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Ricordo di Oreste Brezza assaggiando Barolo a Grandi Langhe

Oreste Brezza

Se n’è andato domenica 26 gennaio, Oreste Brezza, uno dei “vecchi” di Langa, anzi, di Barolo, all’età di 92 anni. Un personaggio che non era personaggio, lo trovavi spesso tranquillo nel suo ristorante a lisciarsi i baffi, sempre con un buon bicchiere davanti.
Brezza è un nome storico a Barolo, Giacomo e il padre Antonio imbottigliarono i loro vini nel 1910, ma la proprietà dei vigneti risale alla seconda metà dell’800. Di certo Oreste è stato tra coloro che hanno contribuito a rendere famoso il Barolo nel mondo, lo ricordo come persona tranquilla, riservata, ma sempre pronta a sorridere e scambiare quattro chiacchiere.
Un corpo unico che funge da ristorante, hotel, cantina, impossibile non vederlo quando si arriva a Barolo, io ci ho dormito un paio di volte e ci ho anche mangiato, ma soprattutto ho assaggiato molti suoi vini, rimanendone sempre colpito per quella straordinaria purezza che li ha sempre caratterizzati. Stupendi i suoi Barolo Bricco Sarmassa, Sarmassa, Castellero e Cannubi, ma anche il Dolcetto d’Alba San Lorenzo, la Barbera Cannubi Moscatel, la Freisa Santa Rosalia.
Quasi ogni volta che sono capitato a Barolo, per me era una tappa fissa andare a trovare suo figlio Enzo e, magari incontrare Oreste per scambiarci quattro chiacchiere.
Non so quanti di noi se ne rendano conto, ma il Barolo non sarebbe diventato quello che conosciamo senza persone come Oreste Brezza, Bartolo Mascarello, Baldo Cappellano, Beppe Rinaldi. Il tempo è tiranno e ci ha portato via anche lui, Oreste, ma grazie al figlio Enzo i vini restano e continueranno a raccontarci una bellissima storia di vita.
Proprio ieri ho avuto modo di degustare un suo Barolo a Grandi Langhe, evento che si svolge ogni anno a Torino, appena ho terminato gli assaggi sono corso in albergo perché sentivo il bisogno di scriverne…
Oreste lascia la moglie Carla Scarzello, con cui ha condiviso 60 anni di amore, e i figli Tiziana ed Enzo che portano avanti l’attività di famiglia.

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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