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Me ne sto seduta in giardino… con il polpettone

PolpettoneFa caldo, molto caldo, ma si è levato un venticello che, timido, carezza le cime dorate del granoturco, brillanti agli ultimi raggi del sole. Tintinna anche lo scacciapensieri, sotto il porticato, giudice delicato dei miei pensieri: sembrano tanti pesci che, in circolo, mi nuotano intorno e io non riesco ad acchiapparne nessuno!!
In quest’impasse accalorata, lo stomaco avvisa con rintocchi gorgoglianti, che s’è fatta ora di cena e che in frigo c’è il polpettone pronto per essere tagliato. Il polpettone, colpevole d’avere questo nome un po’ retrò, poco elegante, che evoca più che un riciclo di avanzi, un vero e proprio disastro della cuoca, in realtà è un piatto che gusto volentieri, soprattutto in estate. E un sorriso mi prende, ricordando, chiaramente, che la maestra elementare aveva giudicato i miei temi, più di una volta, un polpettone (comincio a pensare che già da allora il mio sforzo intellettuale fosse un disastro) e io ho sempre faticato a capire se fosse un complimento o una critica, perché mia mamma faceva un polpettone delizioso!!
La sua ricetta, che ho copiato precisamente, dice:
Mischiare macinato di manzo e maiale in egual misura, aggiungere mortadella tritata fine, carote, peperone rosso, piselli, timo e una presa di sale, amalgamare il tutto e mettere in una lattina tonda d’olio (naturalmente vuota). Sigillare e cuocere a bagnomaria per un’ora abbondante poi togliere dal contenitore e servire caldo o riporre in frigo.
Naturalmente con questo clima estivo, è ottimo servito freddo, accompagnato con insalata verde e sopra ogni fetta un poco di maionese (ma fingerò di non ricordare questa confessione). Se poi ad accompagnarlo c’è un bicchiere di buona birra, freddissima, allora la soddisfazione è tale da farmi pensare che a volte i piatti giudicati meno “nobili” siano in grado di arrecare lo stesso piacere di molte esecuzioni più complicate.
Mi capita sempre più frequentemente di ricercare ed apprezzare la semplicità, probabile segno dell’età che avanza. Non sento più lo scacciapensieri…

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