia, con qualche assaggio anche da altre parti d’Europa e del mondo. Per quanto riguarda il Cortona DOC ci tengo a precisare che i vini erano proposti in sequenza di azienda e non di annata, mi auguro che l’anno prossimo si possa rivedere questo approccio, poiché un confronto per annata è più auspicabile e chiarificatore dell’andamento generale. Detto questo, ho trovato una qualità media più che soddisfacente, ma sono ancora pochi i vini in grado di alzare l’asticella ulteriormente; in generale ho trovato una migliore gestione dei legni, una buona espressione fruttata e una freschezza stimolante, al netto delle diverse annate. Inoltre, l’assaggio dei vini di annate come la 2021 e la 2019, ha messo in evidenza in alcuni casi ottime possibilità evolutive.
Infine, per quanto riguarda le annate più recenti, ovvero la 2024 e la 2023, è stato interessante notare il comportamento dell’uva Syrah in due millesimi decisamente diversi. La 2023, che chi ha letto i miei reportages sul Nobile di Montepulciano e sul Chianti Classico, sa quanto sia stata complicata, ha dimostrato con questa varietà d’oltralpe una capacità di adattamento notevole, rivelando una maggiore espressività floreale, mentre per la 2024 è stato il frutto a dominare la scena, coadiuvato da una speziatura incisiva, dove il pepe è affiorato in più occasioni, testimoniando quanto questo aroma primario dell’uva si concentri maggiormente in annate non eccessivamente calde e con maggiore escursione termica, soprattutto in fase pre-vendemmiale (al netto di una capacità tecnica nell’estrarlo in fase di fermentazione e nell’utilizzo di filtrazioni più blande possibili).

Di seguito un elenco dei vini che ho preferito, in ordine di degustazione:
- Rosso Arenite 2022 Baldetti: prugna, sottobosco, terroso, pepato, tannino rifinito e finale complesso e persistente.
- Cortona Calice 2024 Cantina Canaio: fresco e piacevole, rosa scura e viola appassita, lampone e amarena, pepe nero, sorso coerente, fresco e con tannino giovane ma fine, finale vivo e stimolante.
- Cortona Terra Solla 2023 Cantina Canaio: prugna e marasca, leggero pepe; bocca dai toni scuri, liquirizia, spezie, finale sapido, col tempo salirà di livello.
- Cortona L’Usciolo 2023 Cantina Doveri: diretto, ampiamente fruttato, bocca fitta e godibile, molto frutto e piacevolezza, si beve bene, lascia sensazioni di notevole profondità.
- Cortona Particella 134 2021 Cantine Faralli: bouquet di notevole finezza, anche floreale, il frutto non spinge ma si dona leggero e fragrante, sfumature di cioccolato e tabacco; anche al palato mostra una propria personalità, intenso senza appesantire, lungo e voluttuoso.
- Cortona Pollùce 2023 Chiara Vinciarelli: gelso, mirtillo, anche floreale, al palato ha freschezza, frutto ben espresso, tannino importante ma ben gestito, vino destinato a una lunga evoluzione.
- Cortona Castore 2024 Chiara Vinciarelli: lampone maturo, ciliegia, leggero mirtillo; al gusto emerge la spezia, ha una bella freschezza ed energia, rispetto al precedente è forse meno strutturato e complesso, ma in questo momento è più pronto e con una bevibilità notevole.
- Cortona Il Castagno 2023 Fabrizio Dionisio: trama olfattiva fine, viola, ciliegia, gelso, bocca fresca, gradevole, tannino giusto, scorrevole e gradevolissimo.
- Cortona Campetone 2023 Il Fitto: speziato, cardamomo e pepe, prugna, al palato è interessante, buona definizione, bel gioco di frutta e spezie, tannino fine, finale appena amarognolo ma che non disturba.
- Cortona Rugapiana 2024 Poggio Sorbello: fine di ciliegia e lampone, leggero mirtillo, bocca fresca, pulita, semplice ma precisa, finale sapido e invitante.
- Cortona Apice 2022 Stefano Amerighi: amarena, mirtillo, macchia mediterranea, spezie fini; al palato ha profondità, bella materia, ancora molto viva e scalpitante ma già ben delineata, un vino dall’allungo notevole che non avrei alcun timore di riscoprire ancora più buono tra 4-5 anni.
- Cortona Serine 2022 Stefano Amerighi: lampone maturo, ciliegia, al palato ha freschezza, dinamico, agile, scattante, speziatura fine, ben calibrato, da bere e ribere.
- Merita di essere menzionato anche il suo Cortona Syrah 2023, fine, elegante, con un bel gioco di frutta e spezie che ritrovo perfettamente al palato, lineare e continuo, molto convincente.

SYRAH D’ITALIA
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- Terre Siciliane Plus 2019 Aldo Viola: naso sottile ma molto fine, floreale, con una speziatura delicata e non forzata, fresco e sapido al palato, ha slancio, energia, si sente la naturalezza del vino, lascia il segno e si distingue per una personalità tutta sua.
- Terre Siciliane Plus 2021 Aldo Viola: speziato, macchia mediterranea, solare, scattante, un tripudio di forza e leggerezza, tutto in movimento, giovane eppur bevibilissimo.
- Monreale Kaid 2022 Alessandro di Camporeale: bel naso fine, molto fruttato, ciliegia matura, bocca succosa, piacevole, precisa, con tannino levigato, molto interessante, finale pepato.
- Costa Toscana Syrah Hide 2021 Bulichella: pulito, efficace nel frutto, al palato ha freschezza, succoso e allegro, senza spigoli, si beve che è un piacere.
- Toscana Sarà Syrah 2022 Colognole: prugna e ciliegia nera, toni scuri e armonici, bocca coerente, fresca, pepata, piacevole, buona lunghezza, finale senza incertezze.
- Toscana Syrah Suisassi 2022 Duemani: eucalipto, liquirizia, prugna e mirtillo, cacao; al palato ha grande freschezza, buona spinta, c’è dinamicità, slancio, molto buono e persistente.
- Toscana Varramista 2020 Varramista: un vino che ha subito una progressiva metamorfosi, in parte dovuta a un utilizzo sempre più incisivo dei raspi in macerazione, il risultato è una sensazione in parte vegetale ma non verde, poi frutto ampio e una speziatura fine; anche al palato la componente vegetale affiora ma non disturba, la sensazione è, ma questo lo avevo già verificato in passato, di un vino che con il tempo troverà un perfetto equilibrio.
- Toscana Syrah Gruccione 2022 Il Querciolo: susina, ciliegia, vaniglia e liquirizia; al palato ha freschezza, scorrevole, senza spigoli, va diritto e preciso per la sua strada.
- Rosso Puddinga 2022 Il Vecchio Poggio: nato come cabernet sauvignon e poi trasformatosi in un syrah in purezza, oggi presenta una trama articolata dove emergono amarena matura, mora, mirtillo, cacao, liquirizia e una sfumatura speziata di pepe; bocca di bella consistenza, ariosa e dinamica, tannino già integrato, finale sapido e profondo.
- Toscana Syrah 2022 Maestà di Santa Luce: per me una piacevole scoperta, il vino mi ha così convinto che non mancherò di visitare l’azienda; si tratta di una materia intensa e ricca senza per questo appesantirsi, c’è un legno ancora da assorbire del tutto, ma il carattere emerge senza difficoltà rivelando una verve succosa e di notevole impatto.
- Toscana Syrah 2023 Michele Satta: naso molto fine e pulito di rosa canina, ciliegia matura, spezie fini; anche al palato ha finezza, eleganza, uno dei migliori per precisione espressiva, molto pulito, intenso e dal finale sapido.
- Syrah Podere Bellosguardo 2021 Podere Bellosguardo: prugna, ciliegia nera, spezie dolci, buon ritorno fruttato al palato, piacevole, fresco, definito, toscaneggiante.
- Piemonte Syrah 2023 Scarzella: si distingue per i toni di frutta fresca, fragolina, ciliegia, al palato conferma la freschezza al centro delle sensazioni, molto piacevole, divertente, riconoscibile, beverino, una nota gioiosa.
- Toscana Syrah Sambrena 2023 Tenuta La Novella: tratti floreali evidenti, piccoli frutti di bosco, ciliegia e lampone maturo, leggera grafite; al palato presenta un sorso gioviale, spigliato, scorrevole, punta più sulla finezza e piacevolezza che sul volume, e noi gliene siamo grati.
- Sicilia Sallier de la Tour 2023 Tenuta Sallier de la Tour Tasca d’Almerita: mora, mirtillo, pepe nero, balsamico; al palato ha freschezza, intensità, slancio, molto stimolante, un vino che si fa bere senza mancare di sostanza.
Roberto Giuliani
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