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La Vernaccia di S.Gimignano supera anche il confronto con l’Austria

Veduta di San Gimignano

Sarà il fascino della Rocca medievale, con le sue numerose torri, o forse la continua e costante ascesa qualitativa dei vini bianchi di questa landa toscana, oppure semplicemente l’efficienza organizzativa unita a una buona dose di simpatia del →Consorzio della Denominazione San Gimignano, sta di fatto che anche quest’anno nel panorama di anteprime toscane quella della Vernaccia di San Gimignano si è confermata una delle più cariche di interesse.
Trentasei le aziende presenti, per un totale di 66 etichette di Vernaccia di San Gimignano dell’annata 2013, dove si percepiva fin dai primi assaggi di questi “vini in fasce” a soli quattro mesi dalla raccolta un gradevole equilibrio, con una spiccata acidità e freschezza, profumi intensi, con spiccate note aggrumate e di frutti a polpa bianca, come la pesca, l’ananas, la banana e la mela verde.
Vi sono grandi attese per la vendemmia 2013 dei vini bianchi italiani, annata caratterizzata da un inizio critico e laborioso a causa del persistere delle condizioni climatiche umide e molto fresche in primavera e parte dell’estate, che se da una parte ha permesso di ripristinare le falde acquifere sotterranee che necessitavano di essere riequilibrate dopo la siccità del 2012, dall’altra ha rallentato la fase vegetativa delle viti, partita in ritardo, e favorito le condizioni per lo sviluppo delle più comuni malattie della vite che ha costretto i produttori ad un attento monitoraggio delle vigne.
Queste condizioni hanno portato a una vendemmia “tardiva” rispetto al trend degli ultimi anni ma ottimale per il vitigno Vernaccia di San Gimignano, che vede nella seconda metà di settembre la corretta maturazione delle uve.

Vigneto di Vernaccia

Il sole di agosto e settembre, insieme all’elevata escursione termica tra giorno e notte, hanno infatti garantito la perfetta maturazione e sanità delle uve, conferendole una grande complessità aromatica abbinata ad una notevole acidità che sarà smussata solo dopo un buon affinamento in bottiglia.
Per quanto riguarda la produzione, le prime cifre rilevano un aumento di produzione rispetto alla vendemmia 2012 del 10% rispetto ai 34.382 ettolitri di Vernaccia di San Gimignano imbottigliati nel corso del 2013 dalle 130 aziende del territorio (162 i produttori complessivi, comprese le due Cantine Sociali, di cui 115 associati al Consorzio) per un giro di affari di 27 milioni di euro, pari alla metà di quello globale legato alla produzione del vino del territorio di San Gimignano, dove vengono prodotte anche le doc San Gimignano Rosso, Chianti e Chianti Colli Senesi, oltre agli IGT e al Vin Santo, per un valore complessivo di 54 milioni di euro.

Letizia Cesari presenta l'anteprima della Vernaccia di San Gimignano

Tra i 52 vini dell’annata 2013 proposti in degustazione, personalmente ho apprezzato, seppur ribadisco che si tratta di autentici “neonati” da bere al meglio dall’estate, in quanto a spiccata mineralità e sapidità la Vernaccia “Vigna a Solatio” dell’azienda →Casa alle Vacche di Silvano Ciappi, la Vernaccia “Fornaci” e la Vernaccia “Il Lebbio” delle omonime aziende gestite da Manuela, Laura e Paola Rossi nel primo caso e dai fratelli Niccolini nel secondo.
Ricchi e con tipici e particolari aromi mandorlati dolci la Vernaccia “I Macchioni“, l’altro stile dell’azienda Casa alle Vacche, la Vernaccia “Casanuova” dell’azienda →Fontaleoni di Franco Troiani, la Vernaccia “Tropie” dell’azienda →Il Lebbio e la Vernaccia “Hydra” dell’azienda →Il Palagione di Monica Rota.
Accattivanti sentori di frutta tropicale nella Vernaccia “Fontaleoni” dell’omonima azienda, nella Vernaccia “Selvabianca” dell’azienda →Il Colombaio di Santa Chiara di proprietà di Alessio Logi e nella Vernaccia della cooperativa →Agricoltori del Chianti Geografico.
Anteprima anche per la tipologia Riserva, dove in questo caso tra i 14 campioni presenti ho apprezzato l’annata 2010 prodotta dall’azienda →Palagetto Tenute Niccolai, ricca di mandorla e con un pizzico di sentori legnosi ancora da amalgamarsi; nette note di frutta fresca e gusto un po’ salino nella “Vigna ai sassi2011 della →Tenuta Le Calcinaie; pregevole la “Riserva Benedetta2012 dell’azienda biologica →San Donato dei simpatici coniugi Federica e Maurizio Spenzi, dotata di grande sapidità e mineralità, così come la Riserva 2011 della tenuta →Guicciardini Strozzi e la “Vigna a Solatio” del →Casale Falchini.

Le Vernacce

Sicuramente una grande spinta all’interesse generale la fornisce l’annuale confronto di questo vino con un “fratello” o “rivale” del panorama vitivinicolo internazionale, originale evento, pressoché unico nel suo genere, nato anni fa nell’ambito dell’iniziativa “Il vino bianco e i suoi territori“, che tanto per cominciare può vantarsi di svolgersi al cospetto degli splendidi affreschi della Sala Dante del Palazzo Comunale.
Quest’anno la comparazione, giunta alla sua nona edizione, dal curioso titolo “Dall’Elsa al Danubio. La Vernaccia di San Gimignano incontra il Grüner Veltliner” è stata guidata dal giornalista Francesco Falcone, che ha scelto come “vino ospite” il Grüner Veltliner austriaco: due verticali, una per ciascuna denominazione, di sette etichette, dal 2012 al 2002 per la Vernaccia, dal 2012 fino al 1987 per l’ “ospite asburgico”.

I Gruener Veltliner austriaci

Vernaccia di San Gimignano

San Gimignano in gabbia1- Tenuta Le Calcinaie – Vernaccia di San Gimignano Riserva Vigna ai Sassi 2012
Vino che nasce da terreni compatti a 250 metri di altitudine, 10% chardonnay da vigneti a cordone speronato del 1994, 90% vigna risalente al 1987 di Vernaccia, vinificazione e affinamento solo in acciaio per circa un anno, messo in bottiglia in primavera, dotato di un buon equilibrio, cremoso, sapido in bocca con un finale di mandorla dolce.

2- Colombaio di Santa Chiara – Vernaccia di San Gimignano Selvabianca 2011
Il vigneto quasi quarantennale conferisce particolari caratteristiche a questo vino, minerali e sapide in primis levigate da un finale amabile molto piacevole, risultato di un affinamento di uno stile iniziato dal proprietario Mario Logi, oggi portato avanti dal figlio Alessio.

3- La Lastra – Vernaccia di San Gimignano Riserva 2010
Blend di questa giovane azienda, nata nel 1994 dalla collaborazione del vignaiolo Renato Spanu, coadiuvato da Nadia Betti e dall’enologo Enrico Paternoster, di uve della Vigna Santa Lucia del 1975 e della Vigna Sant’Andrea del 1980, due “cru” di riferimento della Vernaccia con terreni tufacei mischiati ad argilla, fermentate e affinate al 50% in barrique: naso floreale, fresco, gusto verticale, quasi salino, con una nota alcolica marcata.

4- Fattoria San Donato – Vernaccia di San Gimignano Riserva Benedetta 2009
Azienda biologica dal 2007 gestita dai coniugi Federica e Maurizio Spenzi, vigneto “cru” a 280 metri di altitudine coltivato a guyot anziché il più diffuso cordone speronato. Vino all’apparenza un po’ ruvido, ma poi prevale la cremosità e la sapidità con un’ottima persistenza.

5- Panizzi – Vernaccia di San Gimignano Riserva 2006
Altro “cru”, in località Pancole, vigneto che purtroppo non è più a disposizione dell’attuale proprietario Simone Niccolai, succeduto al fondatore Giovanni Panizzi scomparso nel 2010. Al naso e in bocca sensazioni di erbe officinali, rilevante nervatura acida, eleganza sottolineata dal finale leggermente fumé conferito dall’anno di affinamento in barrique.

6- San Quirico – Vernaccia di San Gimignano Riserva Isabella 2004
Analoga zona di coltivazione delle vecchie vigne da cui scaturisce questo vino creato da Andrea Melchiore coadiuvato dalla figlia Isabella in un’azienda che risale al 1860, imbottigliato nel 2010 e uscito sul mercato nel 2011 dopo 4 anni di affinamento in botti di rovere da 23 ettolitri. Colore oro brillante, discreta freschezza, leggere venature floreali, finale delicatamente amaro.

7- Cesani – Vernaccia di San Gimignano Sanice 2002
Raccolta tardive, con uve parzialmente attaccate dalla botrite fermentate e affinate in barrique, il vino che dal 2012 ha preso la dicitura Riserva prodotto dall’azienda di Letizia Cesani, presidente del Consorzio si presenta di un oro carico, aromi di noce, caramello, retrogusto balsamico, buona freschezza e persistenza.

Vigneti e uliveti a San Gimignano

Grüner Veltliner

E’ a ovest di Vienna, in particolare nei distretti del Wagram, del Kamptal, del Kremstal e della Wachau che la più popolare e diffusa varietà austriaca (in media il 40% con punte anche superiori al 60%) ottiene i migliori risultati, paragonabili al più celebre Riesling. Ciò dipende in particolare alla bassa piovosità dovuta alla protezione delle montagne a nord, all’aria calda proveniente dalla pianura a est, allo straordinario contributo termico del Danubio, alla spiccata vocazione dei terreni (acidi e minerali, ricchi di pietra dura basaltica scura e poveri di sostanza organica) ed ovviamente a una minuziosa e certosina gestione dei vigneti da parte dei vignaioli, dal germogliamento fino alla vendemmia, che nella zona di Dachau può spingersi anche fino alla prima decade di novembre.
Questo tipico vini austriaco, frutto di un incrocio tra il Traminer e l’autoctono Heunisch (si contano ben 63 cloni differenti!) è molto diffuso nella versione giovane e di facile e pronto consumo, ma sono in costante aumento le varianti più complesse, sapide, di grande longevità e mineralità, dal residuo zuccherino marcato ma non eccessivo come i più titolati “cugini Riesling” tedeschi o alsaziani.

San Gimignano in gabbia1- Weingut Nigl- Kremstal Reserve Herzstück vom Kirchenberg Grüner Veltliner 2012
Vigneti terrazzati nella zona Kamptal, terreni rocciosi, affinamento in botti in rovere d’acacia da 23 hl, 14,5 % e 5 gr/zuccheri residui, 2012, questa riserva Kremstal (imbottigliata con tappo vite) presenta note accese di pietra focaia, zolfo, leggere venature di agrumi, in bocca minerale, fresco, media cremosità e persistenza.

2- Weingut Knoll – Wachau Loibenberg Smaragd Grüner Veltliner 2010
Vigneti a Wachau, la regione vinicola più occidentale in Austria, 13,5% “trocken”, naso con profumi delicati fiori bianchi, aciditá spiccata, ideale per accompagnare piatti di moderata intensità e gusto.

3- Weingut Bernhard Ott- Wagram Rosenberg Erste Lage Grüner Veltliner 2009
L’azienda biodinamica dal 2007di Bernhard Ott ,giovane produttore figlio di una realtà storica, dedica la sua produzione al 90% al Grüner Veltliner. Questo vino proviene dalla vigna Rosemberg degli anni ’50-’60, zona lungo il Danubio, un anfiteatro con larghi terrazzamenti di terra bianca, 13,5%, affinato in anfore georgiane interrate nel terreno, mineralità mista a polpa di frutta bianca, residuo zuccherino importante stile Alsazia che addolcisce i palato e garantisce una piacevole beva.

4- Weingut Prager – Wachau Achleiten Stockkultur Smaragd Grüner Veltliner 2008
2008, vena acida importante, sapido, vigneto su terreno molto roccioso a alberelli a 20 cm dal suolo a 400 metri da cui si vede il Danubio 20.000 piante a ettaro, fermentazioni spontanee, acciaio, vendemmia fine novembre no botrite, vicini al confine con Repubblica Ceca, +, fini note vegetali, bassissimo residuo zuccherini, 13,5%, trocken.

5- Weingut Franz Hirtzberger- Wachau Spitzer Rotes Tor Smaragd Grüner Veltliner 2004
Il “filosofo” Franz da anni porta avanti un coltura rigidamente biodinamica, prediligendo vecchi cloni e soprattutto la biodiversità in vigneto. Nel “cru” Rottenstor, a 260 metri altitudine, ultima zona vitata prima della Baviera, i vigneti terrazzati regalano un vino molto fresco e minerale, un buon equilibrio, morbidezza e lunghezza in bocca, segno inequivocabile della totale assenza di legno ma soprattutto di una maniacale selezione dell’uva, che deve entrare in cantina al massimo della sanità, al punto di togliere ogni acino imperfetto o colpito da botrite.

6- Weingut Schloss Gobelsburg – Kamptal Reserve Grub Erste Lage Grüner Veltliner 1999
Vino che non denuncia affatto i suoi 15 anni, grazie a un’eleganza, una freschezza floreale con tocchi vegetali intensi, con un sottofondo di pietra focaia e un’accattivante sapidità nella beva che non permette di percepire gli oltre 14% e poco più di 5 grammi di zucchero residuo. Prodotto in un territorio eterogeneo patria spesso di vini quotidiani ma, come in questo caso, capace di esprimere anche prodotti ricercati, uscito in commercio un paio d’anni dalla vendemmia sotto i 10 euro, prezzo estremamente interessante in rapporto alla qualità del vino.

7- Weingut Mantlerhof – Kremstal Lössterrassen Kabinett Grüner Veltliner 1987
Azienda agricola tradizionale convertita totalmente alla viticoltura biologica con circa 14 ettari di cui metà coltivati a Grüner Veltliner, questo vino “Kabinett” ovvero prodotto di base dell’azienda ci ha sorpreso per vitalità e fragranza, a conferma che le acidità considerevoli comuni a tutti i prodotti all’uscita sul mercato sono le preziose salvaguardia di tenuta e longevità. Le inevitabili ossidative al naso fanno presto spazio ad aromi di miele, zafferano, fieno, frutta secca e pietra focaia, ben amalgamati tra loro anche da una significativa dolcezza e sapidità che ne rendono estremamente piacevole la beva.

La piazza dell'evento

In conclusione si è trattata di un’interessante e piacevole comparazione tra due vini che poco hanno ovviamente in comune in termini di territorio e di coltivazione dei vigneti, molto di più come stile di vinificazione, che non aveva l’obiettivo di eleggere un vincitore bensì offrire argomenti e spunti per una riflessione sul mondo del vino bianco, ancora troppo spesso giudicato di minor complessità e longevità rispetto a un vino rosso.
A mio avviso ancora una volta è arrivata la conferma che la Vernaccia di San Gimignano possegga tutte le qualità e caratteristiche per reggere il confronto con la longevità e la versatilità nella beva di gran parte dei più grandi vini bianchi del mondo.

Luciano Pavesio

Esordi giornalistici nel lontano 1984 nel mondo sportivo sul giornale locale Corriere di Chieri. La passione per l’enogastronomia prende forma agli inizi degli anni ’90 seguendo la filosofia e le attività di SlowFood. Ha frequentato corsi di degustazione e partecipa a numerosi eventi legati al mondo del vino. Le sue esperienze enoiche sono legate principalmente a Piemonte, Valle d'Aosta, Alto Adige e Friuli. Scrive e collabora a numerose riviste online del settore; è docente di corsi di degustazione vino ed organizzatore di eventi.

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