Umbria, terra di vino, storia e arte: dal 3 al 14 agosto, Calici di Stelle nelle piazze di 200 Città del Vino

Da Torgiano ad Orvieto, passando per Montefalco, il paesaggio umbro è un sereno susseguirsi di distese smisurate e di dolci declivi, punteggiati di borghi ricchi di storia, cultura, arte e religiosità, che, tra ulivi e vigneti, si rincorrono, gioiosi.
Siamo in terra di Sagrantino, l’uva Itriola che Plinio il Vecchio racconta nella sua Naturalis Historia, coltivata nelle aree di Mevania (odierna Bevagna), il cui vitigno fu importato nel XIV-XV secolo dall’Asia Minore dai seguaci di San Francesco di ritorno dai loro viaggi di predicazione.
Dal latino “sacer”, per il ruolo nelle funzioni religiose, il Sagrantino per lungo tempo fu vinificato nella versione “passita”, regalato o bevuto in occasione delle festività pasquali. Dagli anni ’70, grazie alla lungimiranza di Giorgio Lungarotti, subito seguito da altri produttori, si cominciò a vinificarlo in versione secca. La varietà, a maturazione tardiva con un enorme patrimonio polifenolico, produce vini rossi strutturati, eleganti, complessi e dalla grande personalità, con ottima capacità di invecchiamento, dal 1992 tutelati dal marchio DOCG.

Torgiano stupisce per la ricchezza del suo patrimonio artistico e culturale, di cui il MUVIT è la massima espressione. Unico nel suo genere, è un museo del Vino privato a carattere tematico, ideato e creato dalla prof.ssa Maria Grazia Lungarotti, moglie di Giorgio Lungarotti, con cui fondò nel 1974 Cantine Lungarotti, l’azienda apripista di una dimensione enoica nuova e trainante non solo per Torgiano, ma per l’Umbria intera. Il museo, ospitato nel Palazzo Graziani – Baglioni, è motivato da intenti storici e culturali più che aziendali, con una preziosa collezione divisa in diverse sezioni tematiche che hanno sempre come oggetto il vino.

Uno straordinario viaggio nel tempo di 5000 anni, tra rari ed importanti reperti archeologici come anfore vinarie, brocche e coppe da simposio, pergamene, straordinari ed inediti bozzetti, come quello di Picasso e preziose copie di antichissimi libri, come “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio, ceramiche dall’alto medioevo all’età contemporanea, incisioni, strumenti per la vinificazione e, unica nel suo genere, la collezione di ferri da cialda, i biscotti leggeri che accompagnavano il vino.
Nello stesso quadrilatero cittadino, c’è il MACC, il Museo dell’Arte Ceramica Contemporanea ospitato a Palazzo Malizia, che custodisce cinquantotto opere donate alla città da Nino Caruso, maestro d’arte ceramica e curatore della manifestazione “Vaselle d’Autore per il vino novello“, antichi vasi umbri “a becco di pellicano” (vedi →qui).
Sempre in tema, i Vinarelli, nati per gioco, sono oggi espressione di fantasia ed arte dei pittori di Torgiano, caratteristico borgo storico in provincia di Perugia, evento che si svolge all’interno dell’«Agosto Torgianese». Qui, ogni anno, da oltre 30, si riuniscono artisti che creano, in una atmosfera gaia di conviviale, opere utilizzando il vino di queste terre, diluendo i colori dei vivaci quadri e scherzosi bozzetti. Le opere realizzate vengono, poi, donate alla Pro Loco ed al Comune di Torgiano per la vendita, destinando il ricavato ad interventi socio-artistico-culturali.
Il vino è, dunque, elemento forte di promozione integrata che garantisce un insieme produttivo e turistico di straordinaria qualità, anche nell’accoglienza, impeccabile quella a POGGIO ALLE VIGNE, splendido agriResort, immerso nel verde e nella quiete, sempre di proprietà Lungarotti.

Appena fuori dal centro di Torgiano, tra olivi e vigneti, sul crinale della collina di Brufa, si snoda “La Strada del Vino e dell’Arte-scultori di Brufa“, un percorso di sculture contemporanee realizzate da artisti di fama nazionale ed internazionale del progetto Scultori di Brufa.

Poco oltre, su una meravigliosa collina, Miralduolo, si staglia l’azienda Terre Margaritelli, 52 ettari di vigneto intorno la cantina, una parte con varietà tradizionali a bacca bianca Trebbiano e Grechetto e a bacca rossa come Sangiovese e Canaiolo, l’altra, invece, coltivata con varietà “nuove” dal pecorino al fiano. In visita, degustazione della DOCG Torgiano Rosso “Freccia degli Scacchi” 2013 Riserva, intenso, dal colore rubino brillante ed inconfondibili note floreali di viola accompagnate dal profumo di frutti rossi e lamponi, abbinato ad ottimi salumi e formaggi locali.

A Montefalco, interessante visita a “Le Cantine Francescane“, comprensorio della Pinacoteca e del Complesso museale di San Francesco, con le antiche cantine dei frati, perfettamente conservate, con antiche vasche per la raccolta e la pigiatura delle uve e la sede degli antichi torchi, mirabile testimonianza del legame vivo della città di Montefalco col vino, fin dai tempi più antichi.

Di origine francescane anche la cantina Scacciadiavoli, in Località Cantinone, la più antica del territorio, fondata nel 1884, che prese il nome da un esorcista che utilizzava il vino per i suoi rituali. Passata, poi, al Principe Ugo Boncompagni Ludovisi dal 1954 è, oggi, proprietà della famiglia Pambuffetti, con vigneti ad una altitudine media di 400 m s.l.m. su terreni franco-argillosi, viticoltura di qualità su varietà tardive come Sagrantino e produzioni tipiche della zona: Vino Spumante Brut Bianco e Rosè, Metodo Classico– Grechetto dell’Umbria IGT – Montefalco Rosso DOC – Montefalco Sagrantino DOCG – Montefalco Sagrantino Passito DOCG , degustati in visita, in abbinamento a prodotti tipici.

Orvieto è magnifica, con il suo dedalo medioevale di viuzze, di archi, di torri, quella antichissima del “Moro”, lo splendore del Duomo, simbolo della città, sintesi e armonia di stili dal 1294 di Lorenzo Maitani e, nel cuore del quartiere medievale, l’Enoteca Regionale dell’Umbria del Palazzo del Gusto, un labirinto di cunicoli etruschi scavati nel masso tufaceo delle vecchie cantine dell’ex Convento di San Giovanni.
Sotto la città, un incredibile intreccio di antiche grotte, nascoste nell’oscurità silenziosa della rupe, scavate dagli abitanti nel corso di circa 2500 anni, con cavità che si stendono, si accavallano, si intersecano al di sotto del moderno tessuto urbano per kilometri.

Appena fuori città il Pozzo di San Patrizio, del 1527, unico esempio di perfetta armonia tra decoro architettonico ed ingegneria artistica di Antonio da Sangallo, per volontà di Papa Clemente VII per l’approvvigionamento idrico cittadino, con 53 metri, una doppia scala a spirale di 248 gradini ciascuna, illuminato da 72 finestroni, che consentiva agli animali da soma di scendere e risalire per prendere l’acqua senza mai incontrarsi.
Come emerso dagli ultimi risultati del XIII Osservatorio, ricerca condotta in collaborazione con l’Università di Salerno, prof. Giuseppe Festa e presentata in Umbria all’ultima Convention di Città del Vino, al Simposio Europeo sull’Enoturismo, seppure il comparto necessiti di norme, di adeguate politiche di sviluppo, miglioramento della progettazione ed organizzazione di servizi, il settore Vino si conferma uno straordinario ambasciatore di territori, una risorsa economica e culturale in costante crescita ed occasione preziosa per valorizzare luoghi, persone, eccellenze e culture.
Un movimento di massa che muove oltre un milione di enoturisti attorno ad alcuni eventi, come Calici di Stelle, organizzato dal Movimento turismo vino (Mtv) in collaborazione con Città del vino, in programma, quest’anno diffusamente dal 3 al 14 agosto, nelle piazze di 200 Città del Vino.
Un volano economico tanto più imponente, quanto più i territori sono in grado di organizzarsi e migliorare i servizi, restando, però, sempre fedeli a se stessi ed alle proprie tradizioni.



