Lo chef Enrico Pezzotti ci riprova a Rieti con Il Nostrale

Da pochi mesi è nato un nuovo ristorante a Rieti, nota provincia laziale, si chiama Il Nostrale, piuttosto semplice trovarlo se si conosce la cittadina anche superficialmente, basta raggiungere dalla Salaria la Porta Romana, in Piazza della Repubblica all’ingresso del centro storico, e il gioco è fatto.
All’entrata vi aspetta Enrico Pezzotti, chef romano di lungo corso (probabilmente da piccolo, il primo giocattolo che ha ricevuto era un mestolo), del resto la famiglia, di origini reatine, aveva già un ristorante nella capitale ed è lì che Enrico ha fatto la sua prima esperienza, mentre frequentava la scuola alberghiera. Poi, dopo numerosi viaggi all’estero dove ha arricchito la sua esperienza, approda a fine anni ’90 alla Trota di Rivodutri (RI), uno dei migliori ristoranti della regione, oggi due stelle Michelin. Dopo quasi un decennio continua il suo percorso come Executive chef presso l’Aleph e l’Exedra, due noti hotel romani a cinque stelle, poi per alcuni anni offre la sua consulenza presso la Tenuta Due Laghi, agriturismo di Marinella Tosoni, sempre in comune di Rivodutri.
Ed ora eccolo a Rieti città, con un nuovo progetto, una cucina di territorio, ricette antiche con un tocco di originalità. Non c’è che dire, a Rieti mancava un ristorante di questo tipo, una mano esperta e intelligente, capace di esternare le proprie idee con la sobrietà necessaria in un contesto dove i voli pindarici (e i prezzi elevati) sono molto rischiosi.

Da osservatore mi viene solo qualche perplessità sull’aspetto del locale, a partire dall’insegna luminosa all’ingresso, che a mio avviso ricorda più un negozio che un ristorante, mentre nella sala interna (che poi si sviluppa in un’altra sala-giardino) ho avuto la sensazione di qualcosa di freddo e asettico, non corrispondente a quanto, invece, i piatti sanno esprimere. Probabilmente manca il tocco femminile (non ho visto donne né in cucina né in sala), quel calore necessario a far capire che abbiamo a che fare con una cucina di qualità, basata su materie prime eccellenti in grado di emozionare, a partire dal pane, rigorosamente fatto “in casa”.
Il locale è comunque partito da poco, c’è tutto il tempo per migliorare e rivedere alcuni aspetti, ad esempio anche nella presentazione dei piatti, in alcuni casi un po’ imprecisi (forse non è sempre la stessa persona a prepararli). Ma questi sono aspetti “collaterali”, il cuore del sistema funziona bene, difficile alzarsi da tavola insoddisfatti o con un senso di pesantezza: anche i piatti più elaborati non sono mai “carichi” ma piuttosto equilibrati.

Uno dei più riusciti mi è sembrato l’Uovo al vapore con crema di parmigiano, galletti (al posto del tartufo, che era finito) e crumble di bruschetta, un piatto ben definito e di grande misura.
Divertente l’antipasto “Nostrale”, composto da cinque piccole portate: melanzane alla parmigiana, polpette di bollito, ricotta di pecora, funghi sott’olio e lenticchie di Rascino stufate (pregiate lenticchie provenienti dall’omonimo altipiano e divenute presidio Slow Food).

Buoni i Tagliolini con zucchine, fiori di zucca, vellutata di mozzarella e bottarga, a mio avviso piuttosto asciutti (un filo d’olio o una maggiore cremosità li avrebbero resi più godibili) e con la bottarga un po’ sovrastante.

Eccellente l’agnello in tre versioni: cotoletta fritta, coscio arrostito e salsiccia di spalla; tutte e tre le preparazioni hanno rivelato un’ottima cottura e la notevole morbidezza della carne, sapore gustoso e stimolante.

Ottimo anche il Filetto di manzo, salsa di fegatini e funghi, anche qui la carne era perfetta, morbida e cotta al punto giusto, con una salsa ben calibrata dove fegatini e funghi erano in splendida fusione aromatica.

Fra i dolci molto interessante il Cannolo croccante di gianduia, gelatina di mandorle e crumble al caffè, una preparazione originale e gustosa, dove la cremosità da un lato e la croccantezza dall’altro giocano un ruolo determinante.

Notevole, infine, la qualità del cioccolato, ingrediente che componeva la Sacher ghiacciata (unico problema, trattandosi di un parallelepipedo ghiacciato, il lato aperto andrebbe girato verso l’alto, altrimenti diventa un’impresa tagliarlo).
Peccato per il Tiramisu di un altro pianeta, che purtroppo era terminato, ma avremo sicuramente altre occasioni per assaggiarlo!
Roberto Giuliani
Ristorante Il Nostrale
Piazza della Repubblica, 9/10 – 02100 Rieti
Tel. 0746 760516
Prezzo medio: 30-40 euro vini esclusi


