Scozia vs Giappone ovvero whisky di questo e dell’altro mondo!
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Bowmore 8 Years Old: Questo whisky, invecchiato per otto anni rappresenta il prodotto “base” dell’azienda. Ha colore giallo oro brillante. Al naso risulta leggermente salmastro e leggermente torbato. In bocca ha discreta potenza ed è decisamente caldo (40 % vol.) Qui ritornano le note già apprezzate nella fase olfattiva. Risulta abbastanza morbido, sapido ed abbastanza lungo. (@@) Bowmore 12 Years Old: Qui il colore dorato si fa decisamente più carico che nel 8 y.o. Al naso è decisamente più complesso. Si apprezzano, oltre alla solita ed apprezzata nota di affumicato, note dolci di miele e di cioccolato. In bocca è deciso, abbastanza potente, caldo. Ha buona persistenza e buona lunghezza. Sicuramente un ottimo prodotto (@@) Bowmore Mariner 15 Years Old: Grazie a questo Mariner passiamo decisamente il solco ed arriviamo ad un “tipico” whisky di Islay. Il colore è ambrato brillante, aranciato. Il naso è sicuramente complesso. Emergono note di malto, cioccolato, sapide ed una leggera sfumatura di sherry. In bocca è avvolgente, potente, caldo. Dispone di un’ottima morbidezza e lunghezza ed è di lunga, piacevole, persistenza. (@@@) Bowmore 17 Years Old: Il colore è decisamente ambrato carico e brillante. Al naso offre un ottimo bouquet di malto, fumè, cioccolato, con delle sfumature leggermente floreali, che sicuramente rendono più piacevole ancora, se possibile, l’olfazione. In bocca ritornano tutti i sentori precedentemente detti accompagnati da una perfetta morbidezza ed equilibrio. Molto intenso, potente ed avvolgente. Splendidamente persistente. (@@@@) Bowmore 25 Years Old: Qui tocchiamo una delle punte di eccellenza della serata. Nel bicchiere ammiriamo uno splendido colore ambrato molto carico. Porta con se tutti gli aromi già colti negli assaggi precedenti ma con più dolcezza e, al tempo stesso, con più carattere. E’ un po’ come ascoltare un’orchestra perfettamente accordata. La fusione del malto, del fumè, delle note floreali, del cuoio, del sale è praticamente perfetta. In bocca è assolutamente deciso, “muscoloso”, ma al tempo stesso morbido. Sicuramente intenso e molto persistente. (@@@@ ½). Bowmore Cask Strenght: Con questo assaggio cambiamo un po’ genere anche se le caratteristiche di fondo rimango sempre le stesse. Parliamo, al contrario degli altri assaggi, di un whisky imbottigliato ad una gradazione di 56 % vol., L’imbottigliamento avviene senza influire sul prodotto. Abbiamo quindi un whisky dove l’alcol copre leggermente i profumi, un po’ come le frequenti nebbie che avvolgono il porto di Islay, senza però nulla togliere alla bontà di questo prodotto. Ne risulta sicuramente un whisky meno immediato dei precedenti ma di sicuro fascino e godibilità. Non si smetterebbe mai di berlo, ma visto che non siamo neanche a metà degli assaggi… (@@@@@). Bowmore Darkest: Nella nostra, personalissima, scala dei gusti e dei valori, scendiamo di un paio di gradini. Assaggiamo un whisky invecchiato in botti di Sherry Oloroso. La cosa ci è pienamente confermata durante la degustazione olfattiva, nella quale lo sherry emerge chiaramente dal bouquet. In bocca, però, non troviamo la corrispondenza di queste caratteristiche delicate e profumate il tutto accompagnato da una non perfetta morbidezza e da una persistenza non così lunga (@@1/2). Bowmore Dawn: Qui risaliamo sicuramente. Il prodotto che andiamo ad assaggiare è invecchiato in botti di porto ruby. Al colore ambrato, quasi caramello, si accompagna una naso complesso dove emergono, su tutte, le note di affumicatura e di salmastro, un classico di questa isola. Ritornano delle interessanti note floreali e di frutta sotto spirito. In bocca c’è perfetta corrispondenza con l’olfazione. La morbidezza è tornata ottima e la persistenza è lunga e godibilissima. (@@@1/2) Bowmore Dusk: Il nostro immaginario saliscendi continua. Questo whisky, affinato in botti di Bordeaux, non ci ha convinto fino in fondo. Anche qui il colore ambrato è accompagnato da un naso complesso dove si aggiungono, al fumè e al salmastro anche delle note di liquirizia e cannella. Anche qui, però, l’olfazione non è supportata da una bocca pienamente corrispondente. Buona la morbidezza ma i sentori sono un po’ scissi ed il finale non è così entusiasmante. (@@) Proseguendo il nostro viaggio attraverso i sapori ed i profumi della Scozia approdiamo presso la distilleria Auchentoshan. L’azienda prende il nome dalla località omonima delle lowlands vicino Glasgow ed è attiva sin dal 1823. In questo angolo di Scozia, dove le pianure prendono il sopravvento sulle brughiere e le coste rocciose, vengono prodotti dei whisky molto più morbidi rispetto agli altri conterranei e molto più fruttati. Questi whisky sono molto apprezzati da coloro che per la prima volta si avvicinano al mondo dei distillati ma anche dai degustatori più esperti. Auchentoshan produce un whisky, quasi unico nel suo genere, attraverso una tripla distillazione, cosa che permette di concentrare e di modellare il bagaglio aromatico del prodotto finale. Auchentoshan Select: Un buon prodotto “base”. Si presenta con un bel colore dorato abbastanza intenso. Al naso esprime subito la tipicità dei whisky provenienti da queste regioni: gentilmente veicolate dall’alcol arrivano al naso delle delicatissime note floreali, accompagnate da una leggera nota speziata. Il palato esprime una piena corrispondenza con quanto detto con, in aggiunta, una buona morbidezza. L’impatto è delicato e caldo il finale leggermente pungente ma, nel complesso, buono. (@@1/2). Auchentoshan 10 Years Old: All’esame visivo si presenta con un bel colore dorato non molto intenso ma brillante. Anche qui le note floreali sono accompagnate da una leggera speziatura il tutto racchiuso in un bouquet di assoluta finezza. Al palato c’è assoluta corrispondenza con l’olfazione. L’impatto è assolutamente morbido e caldo. (@@@) Auchentoshan 21 Years Old: Il colore è di un ramato abbastanza carico. Al naso il bouquet si presenta di una prorompente intensità. I profumi, già descritti per il precedente, sono qui assolutamente più netti. In bocca risulta appena meno morbido del 10 y.o. ma l’impatto è comunque notevole. L’unica nota stonata è la scarsa persistenza, veramente un peccato. (@@1/2) Auchentoshan 3 Wood: Così come recita l’etichetta abbiamo davanti un prodotto che è stato affinato in tre differenti botti: American Bourbon, Sherry Oloroso e, per ultimo, Pedro Ximenez. La struttura olfattiva è sicuramente ricca ed imponente, si aggiungono alle note floreali e speziate, sentori di frutta rossa, zucchero di canna, agrumi. L’impatto in bocca è assolutamente importante ma altrettanto morbido ed equilibrio con un perfetta corrispondenza di sensazioni con la fase olfattiva. Il finale è lungo e di una piacevole avvolgenza. (@@@@1/2) Continuiamo il nostro viaggio immaginario ed approdiamo nelle Highlands. Qui vengono prodotti whisky nettamente diversi a seconda della zona di produzione e delle diverse sorgenti d’acqua. La distilleria Glen Garioch ha sede nella zona di Aberdeen e, più precisamente nel villaggio di Meldrum. L’azienda è attiva sin dal 1797. Glen Garioch 10 Years Old: Al colore si presenta con un bel dorato abbastanza carico. Al naso offre una delicata nota di affumicatura ed una più decisa di legno. E’ ben chiaro ancora una sentore deciso di malto. In bocca è abbastanza caldo ed abbastanza morbido. Si presenta decisamente sapido e di buona persistenza. (@@@) Glen Garioch 15 Years Old: Qui il colore è tra il dorato molto intenso ed il caramello. Il naso è fresco, intenso. Alle note di affumicatura si aggiungono quelle più sfumate di fiori e miele, mentre il tutto è accompagnato da un deciso sentore di tostatura. In bocca l’impatto è importante ma la morbidezza è davvero sorprendente. La sua lunga e deliziosa permanenza è davvero interessante. (@@@1/2). Glen Garioch 21 Years Old: Il colore è decisamente un bel caramello. Il naso è ancora più intenso e complesso dei suoi due compagni di scuderia. Qui si aggiungono anche delle note di frutta sotto spirito, oltre alle già citate di affumicatura, floreale e tostatura. In bocca, anche qui l’impatto è imponente ma decisamente morbido. Il calore e la persistenza che lo accompagnano fanno venir voglia di preservare nell’assaggio… (@@@@) Passiamo adesso alla sorpresa della serata: il whisky giapponese. La storia della distilleria Suntory è relativamente recente. Fu fondata nel 1923 presso Yamakazi, nelle vicinanze di Kyoto. Sin da allora, e perseverando durante decenni, si è sempre inseguito il miglioramento della qualità del prodotto. Tale cammino è stato premiato proprio nell’ultimo decennio con l’affermazione dei prodotti Suntory nelle più importanti manifestazioni internazionali dedicate ai whisky. Yamakazi Malt Whisky: Ci troviamo di fronte ad un classico single malt invecchiato 12 anni… almeno all’osservazione del bicchiere. Il colore è di un dorato intenso tendente al caramello ma è al naso che abbiamo le prime sorprese…Subito veniamo letteralmente rapiti da un delicato abbraccio floreale, e da una bellissima nota di mandorla. Emerge, abbastanza decisa, anche una buona speziatura. In bocca l’approccio è intenso e caldo con richiami però alla fase olfattiva in termini di fiori e speziatura, con leggero predominio di quest’ultima. La permanenza è piacevolmente lunga ed intensa. Di sicuro la vetta più alta della serata. (@@@@@). Hibiky Blended: Le sorprese del Sol Levante non sono finite. Qui ci troviamo davanti ad un blended, l’unico della serata. Nasce dall’assemblaggio delle 36 migliori botti della distilleria. Un prodotto assolutamente unico nel suo genere. Al naso si presenta subito molto complesso, sempre con una nota floreale abbastanza preponderante che lascia ampio spazio alla frutta sotto spirito. In bocca è decisamente morbido ed avvolgente offrendosi più speziato che fruttato. La persistenza è ottima e di grande qualità. (@@@@) |
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