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Catabbo, la Tintilia e il riscatto silenzioso del vino molisano

Carla, Pasquale e Sara Catabbo
Carla, Pasquale e Sara Catabbo

C’è una regione che nel vino italiano continua a vivere ai margini del racconto nazionale. Una terra poco incline all’autopromozione, lontana dai riflettori delle grandi denominazioni e spesso compressa tra l’ingombrante vicinanza dell’Abruzzo e il fascino mediterraneo di Campania e Puglia. Eppure, il Molise custodisce uno dei patrimoni viticoli più autentici del Centro-Sud Italia: colline ventilate che guardano l’Adriatico, vecchi vigneti sparsi tra ulivi e pascoli, una biodiversità ancora integra e, soprattutto, vitigni identitari che oggi stanno finalmente trovando voce.
Tra questi, la Tintilia rappresenta il simbolo più potente di una rinascita ormai tangibile. Uva austera, complessa e dal carattere marcatamente tannico, era stata quasi dimenticata; oggi, invece, è la bandiera di una nuova generazione di vignaioli che ha scelto di puntare sulla riconoscibilità territoriale anziché sulla quantità. È esattamente in questa traiettoria che si inserisce il lavoro della famiglia Catabbo, una delle realtà più coerenti e significative del rinascimento vitivinicolo molisano. A San Martino in Pensilis, nel cuore collinare della provincia di Campobasso, questa cantina ha costruito negli anni un progetto lungimirante, che va ben oltre la semplice produzione.
La storia aziendale nasce all’inizio degli anni Novanta grazie all’intuizione di Vincenzo Catabbo. All’epoca, impegnato nel commercio cerealicolo, viaggiava molto, entrando in contatto con modelli agricoli avanzati e territori che avevano già compreso il valore identitario del vino. La svolta arriva quasi per caso, attraverso l’incontro con un anziano contadino che custodiva alcune barbatelle di Tintilia. In quelle poche piante, Vincenzo intuì un patrimonio culturale prima ancora che agricolo.

Tintilia
La Tintilia

Fu una scelta controcorrente. Negli anni in cui la tendenza generale inseguiva i vitigni internazionali e produzioni più redditizie, il fondatore decise di scommettere su un’uva poco produttiva, difficile da gestire e praticamente sconosciuta ai mercati. Nel 1992 impiantò il primo mezzo ettaro a Contrada Petriera, su terreni collinari e pietrosi: superfici che per i cereali erano quasi improduttive, ma che per la vite si sarebbero rivelate straordinarie.
Un gesto pionieristico che oggi appare profetico.
Nel tempo, l’azienda si è evoluta senza mai tradire l’impostazione originaria. Con l’ingresso dei figli Sara, Carla e Pasquale, la cantina ha assunto una dimensione più strutturata, mantenendo però intatta la forte impronta familiare. Oggi le tre tenute condotte in regime biologico — Petriera, Calvario e Convento — rappresentano con i loro 50 ettari vitati tre diverse interpretazioni della Tintilia e del paesaggio molisano. Cambiano i suoli, cambiano le altitudini, cambia la trama dei vini.
A Petriera, cuore storico del progetto, i terreni argillosi e pietrosi danno vita alle espressioni più profonde e classiche del vitigno, come il Colle Cervino e la Riserva Vincè, nata proprio dal mezzo ettaro originario. Al Calvario emergono invece profili più tesi e verticali, sostenuti da una freschezza naturale che ne allunga il respiro. La tenuta del Convento, infine, guarda a una lettura più contemporanea ed essenziale, complici gli affinamenti in anfora e cocciopesto che ne enfatizzano la purezza e la precisione espressiva.
È nel bicchiere che si comprende davvero il lavoro svolto da Catabbo negli ultimi trent’anni. Una piccola rivoluzione che ha trasformato la Tintilia, di cui ci occuperemo oggi in particolar modo, da rosso spesso austero e tannico a vino capace di coniugare identità territoriale e straordinaria facilità di beva.

Tintilia in Anfora 2024 Catabbo

La Tintilia in Anfora 2024 è forse l’espressione più contemporanea della gamma. Dai terreni calcarei della Tenuta al Convento nasce un rosso vibrante, fresco, attraversato da note di piccoli frutti scuri, erbe mediterranee e spezie leggere. L’affinamento in cocciopesto ne preserva l’energia e la purezza espressiva, restituendo una Tintilia agile, dinamica e sorprendentemente scorrevole.

Tintilia Colle Cervino 2024 Catabbo

Con la Tintilia Colle Cervino 2024 si torna invece nel cuore storico di Contrada Petriera, tra suoli pietrosi e colline aperte alle brezze adriatiche. Il vino acquista profondità e complessità senza rinunciare allo slancio: ciliegia matura, liquirizia e spezie accompagnano un sorso equilibrato, lungo e raffinato, dove la freschezza sostiene costantemente la struttura.

Tintilia S 2024 Catabbo

La Tintilia S 2024, proveniente dalle Tenute al Calvario, rappresenta probabilmente il punto d’incontro tra eleganza e materia. I terreni ricchi di calcio e magnesio regalano un profilo più sfumato e balsamico, con un tannino cesellato e una progressione gustativa che privilegia armonia e finezza piuttosto che potenza.

Tintilia Riserva Vincè 2022 Catabbo

Infine, la Tintilia Riserva Vincè 2022, ottenuto dalla storica parcella impiantata nel 1992 da Vincenzo Catabbo, è il vino della memoria e delle origini. Più profondo e stratificato, conserva però quella tensione e quella freschezza che rappresentano oggi la firma stilistica della cantina. Un rosso che racconta il passato della Tintilia ma, allo stesso tempo, ne indica il futuro.

Quattro interpretazioni differenti che condividono un medesimo obiettivo: dimostrare come la Tintilia possa essere un grande vino di territorio senza rinunciare a eleganza, bevibilità e modernità.

Andrea Petrini

Andrea Petrini

Nato nel 1974 a Roma in una annata che si ricorderà pessima per la produzione del vino mondiale. Sarà proprio per ribaltare questo infame inizio che lo condannava apparentemente alle bevande analcoliche che nel 2008 si è diplomato sommelier AIS e nello stesso anno ha aperto uno dei primi wine blog in Italia: Percorsi di Vino. Un anno nasce l'Enoclub Roma con l'obiettivo di valorizzare il vino del Lazio. La passione aumenta sempre più così come la voglia di comunicare il vino e, in generale tutta l'enogastronomia italiana. Diventa responsabile eventi Slow Food Roma, degustatore e relatore AIS ed è entrato a far parte del gruppo Garantito Igp. Collabora con molti siti e riviste di settore come il Gambero Rosso online e organizza Wine tasting in tutta Italia.

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