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Sorsi di birra

Singha


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Lager
6%
Boon Rawd Brewery Company
0.75 cl
A (fino a 5 Euro)

SinghaSingha è il nome di una birra thailandese bionda. Sing-to significa leone in thailandese. È la birra più vecchia (creata nel 1933) ed anche la più popolare del paese, ma da alcuni anni la sua posizione di leader di mercato è seriamente minata da agguerriti concorrenti come la birra Chang. La birra Singha è di tipo lager, a bassa fermentazione. Nonostante non abbiama delle particolari proprietà specifiche ho notato che viene proposta quasi sistematicamente in alcuni negozi che vendono alimenti bio ed altri prodotti naturali per il benessere. Devo dedurre (un po’ tristemente) che, forse, la sola veste orientaleggiante basti e avanzi?! Ad ogni modo si tratta di un prodotto più che dignitoso. La schiuma è discreta, il colore deciso ed invitante. Al naso profuma di limone, fiori e cannella. Prevalgono le note luppolate mentre al palato aumenta la percezione dolce del malto (100% orzo). La principale differenza rispetto ad altre birre della stessa categoria è rappresentata dal grado alcolico che raggiunge il 6% in volume. Questo si riflette al palato dove sembra avere un corpo più voluminoso ed avvolgente. Il finale è fresco e vibrante grazie alla buona carbonazione. Dopo averne bevuto in quantità industriali, molti anni fa, durante un viaggio in Thailandia, non mi aveva lasciato un ricordo particolarmente entusiasmante. Ho acquistato, lo scorso mese, una bottiglia da 0.75 cl (invece della classica da 0.33) che si è rivelata, invece, più interessante e piacevole delle aspettative considerato che si tratta, comunque, di una lager industriale.

Voto: @@@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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