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Creta, Minos Cretan Wines S.A. – Miliarakis winery, passato, presente e futuro in un calice di vino

Esterno Minos Winery

“La storia della nostra cantina nasce nella metà del 19° secolo, quando mio nonno, Anthony Miliarakis, lasciato il villaggio della provincia di Viannos Miliarado a Creta, si stabilì nella regione di Peza, 17 km, a sud di Heraklion.”

Sono a Creta, l’isola più grande della Grecia, la quinta del Mediterraneo, a due passi dalla “culla” della vitis vinifera. A introdurmi ai tesori enologici cretesi è un “Cicerone” d’eccellenza (cretese, in questo caso!), il dott. Nikos Miliarakis, enologo e noto imprenditore produttore di vino, quarta gererazione della Minos winery e titolare della Miliarakis Wines nonché Presidente dell’Associazione Wines of Crete, che vanta oltre 350 associati.

La cantina Minos-Miliarakis si trova a Peza, nel centro della più importante area vinicola di Creta, composta da terreni con molto calcio ed altezza variabile tra i 250 ed i 600 metri, condizioni ideali per vitigni bianchi, varietà Vilana quanto per i rossi, da Kotsifali e Mandilari, che grazie all’impegno della MINOS wines, è riconosciuta PDO (Protected Designation of Origin), una designazione di origine di qualità superiore.

L’inizio della storia dei rinomati vini cretesi MINOS coincide con la fine del dominio ottomano, quando la creazione di pensioni, taverne e caffè fu vista come un’opportunità per ospitare i mercanti che dovevano recarsi a Candia, l’antica Heraklion, le cui porte erano aperte la mattina ma venivano chiuse di notte.

Peza, a poca distanza da Candia, era la sosta ideale per i viaggiatori per riposarsi una notte ed abbeverare i cavalli. Qui, il nonno di Nikos Miliarakis aprì Antonakis Hani, un hotel osteria, dove offriva “un piatto di cibo caldo ed un bicchiere di vino” ai viandanti.

Ingresso Minos Wine

La fine dell’occupazione turca e l’abolizione dei cancelli chiusi a Candia, minarono il business del “caravanserraglio”, per cui l’attività economica della regione spostò l’attenzione al marketing del vino. Nel periodo 1870-1930, la zona aveva diversi vinai che acquistavano le uve dai produttori della regione, vinificavano e conservavano, poi, il vino in botti di legno per venderle sul mercato interno di Embaros, Viannos, Lasithi, Messara e Candia. Nel 1932, in siffatto contesto economico e aziendale, i fratelli Joseph Anthony, Minas, Matteo e Nicola Miliarakis trasformarono l’Antonaki Hani in una società giuridica vitivinicola, fondarono il primo impianto industriale moderno in Peza chiamato Minos, trasformando la produzione da artigianale a industriale, con l’aiuto dei primi motori diesel. L’azienda acquisì il primo generatore diesel, che alimentò non solo la cantina, ma anche il villaggio di Pezes.

Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, MINOS iniziò a esportare vino sfuso- Kotsifali e Mandilari, rossi autoctoni, rosè da stessi vitigni e bianco da Vilana- principalmente in Francia e Inghilterra, mentre nel 1952 tentò con successo il primo imbottigliamento del vino sull’isola. Nel 1982 la cantina investì in macchinari per l’imbottigliamento del vino e, primi a Creta, per la creazione di una bottaia con botti di rovere francese: le due etichette (Palazzo Minosse e Minoan) sono ancora oggi parte della gamma di prodotti della società! Da allora l’azienda è dedita ai vini di qualità in bottiglia, con un miglioramento continuo del proprio prodotto e sperimentazioni di nuovi aspetti del vigneto di Creta.

La svolta della viticoltura cretese si è avuta dagli anni ’70 quando il crescente turismo ha causato l’abbandono delle vigne a favore del nuovo business. Successivamente, grazie alle nuove generazioni che hanno studiato all’estero, si è riqualificata la viticoltura locale con metodologie atte a emulare gli standard qualitativi dei paesi europei più famosi per il vino. Lo stesso Nikos ha studiato in Francia, come molti altri produttori della nuova generazione ed i risultati hanno fatto presto a venire. Oggi l’azienda MINOS cavalca l’ottavo decennio, producendo vini da varietà autoctone quali Kotsifali e Mandilari per il rosso, Vilana, Vidiano e Thrapsathiri per il bianco, coniugando metodi moderni e nuove tecnologie per valorizzare ulteriormente i vini cretesi attraverso esperimenti, come produrre vino bianco da varietà rossa Kotsifali, invecchiare in barrique – per la prima volta a Creta- vino bianco da Vilana (Vilana fumé) e vinificando in secco la Malvasia bianca di Candia, vino storicamente collegato con l’isola. 220 ettari di vigneto, ancora lavorato manualmente e gestito dalla famiglia Miliarakis, la produzione totale di Minos wines è intorno alle 400.000 bottiglie l’anno, di cui il 70% consumato a Creta, il 15% in Grecia ed il restante 15% esportato all’estero, principalmente Belgio e Lussemburgo, Francia e Giappone.

Tutte le etichette di Minos Wine

L’ingresso della cantina introduce a un museo con vecchie macchine per la vinificazione: presse per il vino, pompe, macchinari per l’imbottigliamento ad azionamento manuale e un pressa di pietra tradizionale. Alle pareti, fotografie storiche della cantina, tra cui gli astronauti della navicella Apollo con i vini MINOS. La sala degustazione è semplice e caratteristica, con tavoli e sedie di un Kafeneion tradizionale. La prima etichetta in degustazione è Miliarakis, blend di Malvasia di Candia e Malvazia aromatica (50% +50%), nella versione di vino bianco secco. “Un vino unico mi spiega il dott. Miliarakis – con un’identità distintiva delle prestazioni, 950 quintali di uva per acro e 75 anni di esperienza della nostra cantina, per un vino ricco di aromi complessi e sapore caratteristico. La vendemmia avviene a metà settembre, con produzione totale di 6.000 bottiglie l’anno, esclusivamente da mosti precotti fermentati a temperatura controllata.

VVidianoidiano, 2017, 100% vidianò, da vitigno autoctono, una particolare varietà indigena di maggiore potenzialità e originalità, degna delle più note Assyrtiko e Moschofilero. Colore giallo dorato, naso frutta gialla matura, albicocca ed esotica, soprattutto ananas, sentori agrumati con note di vaniglia. In bocca è pieno, equilibrato, con finale lungo e appena speziato.

VilanaVilana fumé, 2017, 12,50% vol, da vitigno autoctono della delicata varietà bianca Vilana, considerato la “star” dei vini cretesi, rappresenta una vinificazione pioneristica per i dati di Creta, con un passaggio leggero in botte di rovere e sei anni in bottiglia. Giallo dorato brillante, ha naso giallo, di albicocche e di pesca, con leggeri sentori agrumati di limone e freschi aromi di basilico. Sorso pieno, corpo, equilibrato ed armonico, con delicate note vanigliate sul finale, persistente. Elegante e sorprendente, è il mio preferito!

Xelona RossoXelona bianco Turtle White è un vino molto particolare da Vidiano, Roussanne e Sauvignon blanc (14%,50+50%), una speciale edizione che fa legno e 2-5 anni in bottiglia. Viene prodotto nel versante occidentale di Yuxtta, nella località “Chelona” e ad un’altitudine di 440 m, da un vigneto su una collina dalla caratteristica forma a “due gobbe”, donde il nome. Colore giallo oro, aromi di piante aromatiche essiccate e fiori gialli, ginestra. Ampio e ricco in bocca, gusto rotondo e equilibrato e retrogusto si dispiegano a lungo.

Xelona rosso, Turtle Red, 2016, 12,50% vol., è prodotto da varietà alloctone Syrah, Mouvedre e Grenache, da vigneto nel lato ovest della Youthctas, ad un’altitudine di 440 mt. Colore intenso, ciliegia matura, leggera acidità e tannini bel levigati dall’invecchiamento in rovere.

Eritro Rosso Miliarakis
Eritro
, 2016, 13% vol, 80% kotsifali e 20% mantilari, fa 10 mesi in barrique di rovere francese. Colore rosso intenso, tendente al granato. Naso di frutta rossa, con netti sentori di erbe aromatiche, timo in primis. Al gusto, frutta rossa, vaniglia e- sorpresa!- intrigante liquirizia (da consumatrice seriale l’ho subito individuata!), “tipica del vitigno Kotsifali mi precisa Nikos. Elegante corpo, discreta struttura e tannini fini, tipici del Mandilari. Lunga persistenza.

L’industria vinicola cretese è entrata in un nuovo percorso di crescita nel segno di cooperazione e sinergie dal 2006, anno in cui è stata costituita Wines of Crete mi spiega il dott. Miliarakis. Dalla prefettura di Heraklion è partito l’impulso per la creazione della rete dei produttori di vino che, due anni dopo, ha coinvolto Chania – Rethymnon e, successivamente, la Prefettura di Lasithi, con la realizzazione del primo obiettivo di costante promozione del vino cretese non solo all’interno dell’isola, ma anche in altri luoghi”. Le due reti procedono operando in autonomia, ma cooperano a tutti i livelli in parallelo. Tutto sotto l’egida comune dell’associazione che, oggi, vanta 350 associati che producono il 90% del vino cretese di ottima qualità.

Tanti, dunque, i vitigni autoctoni dell’isola recuperati al patrimonio ampelografico, praticamente, il “tesoro di Creta”…. Chiedo: Con Vilana, Vidianò e Mandilari avete fatto un grandissimo lavoro. Si potrebbe far meglio anche per gli altri vitigni? “Chiaramente la produzione dalla delicata qualità Vilana è rivolta ad un mercato ristretto, di intenditori – mi risponde Mr. Nikos Miliarakis. Ciò che conta è continuare a fare vini di alta qualità per custodirne le caratteristiche tipiche e distintive del territorio”.

Dopo 4000 anni, il vino cretese continua ad essere un prezioso patrimonio di varietà tradizionali, in completa armonia con il clima dell’isola e le straordinarie unicità delle varie regioni vinicole ridisegnando l’alta qualità del vino cretese che la nuova generazione di produttori come Mr. Nikos, è riuscita ad elevare alla sua legittima posizione.

Nikos Miliarakis e Carmen Guerriero
Nikos Miliarakis e Carmen Guerriero

L’intervista si chiude con un brindisi finale, occasione per un’ultima domanda, simpatico rito in questo mio tour enoico: Una tavola senza vino….”è come una vita senza amici“- mi risponde Mr. Miliarakis, sorridendo. Bella risposta, specie da un Presidente di un’associazione così importante come Wines of Crete! C’è tutto il senso dell’importanza dell’associazionismo in questa frase… sarà anche per questo che è molto amato sull’isola.

Carmen Guerriero

Laureata in giurisprudenza, giurista di formazione, è giornalista dal 1995, settore turismo enogastronomico, responsabile agroalimentare PMI - piccole e medie Imprese - International, fa parte dell'Associazione Nazionale Donne del Vino - Campania; Sommelier AIS, degustatrice ONAV, Accademia Nazionale della Cucina - Napoli, partecipa, anche come chair, a convegni (Vkusnissimo 2018), rassegne e manifestazioni (Judge of exellence Bellavita 2017/2018) dedicate al settore.

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