Professionisti in fuga dall’Italia, ma c’è anche chi rientra come il giovane enologo Matteo Voltarelli

Matteo Voltarelli è un giovane enologo di 35 anni, ma già con un invidiabile bagaglio colmo di esperienze. Matteo non è un enologo soltanto sulla carta per aver conseguito una laurea, ma è un giovane che si è veramente fatto le ossa lavorando e studiando con impegno e passione.
Dopo essersi diplomato presso l’Istituto tecnico per geometri “Giudici Falcone e Borsellino” Diploma, Tecnologia delle costruzioni 1996 – 2001, ha proseguito i suoi studi fino a raggiungere la laurea in Viticoltura ed Enologia rilasciata dall’Università degli Studi di Firenze.
Matteo Voltarelli lo possiamo definire un professionista internazionale, grazie al fatto di avere arricchito la sua formazione universitaria italiana con quella prestigiosa americana della FAMU Florida Agricultural University meccanica, una delle nove istituzioni del sistema universitario statale americano.
Voltarelli al momento ricopre la carica di Responsabile di Cantina e Laboratorio presso il Center for Viticulture & Small Fruit Research, College of Agriculture and Food Sciences, Florida A&M University. Qui si occupa dello sviluppo di tipologie di prodotti atti a valorizzare le varietà di uve Muscadine e Florida Hybrids.
Nonostante il suo bagaglio professionale sia già notevole, Voltarelli non ha mai perso la voglia di continuare a migliorarsi e perfezionarsi.
Leggendo la sua biografia, apprendi che è membro riconosciuto dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani (Assoenologi – Union Internationale des Oenologues).
Ricopre la carica di Commissario Tecnico nelle Commissioni per l’approvazione dei Vini a Denominazione di Origine Controllata e Controllata e Garantita, per varie province della regione Toscana. E’ membro Onorario di “Florida Wine & Grape Growers Association”.

In Italia Matteo ha affiancato alcuni dei più noti nomi del mondo del Vino e ricoperto vari ruoli tra cui Responsabile di Cantina presso “Cardeto“, la più grande cantina cooperativa dell’Umbria.
Ha partecipato nel ruolo di Commissario a un notevole numero di concorsi enologici riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Parlando con Matteo Voltarelli, mi racconta che sta lavorando in Florida per il governo USA in un progetto di ricerca: “Sto producendo vini che siano adatti alle uve particolari che qui coltivano, incroci e varietà particolari ottenuti per ragione di clima soprattutto“.
Continua a parlarmi e nelle sue parole sento tutti i sacrifici che ha fatto per essere arrivato a essere quello che è oggi: “Sono uno serio che si fa il mazzo e me lo sono sempre fatto, ho pagato i miei studi lavorando e da quando ho 14anni non ho mai smesso un solo giorno“.
Ricorda i suoi ruoli di potino e cantiniere e, mentre racconta, percepisco tutta la fierezza di chi ha lavorato duro per pagarsi gli studi universitari.
Sicuramente l’Italia non è un paese che regala soddisfazioni, e nemmeno i grandi professionisti riescono sempre a emergere, se poi si tratta di un giovane ancora peggio! Nel nostro Paese il mondo del vino è molto duro.

Matteo è un fiume in tempesta: “Anche se capaci non c’è posto a meno che non sei ben “curato” da qualcuno. Un mondo che a volte è fatto di consulenti strapagati che correggono i vini con le cisterne che viaggiano in lungo e in largo. Il mio visto presto o tardi scadrà ed inoltre ho una famiglia a casa che mi vuole vedere tornare indietro“.
Uno sfogo comprensibile per un grande e serio professionista che ama il suo Paese. Un Paese che non difende e non tiene stretti i grandi cervelli italiani che spesso fanno la fortuna di altri Paesi. Una ricchezza sprecata, una crescita negata a questa Italia, che tanto bisogno ha dei suoi giovani.
Mi parla dei suoi sogni, dei suoi progetti: “Tra le cose che sto facendo: – una partecipazione con un Artista australiano (George Vargas). Al momento stiamo cercando il distributore/investitore per rendere l’idea realtà. – un vigneto in Italia, nella zona dove sono nato, una scommessa che vedrà uve bianche in un areale dove fino ad ora nessuno aveva osato (per ignoranza)“.
Mentre ascolto, penso alla sua grande modestia, forse questa è la dote che distingue i veri grandi campioni da quelli falsi.
Matteo si lascia andare in uno sfogo sincero, come solo le persone vere, autentiche sanno fare: “io sono un ingenuo, e probabilmente questa è una delle ragioni per cui forse non avrò mai successo.
Sto mettendo tutto quello che posso da parte per sposare la mia fidanzata (al mio ritorno in Italia) e per piantare il mio vigneto. Quindi sentiti libero di dirmi ‘povero stupido’ “.
No!! per me Matteo Voltarelli è un grande enologo, un giovane esperto che conosce la sua materia e che può rappresentare una spinta enorme per qualsiasi imprenditore nel mondo del vino.




